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martedì 12 febbraio 2013

"Le nostre non sono guerre perse, quando ci raccontiamo di noi abbiamo già vinto le nostre paure (esternandole)
   (cit.)


"Lo scopo di un gruppo di auto-aiuto è proprio di poter parlare liberamente, quasi per sconfiggere le paure, in un clima di ascolto e solidarietà, con compagni di viaggio che conoscono e vivono lo stesso problema sulla  propria pelle..."


Quando sono a casa, al ritorno dalle mie due ore in ospedale sento di aver bisogno di altrettante per far "silenzio" dentro me... per elaborare racconti di vissuti, sguardi smarriti oppure di sfida, altri infastiditi, stufi se non rassegnati.
Al mattino parto in quarta con tutto l'entusiasmo che non m'impongo... penso a Chi incontrerò perchè in un Day Hospital Oncologico periodicamente s'incontrano sempre le stesse persone, e poi mi chiedo pure... quanti  volti nuovi conoscerò, in quanto se crisi c'è non riguarda di certo "la malattia".
Quindi arrivo, indosso il camice che dovrebbe fare la "differenza" e mi "butto nella mischia"...
E' vero, è un'espressione un po' forte, solo che qualche attimo prima di cominciare a confrontarmi umanamente nel modo più semplice e naturale possibile mi viene una "gran paura"... di non essere all'altezza, sbagliare, turbare... non portare quel minimo sollievo per poter continuare. Allora faccio un bel respiro profondo e poi... vado, mi lancio dal trampolino dell' "osare".
Oso ascoltare... oso raccontarmi, ho la pretesa di comprendere... do per scontato di essere capita, ma forse è tutto sbagliato, solo io avrei il dovere di capire senza pretendere il contrario. Perchè arrivando all'"Altro" sicuramente l'avrei in cambio... le paure, le emozioni sono le stesse... la condivisione farebbe il resto.
Mi è piaciuta moltissimo l'immagine che ho trovato ad illustrare i pensieri di stasera... esprime bene la dinamica di un confronto condiviso... tanti interrogativi rivolti al centro, gravano su un unico punto che diventa di pressione, poi... secondo me... dovrebbero tornare indietro non più sotto forma di punti interrogativi, bensì di esclamativi... essendo chiariti i dubbi che son comuni, trovate le soluzioni che non sempre sono uguali per Tutti... sedata quella paura che fa sentire il vuoto pur in mezzo alla folla.

2 commenti:

  1. Vorrei partecipare anch'io a dei gruppi, riguardo la mia "patologia"... Ma la paura di incontrare persone che mi fanno stare peggio, mi blocca!!! Mary, forse dovresti pensare di più a te... Sicuramente sei all'altezza di questo compito, ma non è facile... e non tutti i giorni sono uguali. Forza cara Amica, ti sono vicina e ti penso... Un grande abbraccio.

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    1. Cara... la fiducia è basilare quando si vuole venir fuori da un vicolo all'apparenza cieco. Sono un'ottimista e non credo esistano vie senza uscita, magari presi da timori e dubbi si può restar bloccati ma basta guardarsi intorno e dar voce di esserci e molte saranno le risposte, non tutte opportune, solo qualcuna veramente valida, però a questo punto... non è meglio rischiare?
      Io l'ho fatto,continuo a... farlo e non me ne pento, segno che a qualcosa è servito.
      Ti penso anch'io sempre col medesimo affetto e Ti abbraccio forte...
      Mary

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