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mercoledì 26 novembre 2014

PER ME MEGLIO TROCCOLI, CAVATELLI E... UN PRESEPE FAI DA TE


Premetto, non è un indovinello né un mio pensiero, diciamo pure... è una citazione, condivisibile o meno ma degna ugualmente di riflessione.
Comincio spiegando... per Chi non sa... che cosa sono troccoli e cavatelli, soprattutto i primi. E' un tipo di pasta fresca spesso fatta in casa, molto simile a spaghetti ruvidi e angolati, o "alla chitarra", a voler essere più tecnici e precisi. I cavatelli sono un po' noti ovunque, e quindi non mi dilungherò.
Si potrebbe domandare che cosa c'entrano sia gli uni che gli altri in queste mie ultime note del giorno. E anche se stavolta può sembrare strano, è cosa questa che faccio sempre, parto da lontano, in pratica dalla fine per tornare indietro e così spiegare qualsiasi concetto, anche il più profondo. Pure se tocca gli aspetti semplici e normali di una quotidianità.
In reparto ho incontrato un'Amica che imprevedibilmente avevo visto all'ultimo incontro del G.A.M.A., ripeto... imprevedibilmente perché tante volte l'avevo invitata ma aveva sempre glissato.
Sai... le ho detto... sono stata felice che ti sei convinta a venire.
E Lei, altrettanto imprevedibilmente mi ha risposto...
Ed è stata la prima e l'ultima volta. Non verrò più.
Lì per lì sono rimasta di stucco, e ancora... perplessa, poi ho cercato di capire, senza trascurare la Sua storia anzi ripassandola a mente con rapidità.
Sono venuta per curiosità, non nascondo di averlo fatto con poca convinzione, ma ne parlavate tutti con tale entusiasmo che ho voluto provare. E' tutto bello, bravissime persone sorridenti e serene, ma per me non può andare. Sono dieci anni che combatto e posso dire di aver raggiunto un certo equilibrio anche aiutata dalla mia grande famiglia. Voglio distrarmi, non pensarci... fare altro. In un gruppo così si ride, è vero, ma le lacrime sono sempre lì, nascoste e ricacciate, basta una parola o un ricordo... no, per me non va bene. Sai che ho fatto domenica, visto che stavo così così? Ho preparato troccoli e cavatelli, ma ne ho fatti così tanti che li mangiamo anche oggi. E poi... fra un po' sarà Natale. Sto frequentando un "corso di presepe"... si, hai capito bene... un corso dove si impara a creare con le proprie mani un presepe con qualsiasi materiale.
Ho pensato... quest'anno lo farò impastando farina e acqua... sarà di "pasta", non so ancora se dolce o salata. Deciderò al momento... secondo il "mio momento"...
Quando l'ho salutata, le ho detto grazie. Mi ha risposto...
"Ricorda, fai sempre e solo quello che ti piace. Qualcosa per TE, soprattutto. Non è più tempo di "accomodare" la propria vita agli Altri".
Così, c'ho pensato tutto il giorno... c'ho pensato fino a questo momento.

10 commenti:

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  2. Ed io credo che questa persona abbia davvero ragione,essere nelle cose che ti toccano o ti hanno toccato è giusto soprattutto se possono aiutare anche altre persone ma sai Mary non te l'ho mai detto perché ti stimo e rispetto,sei davvero grande,però a volte leggendo il tuo blog avrei tanto desiderato leggere ogni tanto di " troccoli e cavatelli" sole e fiori e non perché i tuoi post mi annoiano o rattristano.Io non credo che quella persona scappi dalla realtà che ha ben presente ma penso che abbia compreso che bisogna andare oltre confine ogni tanto per continuare davvero,Sono contenta sai che con molta schiettezza ti abbia detto quelle cose,cose che io non mi sentivo per nulla autorizzata a dire posso solo immaginare le difficoltà,nonostate ciò io credo che tu faccia bene a fare quel che fai ma ho sempre pensato che hai anche biosgno di andare oltre confine.E forse questa tua amica è arrivata al momento giusto e nella forma giusta.
    Un bacione.

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    1. Carissima... avrei potuto non scrivere questo post, o almeno non pubblicarlo. L'ho fatto per un motivo ben preciso.
      Non so da quanto Tu mi legga, ma se un giorno avrai voglia di andare a leggere molto indietro, diciamo a pochi mesi dall' "uscita", ti ritroverai di fronte a note varie di quotidianità gioiosa. Era un momento di "euforia", che volutamente ho calmierato proprio perché constatavo che tanto oltre, psicologicamente era meglio non andare. Un caso non è uguale ad un altro, come non sono uguali evoluzione e percorso di malattia. E ancora... lo si può immaginare... sono diversi gli uomini e le loro menti che già di per sé costituiscono un mistero. Ognuno fa la sua scelta di vita, perché sempre di vita si tratta fino all'ultimo respiro, e se l' "aggiusta" per sentirsi meglio, stare... bene.
      Per quello che mi riguarda una svolta decisiva c'è stata dopo la ricostruzione... credevo di essere davvero oltre, mi illudevo di poter essere la donna alla soglia dei 60 anni, col suo seno verosimilmente pendulo come natura avrebbe voluto. Invece, nonostante protesi, mastopessi e chiacchiere varie, compresa qualche omissione, mi sono ritrovata a far ricorso a molta "fantasia", elaborazione continua del presente, dono per cui mai sarà abbastanza ringraziare, e comunque incertezza del futuro. A questo punto estraniarmi da una realtà che comunque ( e non sono la sola a pensarlo) mi sento addosso come una seconda pelle, che senso aveva?Conoscendomi bene, sarei stata tra alti e bassi in continua ansia ed agitazione. Ho preferito restare là dove "nolente" e dolente ero stata cacciata... che dire? In fin dei conti è come mi fossi vaccinata, e porto la mia esperienza filtrata dal buonumore e col sorriso.
      Ho condiviso questo episodio proprio perché vado oltre, è l'atteggiamento di questa Amica che mi porta. Per me è l'altra faccia della realtà che mi appartiene, da questo tipo di scelta, tra l'altro motivata da condizioni assai particolari, io prendo il meglio per me e non solo, perché lo porterò in dono ad Altri quando e se sarà il caso.
      Ciò che faccio, forse pure indegnamente, non è semplice, comporta molto impegno ma fa sì che apprezzi questa "seconda opportunità" e non la sprechi.
      La Vita è un "capitale" che se saprai investire ti tornerà con alto tasso di interesse. Anche... dopo.
      Ho imparato questo con la malattia... ho eliminato l'inutile e tengo stretto il superfluo quando c'è... ho annullato la paura. Sono andata oltre..
      Cara, dolcissima Amica Ti ringrazio davvero per questo spunto di riflessione, grazie al quale tanto sarà più chiaro, e non solo a Te.
      Un abbraccio forte forte... e grazie ancora.

      Mary

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  3. ed è un saggio pensiero...
    Annamaria

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    1. ... quello dell'Amica? di Carolina? o il mio?
      Personalmente reputo saggi tutti e 3, perché sono libera espressione, opinione e scelta.
      Un abbraccio, Annamaria... e in bocca al lupo sempre. Sei una "forza" anche con 2 sole parole.

      Mary

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  4. Io credo che ognuno di noi debba trovare la sua strada che più gli sia confacente per reagire alla sua malattia. Comprendi quindi la scelta della tua amica, anche se lei non ha capito la tua. Baciobacio♥♥♥

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    1. Ciao, Anna Maria... certo che comprendo quella scelta. Ci mancherebbe. Oltre tutto ne conosco la storia e perciò è ampiamente motivata.
      Il motivo per cui ho condiviso l'episodio è mostrare, anzi evidenziare l'altro aspetto della "scelta di vita" dopo o durante la lunga convivenza con una neoplasia.
      Nessuno è superuomo o superdonna, alcuni atteggiamenti possono apparire "eroici", sono in realtà "strategie di sopravvivenza". Anche il mio lo è. Perché al momento ne sono fuori... prego Iddio di continuare a... esserlo per sempre... in realtà niente è sicuro. Come non lo è per gli Altri, ma con la differenza che la "toccata e fuga" c'è stata, e così ti senti sempre con un "avviso di garanzia" sulle spalle.
      Capisco la mia Amica e approvo la Sua scelta.
      Un abbraccio fortissimo e un grazie per essere qui.

      Mary

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    2. prego Iddio di continuare a... esserlo per sempre... Ed io te lo auguro di cuore cara amica. E un grazie a te che scrivi dei tuoi sentimenti con una leggerezza esemplare. ♥♥♥

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  5. Fin dei conti se ho sempre sostenuto che sei grande un motivo c'è ed quello...a volte desidero solo sentirti spensierata e percepire la tua vita che va oltre la dura prova che hai dovuto sostenere pur rimanendo in contatto anche con questa realtà.
    Un abbraccio forte

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    1. Carolina mia, lo sono spensierata non temere. Non potrei portare sorrisi altrimenti. Per me è andare sulla via dove sono capitata, e nello stesso tempo non perdere di vista la strada accanto. Importante, gioiosa che ora apprezzo ancora di più.
      Ciao, cara... Ti Voglio Bene.

      Mary

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