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sabato 9 aprile 2016

ALLA FINE... OPINIONI CONVERGENTI




Certo le lunghe attese in in luogo che non avresti mai scelto, favorisce la cosa. Rivolgere i propri pensieri, tutti quanti e solo quelli, nel breve spazio di qualche minuto, al "Dì fatale". E se poi siede accanto persona informata dei fatti e propensa, addirittura condividerli.
Accade così...
"Diciamola tutta, tanto lo sappiamo... siamo nati e dobbiamo morire.
Lo dite a me...? Io ci penso almeno una volta al giorno.
Ehhh... che esagerazione, una volta al giorno. Io non ci penso mai".
Due simpatiche signore, anziane ma non troppo, nella sala di attesa prima della visita. Si sentono "ispirate" all'argomento non tanto per il luogo quanto gli interminabili minuti che ormai si sono tradotti in ore.
La prima che ha introdotto la conversazione, la "fatalista", dopo un po' nega nella sostanza ciò che ha affermato poco prima, e la seconda, la "rassegnata" che vuol farsene una ragione, la guarda perplessa e poi aggiusta il tiro...
"No... volevo dire... ci penso per abitudine, ma mi viene pure spontaneo.
E che ci pensi a fare? Io sto sempre in movimento, così i muscoli si sciolgono. Pure quelli del cervello, in modo che non si fissa..."
Curiosa 'sta storia dei "muscoli cerebrali", mi pare non averla mai sentita. Mi fermo ad ascoltare, e non volendo divento "moderatrice" del divertente scambio di opinioni...
"Scusa, signora... tu hai detto che non ci pensi mai, ma intanto sei arrivata alla conclusione. Come hai fatto?
Io... 'na sola frase ho detto... che poi la sento ripetere pure... e basta. Non è che ci sto a pensare tutti i giorni".
Intervengo a questo punto...
Badate, in sostanza affermate la stessa cosa, anche se in modo diverso. Una vede la morte come evento naturale, l'altra ci riflette su per abituarsi all'idea che sia naturale. Ognuno ha modalità e tempi propri. Ora vi dico la mia. Ricordiamo forse quando siamo nati? Certo che no... perché fu un passaggio di cui non potevamo avere consapevolezza, tanto rapido e fugace si svolse. Così sarà quando andremo via. Non avremo il tempo di rendercene conto, perché saremo "vivi" fino all'ultimo respiro.
Le due simpatiche signore, anziane ma non troppo, si sono guardate poi insieme hanno guardato me.
Sorridevano soddisfatte. Quasi avessero conquistato un "pezzetto" di immortalità.

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