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giovedì 1 febbraio 2018

DA UN VECCHIO LIBRO DI LETTURA (a Ripacandida)


A Ripacandida, là sull'altura nell'ultimo dì del mese di gennaio, voci "invisibili" nei vicoli e silenzio e sole lungo i viottoli della Villa Comunale. E' un piccolo parco, pulito, grazioso coi gazebo erbosi ad ogni angolo, museo di grandi opere della natura, un Pino d'Aleppo di 500 anni e numerose sequoie in gara per secolarità. A godersi la bella giornata di sole, un signore che a passo svelto fa il giro completo più volte e Noi due, fedeli ai mercoledì scacciapensieri.
Attiguo alla Villa Comunale il santuario di San Donato, sempre aperto al pubblico che presenta al suo interno pareti e soffitto interamente affrescati. Entriamo per qualche scatto, poi l'ambiente ci conquista e coinvolge quel silenzio che fa della preghiera l'opportunità migliore. Per un attimo pare di essere ad Assisi, poi scopriamo che è percezione giusta perché il santuario è gemellato con la basilica di San Francesco, tante sono le somiglianze, dagli affreschi all'architettura in genere.
Niente male come inizio di conoscenza con un paese che già nel nome ricorda quelli in cui si ambientavano le storie di buoni sentimenti narrate nei libri di lettura di una volta, dopo le prime considerazioni inoltrarsi in questo posto diventa una "fiaba tridimensionale". Vicoli tutti in salita, ma anche strade più ampie, interrotte ogni tanto da strategiche terrazze con panchine, per sostare, prendere respiro e dissetarsi di aria e di sole. E' impagabile questo "pacchetto" in offerta, del tutto gratuito perché alla fine c'è solo la tacita richiesta dei tuoi pensieri positivi, e porti a casa una buona dose di benessere, e qualche giorno di autonomia in completa serenità, cosa che serve sempre.
Un fatto strano, qui non abbiamo incrociato né un cane né un gatto, solo la solita "anima viva" che guarda sospettosa le due "strane figure" con sciarpa e cappello, aggirarsi nel paese che pare interamente proprietà privata, zona off limits senza transenne.
Altra stranezza... sui muri un unico necrologio in serie, tutti i manifesti affissi con lo stesso nome perché della stessa persona si tratta. Mi fermo e rifletto...
Ma anche qui... non te ne vuoi perdere uno?...
... mi prende in giro il mio "compagno del mercoledì".
Beh, è questo solo!...
... gli rispondo un po' infastidita...
Sto pensando, in questo posto non si muore tutti i giorni. Ed è già una bella cosa.
Qualche passo ancora, e lo sguardo si posa su un fiocco rosa attaccato ad un portone. Termino così il pensiero espresso poco prima...
A Ripacandida non si muore tutti i giorni, e in più nascono sempre i bambini. E questo è ancora più bello.

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