dicembre

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sabato 2 febbraio 2013

"L'evento della malattia rivoluziona la coppia in quanto può comportare evoluzione positiva o negativa...
Nell'ambito di essa deve permanere forte e stabile lo scambio dei vissuti emotivi reciproci; in genere si passa dalla paura, rabbia, rifiuto, esasperazione emotiva ad una crescita della coppia nella bontà, nella tolleranza, nella disponibilità e nella pazienza, nel fare unione e nell'accettazione reciproca dei limiti."


Poi a volte succede ma per fortuna non spesso che il "compagno in buona salute" scappi... per vigliaccheria, paura, perchè vede riflessa nell'altro la propria immagine nel futuro... forse, chissà... potrebbe essere così anche per me? E fugge e trova ricovero nell'effimera illusione... quasi fosse Suo unico potere.
Questi casi limite è evidente che denunciano un difetto di comunicazione a monte e non solo, probabilmente anche il sentimento non era quello che pensavano entrambe le parti.
Per Noi... per la Nostra coppia vale una storia a sè.
La prima immagine che mi torna alla memoria è lo sguardo carico d'ansia ma anche di speranza dell'Amore della mia Vita al ritorno a casa che feci dopo la mammografia che "decretò" la diagnosi. Stava per raggiungermi dopo il lavoro in bici... Nostra figlia gli telefonò... "non venire, stiamo tornando a casa", "... e allora? Tutto a posto, vero?", "dopo... ti spieghiamo tutto a casa"... penso che avesse capito, del resto se non ci fosse stato nulla non ci sarebbe stato altrettanto da spiegare. E poi... a casa lo trovai ad aspettare già con l'uscio aperto e gli occhi tra lo spaventato e l'incredulo... ed il resto. Quel giorno non pranzammo, nel pomeriggio andammo come sempre al supermercato per la spesa perchè Lui continuava a... ripetermi, la vita va avanti, non dobbiamo farci schiacciare dalla notizia, perchè al momento era solo quella, l'aver preso consapevolezza di una situazione, dura difficile ma da affrontare subito e poi... poi l'avremmo superata.
Insieme?
Oggi, dopo oltre due anni non saprei dire se l'abbiamo vissuta e superata "insieme" come si potrebbe comunemente credere. So solo che quello "sguardo" dell'inizio non ha fatto altro che accompagnarmi nelle varie tappe della mia "storia" e in un certo senso mi ha anche condizionato perchè d'un tratto mi sono resa conto che non solo dovevo darmi da fare perchè il "problema" era soprattutto il mio ma avevo da proteggere quello che avevo costruito in tanti anni... un rapporto a cui tenevo tantissimo, all'unico Amore della mia esistenza... all'intera famiglia che era e sarebbe stata la mia sicurezza ancora di più in quei momenti difficili che avrei affrontato.  Fu tutt'uno decidere di proteggerlo quell'Amore e di vivere perciò "quasi" da sola la malattia.
Lui mi è stato vicino come e quando ha potuto ma non ha mai perso il sonno per me perchè non gliel'ho mai permesso...
"Come Ti senti, Mary... stasera?", "Stasera?... Meglio, molto meglio...", "Buonanotte... Amore mio...", "Buonanotte..."
Ed "insieme", sempre e comunque in un abbraccio stretto.

4 commenti:

  1. Insieme.....sempre e comunque in un abbraccio stretto.....meraviglioso, cara Mary
    Buona domenica.

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    1. ... per un'"accomodante reciproca accettazione".
      GRAZIE... per aver compreso, cara Fiorella.
      Un caro abbraccio,
      Mary

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  2. Ciao Mary,da oggi ti seguo...mi piaci!!!Se ti va passa a spulciare qualche ricettina ^^

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  3. Mi piaci anche TU, cara Emi... verrò a "spulciare" da Te con piacere.
    GRAZIE ed un abbraccio.
    Mary

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