giugno

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lunedì 20 marzo 2017

UNA DOMENICA DI PASSAGGIO


Una settimana difficile a causa di un raffreddore fuori stagione. Malessere diffuso. Sette giorni sette con piccoli problemi da moltiplicare ogni giorno per sette. E poi arriva una domenica di sole con la sensazione che la primavera è sempre più vicina.
Bene, allora la serenità, vuoi o non vuoi, non può venire meno perché porta ad uno stato di benessere che, a saperci fare, potrà durare anche più di un giorno.
E' come sentirsi racchiusi in un guscio, protetti in un nido. Inattaccabili.
Così se piccola contrarietà c'è stata, l'inezia che ha lasciato l'amaro in bocca va via, magari appena apri la finestra. Quella che spalanchi ogni giorno per far entrare l'aria fresca del mattino, aria pura. E oggi è pure qualcosa in più, perché è domenica e non solo. E' San Giuseppe, la festa del papà e i peschi sono in fiore. E ci sono anche tante novità, tappe di rinascita di varie situazioni. Un rapporto quasi recuperato, un animo che piano piano scioglie le riserve inutili del passato, e infine tanta voglia di andare avanti, non restando fermi agli antichi stereotipi imposti da una mentalità antica e fondamentalmente ignorante.
TUTTI IN PIAZZA, stamattina in un paese della provincia. Tre associazioni unite per informare, istruire ed assicurare che uscire dall'isolamento, unirsi e parlare serve a superare i momenti più difficili della patologia oncologica, se non addirittura la malattia stessa.
E mentre ero lì, e percepivo tepore e respiravo profumi mai scordati che ritornano, ho pensato a quel San Giuseppe di sette anni fa. A quella prima "dimissione" con un niente di fatto, giudicata paziente rivedibile e rimandata a tre mesi.
Già, perché è inevitabile... qualche ricordo ritorna. Era la stessa stagione... erano gli stessi giorni.
Quello che ho vissuto sembra un sogno lontano, qualcosa capitato "di passaggio" o " per sbaglio". Sorge all'improvviso il dubbio... e se torna?
Avrò raccontato a me stessa una favola senza fine, e storie ad Altri, così per non pensare.
Ma poi... perché mai dovrebbe tornare? Continuo a raccontare favole, è meglio... così non potrà tornare. Mai più.
Certo, bisogna essere abili assai per trasformare dei ricordi in emozioni dai benefici effetti, a volte però basta solo predisporsi con l'atteggiamento giusto, semplice di Chi vuol godersi l'attimo di piacevoli sensazioni.
Continuare ad essere sereni, dopo tutto non è difficile. Lasciarsi alle spalle la zavorra che pesa, guardare sempre e solo avanti. Senza andare troppo oltre... badando a non inciampare. E infine fermarsi solo al momento presente.
Ad esempio questa domenica è arrivata o no, con un tepore che fa ben presagire?
E allora... come non essere contenta?

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