settembre

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lunedì 25 febbraio 2013

Non si cancellano i ricordi, sentinelle perenni della nostra memoria, mescolano il dolce e amaro della vita.
  (cit.)





Non sono stata distratta dai "clamori elettorali" ed anche quest'anno si sono affacciati i ricordi di sempre, antichi e recenti.
Non so se definirlo un pregio o una "fissa", ma la mia mente pare proprio un "almanacco", e per dirla in modo moderno e tecnologico... un apparecchio programmato per gli avvenimenti  e gli eventi successi in un tal giorno... il santo sempre del giorno... compleanni da ricordare... varie ed eventuali. Non è cosa che mi impongo, viene da sè e comunque se merito ha, importante e grande è quello di tenermi in esercizio la memoria. Anche se per certi "fatti" della vita non occorre nemmeno che sia di ferro.
Il 25 febbraio di molti anni fa nasceva una delle mie sorelle, che visse nel breve arco di otto anni una vita intera. Aveva tre anni meno di me ma nel ricordo mi appare come fosse di tutte l'età.
Vivace, allegra e discola come una bambina... saggia, matura e generosa come persona adulta.
Credo che sia prerogativa di Chi ha nel destino un "breve percorso", avere in sè e mostrare un "condensato" di atteggiamenti ed emozioni. Mia sorella (non è un caso se non la chiamo "sorellina") era così, grande e piccola insieme... non piangeva mai, nemmeno per dolore.
A otto anni morì per una meningo-polio-encefalite... erano gli anni '60, e una malattia del genere così complessa era ancora mortale. Questo evento segnò un po' tutta la famiglia... fece maturare in fretta i piccoli di casa, lasciò una ferita profonda nel Cuore dei genitori, è inutile dire che non fu mai dimenticata anzi divenne per Tutti Noi  l'Angelo Custode certo perchè eletto da Dio.
Restò tale per sempre...
Una sera ero per strada da sola, non c'erano molte luci tanto da sembrare più buio del solito. Non avevo borsa con me, solo una rivista piegata sotto il braccio per avere le mani impegnate... nient'altro. Ad un certo punto mi venne in mente il Suo ricordo, così vivo da sentirmi chiamare per nome... nello stesso tempo dei passi affrettati ed incalzanti dietro di me. Provai un brivido freddo lungo la schiena, poi fu tutt'uno... un ragazzo mi aggredì alle spalle, ebbi paura ma la sorpresa non fu eccessiva... come se qualcuno mi avesse avvisato. Mi difesi non so come, anzi lo so... con quella rivista, non era un granchè d'arma ma funzionò. La rabbia, l'istinto di conservazione e l'"aiuto" provvidenziale trasformarono quell'insieme cartaceo in un "manganello" improvvisato ma efficace. Il "teppistello" se la diede a gambe... ed io la scampai bella.
Mi convinsi che fosse stata mia sorella a venirmi in aiuto... poi in altre occasioni, soprattutto quelle riguardanti il mio recente vissuto, la convinzione si fece più forte ed ora, pur in tempo di "bonaccia" non mi abbandona.

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