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venerdì 9 febbraio 2018

PROFESSIONALITA'... QUESTA SCONOSCIUTA


Perché sconosciuta? Semplicemente perché è un termine molto in uso, soprattutto per farsene vanto, ma il vero senso insito nella parola stessa pochi lo conoscono.
Per scrupolo parto da lontano, ovvero dalla "base" e consulto il vocabolario, dove accanto a "professionalità" c'è la definizione... "la capacità di svolgere la propria attività con competenza ed efficienza". Bene, e fin qui ci siamo, ma come si verifica una tale reale capacità in campo? Chiunque può affermarla e crederci pure, ma poi varrà qualcosa questa convinzione se non si riesce sempre a sortire effetti validi?
Io credo che professionalità sia anche umiltà, pensare di migliorarsi per fare bene, e saranno poi gli Altri a giudicare.
Qualsiasi lavoro va fatto o attività deve essere svolta con serietà, rispetto del ruolo e della comunità. Non per solo guadagno o gratificazione personale, perché alla lunga è inevitabile uscire fuori dai canoni, perdere il controllo e diventare così poco o per niente professionale.
Quindi, serietà... fare quel che si deve con impegno, costanza ed amore. Certo, anche con amore. Se si è innamorati del proprio lavoro o professione, gli effetti si vedranno a lunga scadenza. L'idraulico riparerà sempre più rubinetti, non gli stessi ma diversi, si farà il buon nome, sarà contento Lui e soddisfatti gli Altri.
Poi, rispetto del ruolo, proprio e altrui. Mai uscire dalle competenze, invadendo quella di Altri. A ciascuno il suo e fatto bene, e la confusione è di certo controproducente, crea conflitti ed equivoci.
Qualche esempio. A scuola, il bidello, anche se laureato... cosa che purtroppo oggi può anche essere... non si sognerà mai di sostituirsi all'insegnante, così pure in ospedale, dove molte sono le figure in camice bianco, il medico ha il Suo compito, visita, fa le prescrizioni, consiglia... infermieri fanno la loro parte, gli ausiliari hanno altri compiti, i volontari poi accompagnano per il tempo che a loro compete, con tatto, discrezione, senza giudicare l'operato di alcuno, perché sono Ospiti che a loro volta accolgono per offrire aiuto, e nient'altro.
All'inizio della mia attività di volontariato, una volta mi fu detto che avrei dovuto essere "più professionale", perché presa da eccessivo entusiasmo per la gioia di aver superato il culmine della malattia, ogni tanto esageravo in esternazioni, parlavo delle cure per me andate a buon fine, ne parlavo con Chi non avrei dovuto, dimenticando che ognuno è un caso a sé e soprattutto, in tale circostanza, estremamente fragile e vulnerabile. Ci restai male. Professionale... io? Non era un lavoro, il mio. Eppure era così, dovevo andare seguendo il Cuore, ricordando però quanto serio fosse pure il Cuore quando porge amore.

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