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mercoledì 4 novembre 2015

LO STIGMA E LA RETE



Emoticon heart
Ad ogni incontro del G.A.M.A. le tematiche di sempre vengono affrontate e approfondite. Gli interventi sono numerosi ed illuminanti.
All'ultimo di ieri c'erano molti volti nuovi e come ospite un grande sostenitore del gruppo, il dott. Antonio Battista fautore anche della Medicina Olistica.
Il facilitatore ha fatto un rapido excursus del G.A.M.A., la sua storia in breve, i successi e i momenti di crisi nonché di crescita, progetti e sogni nel cassetto. Uno di questi è riuscire a creare piccoli gruppi di auto mutuo aiuto, uno per ogni specifica patologia e relative problematiche, giacché la condivisione può essere di grandissimo aiuto. Stimola e informa, solleva dall'ansia e aiuta ad uscire dall'isolamento.
C'è ancora purtroppo Chi, considerandosi "segnato" dalla sorte, evita le relazioni e crea il vuoto intorno a sé. D'altra parte, a onor del vero, spesso non è aiutato nemmeno dall'esterno, da amici, conoscenti, persino parenti che, sentendosi inadeguati per parole ed azioni, si allontanano passando per indifferenti.
Un valido aiuto negli ultimi tempi viene offerto dalla Psico-Oncologia e dalla Medicina Complementare, una sorta di "rete su rete" con maglie sempre più fitte a supporto del paziente oncologico.
Molto suggestiva appare l'immagine della rete che rende alla perfezione il concetto di "sostegno", pur con i suoi limiti oltre che vantaggi.
Con lo scambio di esperienze, informazioni e dati veri e propri, il tutto inquadrato in un progetto di condivisione, si crea qualcosa di invisibile ma più che reale.
Una rete intesa a sorreggere, sostenere e proteggere.
A volte persino capace di "cullare".
Bellissima e rassicurante immagine senza dubbio, ma da considerare nei limiti del possibile. Succede infatti che anche le "maglie" più resistenti possano logorarsi parzialmente o addirittura cedere del tutto, lasciando così un "vuoto", ed occorrerà "ricucire" in fretta le restanti perché la rete possa continuare a... sostenere il peso.
Si sa... alla morte si pensa, della morte si parla ma alla morte non si è mai abbastanza preparati, e così quando capita che le "scomparse" si presentano ravvicinate, il ritrovarsi di fronte ad una sorta di "bollettino di guerra" genera sgomento, e quasi non sono le maglie cedute ad arrecare il danno quanto quelle vicine che tendono ad allentarsi pericolosamente.
E allora... come si potrà rimettere insieme la rete, ristabilire il benefico insieme degli intrecci?
Riponendo al centro di interesse comune la "Speranza", sottolineando le sempre crescenti possibilità di guarigione. Non è detto che si muoia sempre, almeno non sempre a causa di un tumore... si continua anche a vivere, magari non guariti ma in "pacifica convivenza" con la neoplasia. Della serie... ci stai TU e ci sto pure IO... senza darci reciproco fastidio, e ritrovarsi così forti da non aver paura persino di chiamarlo col suo vero nome... CANCRO.
Perché non è un termine che fa la differenza ma il tono e la forza con cui lo si pronuncia.

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