agosto

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lunedì 25 dicembre 2017

LO SGABUZZINO


Ci fu un tempo in cui ero ordinata paranoica, del genere "ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa", giusto per ribadire il concetto. Su una mensola gli oggetti in ordine crescente fino a metà, poi sull'altra parte a decrescere, e guai a sfalsare qualcosa, non smettevo di pensarci.
In casa mi prendevano in giro... perché non metti le riviste in ordine alfabetico o ancora meglio in fila indiana o in cordata? Cose dette così per scherzo ma che mi mandavano in bestia, perché non mi sentivo compresa né considerata. Probabilmente, a tratti non mi capivo neanch'io e per questo me la prendevo tanto, però continuavo con le file e le pile bene in ordine, i cassetti da esposizione, e i mestoli appesi in cucina e... un vuoto dentro bell'e sistemato, che quando tentavo di guardarci all'interno non trovavo mai quello che cercavo, la risposta ai tanti perché, la spiegazione ai molti dubbi. Troppo ordine porta allo sfratto dei sentimenti e dei ricordi, da cui sempre si può attingere la nota per migliorare gli approcci col Presente, pianificare una relazione, completare la "ricetta" della costante serenità.
Nella mia casa, in fondo al corridoio, c'è uno sgabuzzino dove fino al giorno in cui mi ammalai, regnava un ordine da biblioteca. Lì riponevo da un lato le provviste, dall'altro, utensili, detersivi e in un cesto tante di quelle cose inutili catalogate sempre nel "potrebbero servire", naturalmente non sono mai servite e le ho gettate via, ma solo dopo che mi sono resa conto che serviva spazio a iosa per un "disordine" che fa riconciliare con se stessi. Perché è così, riporre in fretta e come capita non fa perdere il tempo che si può dedicare ad altro, e poi vuoi mettere quando apri la porta e trovi una bottiglia in un catino, sul congelatore il cesto con le noci, le grucce in avanzo dall'armadio appese a uno scaffale di metallo, e la scatola delle scarpe dimenticate, archiviate perché non le trovavi più?
E' come un gioco sempre nuovo, una caccia al tesoro divertente che alla fine fa venir fuori il meglio di Te. La gioia della scoperta, unica e particolarissima, che non può appartenere ad Altri perché non pensano né elaborano come Te che pur nell'apparente confusione dei tanti pensieri, progetti ed idee sempre ti ritrovi, e qualora così non fosse, sei ben consapevole che basta chidere quella porta e nessuno sa e alcuno vede.

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