agosto

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venerdì 7 novembre 2014

... IDEALE


Lo so, è davvero bizzarro cominciare con dei puntini di sospensione già nel titolo, ma se avessi messo l'articolo determinativo sarei finita nella pseudo-filosofia, con l'indeterminativo avrei fatto riferimento a tutt'altro, restava un sostantivo a scelta tra tanti, ma davvero non avrei saputo quale.
Eh già, perché è da una vita che per Altri sono... l'ideale. Tranne per me stessa, ma solo fino a qualche anno fa.
Sono stata la primogenita di più figli, e volente o nolente ne ho sentito la responsabilità.
Devi dare l'esempio... mi veniva detto, e così non ero tanto vivace, ma in compenso tanto studiosa e di conseguenza tanto silenziosa. "La figlia ideale" quindi, quella che non dà problemi se non quando sta male, ma questa è un'altra storia.
Crescendo sono stata pure "l'amica ideale" di tanti ragazzi maschi, e logicamente per loro non "la fidanzata ideale", perché da quel punto di vista non mi si filava nessuno.
Poi finalmente c'è stato Chi... dopo aver tanto cercato... ha visto in me "la moglie ideale" e mi ha sposato, e poi mi ha reso "la madre ideale" dei Suoi figli.
Il carattere mite di fondo e sempre più accomodante col tempo, ha fatto sì che fossi "la nuora ideale" (ma se ne sono accorti troppo tardi), "la cliente ideale", "la vicina ideale". Persino quando mi sono ammalata, medici e infermieri mi definivano "la paziente ideale".
IDEALE... che parola impegnativa.
L'ideale è uguale a se stesso, ed io da un po' in continuo divenire, non posso e non voglio esserlo uguale a me stessa.
Sono IO ma con sfumature diverse.
Serena e a volte cupa. Solare ma pure pronta a dare tuoni e scatenare fulmini.
E poi mite con quel po' di crepuscolare che dona "la giornata ideale" di un qualsiasi autunno.

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