luglio

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giovedì 16 marzo 2017

IL SOGNO DI UN PINO



Chi non ha qualche sogno in un cassetto, almeno uno? E di quest'unico può persino vivere, ché faccia da stimolo, sprone o miraggio di luce.
Ne ho avuti anch'io di sogni, non straordinari o impossibili, qualcuno l'ho visto diventare realtà, molti si sono dissolti come fumo da un comignolo verso il cielo.
Nei paesi di montagna i camini sono ancora accesi, è quasi primavera ma fa piuttosto freddo, e poi il tempo cambia spesso nel corso della giornata. Oggi, perciò siamo tornati a casa di nuovo come "aringhe affumicate", ma ne è valsa la pena. Abbiamo trascorso il Nostro Mercoledì in uno dei borghi più belli d'Italia, Bovino. In precedenza c'ero già stata ma solo di sera, tenevo a tornarci con la luce del sole, sole che non c'era, però dai... si poteva fare lo stesso. Sarebbe stata una toccata e fuga, un'altra breve e piacevole parentesi di vita.
Così i due turisti per caso del mercoledì sono partiti, la meta non era tanto lontana, l'abbiamo presa con comodo. Lungo la strada tanti alberi in fiore, più in alto boschi di conifere. Chiudendo gli occhi si poteva percepire anche al chiuso dell'auto, la mescolanza del profumo dei fiori di pesco con quello delle pigne cadute. Che cose grandi può la Mente, naturalmente disposta al bene e al meglio. E' come il realizzarsi di brevi sogni senza pretese.
Ad un certo punto si è reso visibile il tetto spiovente di una chiesa, molto imponente nell'insieme. Come da richiamo ci siamo fermati sull'ampio piazzale antistante. Santuario della Madonna di Monteverde. Proprio lì davanti un altro pesco in fiore. Preziosa rinascita.
Una preghiera, qualche foto... la visita alla sala dell'apparizione, una sorta di cripta linda e luminosa.
Quindi di lì, nel primo pomeriggio a Bovino. A visitare i suggestivi vicoli del borgo storico, la Cattedrale dall'imponenza in miniatura, e infine il Castello, unico davvero, maestoso e ben tenuto. Siamo saliti fin su, nel punto più alto a rimirare i tetti coi comignoli fumanti, e le nuvole che si affrettavano per unirsi. Connubio e qualche lacrima di pioggia.
Nell'andare via nel cortile un grande pino contorto sembrava volesse inginocchiarsi supplice. Sul muro di fronte una targa di pietra...
... Bovino ha una torre ed un castello,
e, dentro, c'è un pino
antico e contorto.
... o forse Bovino è il sogno di un pino
che sogna un paese.
(Maria Bernardini)
Già... vivere idealmente un sogno, crederci alla fine quasi lo crea. Accontentarsi è gran cosa, non è rassegnazione, è cucirsi la realtà addosso.

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