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mercoledì 5 novembre 2014

DA CHI NON PENSI IL TONO DI COLORE...


...giusto, quello che serve a completare l'armonia di un "insieme".
Momenti, incontri, pensieri e progetti che si susseguono con vivacità e regalano entusiasmo, nella mente poi si dispongono in ordine approssimativo ma non perdono "smalto". Aspettano solo quel tocco in più che farà la "differenza", permetterà di capire che si è sulla strada giusta... si può, si deve e niente è troppo. Tutto è cominciare, perché la "base" è buona e il "punto di partenza" valido.
Sono scoperte e considerazioni che come al solito elaboro dopo le mie "infusioni per l'anima", oggi ne ho preso il meglio.
Entrata in una stanza, mi sono subito resa conto che l'eterogeneità non solo caratteriale dei 4 pazienti, avrebbe richiesto un po' più di impegno da parte mia nell'ambito dell'ascolto.
Un solo uomo e tre donne, di cui una inizialmente, per come si è presentata, aveva dato l'impressione di voler mantenere le distanze. Mai fidarsi delle apparenze, in un senso e nell'altro, perché ero sul punto di sbrigarmela in fretta, non per me piuttosto per non creare disagio, quando proprio quella signora dai presupposti distanti, ha preso a conversare in modo tanto amabile da lasciarmi senza parole. E non è che questa cosa sia tanto facile... chi mi conosce, lo sa bene.
E ha raccontato di sé una storia "ricca" di cultura e tradizioni, determinazione e coraggio... voglia di andare avanti e farcela ad ogni costo... "perché non me lo posso permettere da sempre. Ho cresciuto due figli da sola, ho insegnato e contemporaneamente sono stata imprenditrice, malata da 20 anni non mi sono mai fermata. Anzi ho studiato pure il cancro, imparando termini tecnici e nomi di farmaci, ho partecipato ai convegni, e così non ho mai avuto paura. Tutto per continuare a... vivere, perché non me lo posso permettere di mollare. Ho quasi 70 anni, e si meravigliano che io sia ancora in giro, si aspettavano che morissi da tempo... compresa una ienetta di nuora che non fa mistero dell'antipatia che nutre nei miei riguardi. Devo farcela anche per questo... per non dargliela vinta. Continuare a... deludere chi si illude di vedermi morta a breve scadenza. Faccio tutte le terapie possibili, ufficiali e non ufficiali, ma soprattutto curo la mia persona, nella mente e nello spirito, mi guardo allo specchio e dico, ci sono... e va bene così.
Ma sai, ti sto guardando... e penso una cosa, mi sei simpatica. Sei una volontaria sui generis, tu... ascolti e parli, i sorrisi sono giusti e guardi negli occhi la persona che hai di fronte. Complimenti... mi piaci. E se oggi starò un po' meglio del solito, sarà anche per merito tuo".
Sono andata via sorridendo... un po' di "azzurro cielo" aveva completato l'insieme.

2 commenti:

  1. " ... mi guardo allo specchio e dico, ci sono... e va bene così". Questo lo dovremmo fare, TUTTI, ogni mattina dato che ci è rimasto solo questo!

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    1. Questo l'ho imparato anche io ma solo in tempi recenti. E me ne rammarico, perché ho sprecato i 3/4 della mia esistenza, perdendo di vista l'essenziale... l'esistenza stessa.
      Un abbraccio...

      Mary

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