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mercoledì 17 giugno 2015

UN GRUPPO ECCEZIONALE... (parte prima)



Emoticon heart 
... di persone eccezionali, e in verità vorremmo proprio esserlo sempre, al top per forma e contributo. Ma da esseri umani con fragilità estrema e dagli alti e bassi innumerevoli, qualche volta andiamo giù di tono, e per fortuna è poi nel gruppo stesso che ritroviamo forza e motivazioni.
Nonostante tutto, e poiché sempre ci troviamo a dover fare i conti con lo stress, distress che nel paziente oncologico assume entità e significato diversi, a seconda delle tappe di percorso. E questo vale anche per me che sono giunta all'agognato e pur temuto quinto anno.
Il cancro, infatti viene considerato come una serie sequenziale di eventi stressanti che coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza.
A partire dal momento della diagnosi e poi a quelli immediatamente successivi alla stessa, si innesca una catena di angoscia che investe la persona nella sua interezza generando sentimenti come la paura della morte e la preoccupazione per i familiari durante e dopo la malattia.
A tutto ciò, si va ad aggiungere il peso di trattamenti particolarmente aggressivi associati alla cura del cancro, che colpiscono direttamente il corpo della persona malata provocandole dolore e sofferenza fisica oltre a una distorta immagine di sé.
In questo scenario devastante, la vita a qualsiasi livello, cambia in un istante. Niente è più come prima.
Le semplici azioni quotidiane potrebbero trasformarsi in una sfida portando la persona malata a provare forti emozioni collegate allo stress, e quindi alla chiusura parziale o totale dovuta al forte senso di inadeguatezza.
La situazione di stress costante e prolungata nel tempo che sperimentano i pazienti oncologici è all'origine di disturbi dell’umore o di ansia. Tali patologie rientrano nella sfera mentale, ma vanno a colpire l’intero organismo provocando alterazioni biochimiche e strutturali in tutti i sistemi del corpo (nervoso, immunitario ed endocrino).
Cosa succede dentro di noi?
In situazioni di forte stress, l’organismo, sentendosi pressato dalle forti richieste ambientali, reagisce mettendo in gioco tutte le risorse che possiede.
E in più la sovrapproduzione di cortisolo che ha, come conseguenza, la soppressione delle difese immunitarie.
Se l’organismo non ritorna ad uno stato di omeostasi, si entra in una fase, detta di esaurimento, e ad una conseguente alterazione strutturale dell’organismo.
Tali considerazioni rimangono valide per qualunque tipo di malattia importante a livello psicologico.
In questa situazione, risulta evidente la necessità di fronteggiare gli stati stressanti imparando a depotenziarli e a controllarli attraverso un supporto psicologico.
In particolare, il lavoro in gruppo risulta particolarmente efficace per chi si trova ad affrontare una malattia invasiva come il cancro.
Il gruppo aiuta a superare l’isolamento sociale e ad aprirsi alle emozioni in un ambiente protetto e in cui tutti i membri condividono gli stessi vissuti.
Le stesse considerazioni possono essere fatte pure per chi si trova emotivamente vicino ad una persona malata; infatti, le emozioni provate sono molto simili così come i livelli di stress percepiti.
Nel gruppo di auto mutuo aiuto ci si mette Tutti in gioco, ognuno col proprio vissuto e l' "umana competenza", per questo è come stare a casa, in famiglia con la piacevole sensazione di avere la massima protezione.
Il poter contare su un supporto sociale e il poter condividere le proprie emozioni, diminuisce lo stato di stress e, di conseguenza, migliora la salute e aumenta la qualità della vita.
(continua...)

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