giovedì 2 marzo 2017

DALL'AZZURRO... QUIETE E PACE


L'Azzurro si fa spazio per Chi sa vederlo. Ma prima dovrà cercare, percepire, e poi dare ascolto all'emozione che gli viene donata.
Oggi, mercoledì delle Ceneri, all'insegna dell'introspezione e spiritualità. Isolati da ciò che distoglie e pure disturba, che crea conflitti interiori e non, che porta lontano dall'autentica dimensione umana.
Uno dei "Nostri Mercoledì", trascorsi nell'antica Abbazia di Santa Maria di Pulsano, situata in una conca ai piedi di Monte Sant'Angelo.
Ci sentivamo scarichi stamattina, colpa di un tempo incerto e un po' di stanchezza, ma poi ci siamo ricaricati di sola fiducia e... partiti.
Così progredivamo sulla strada, e il cielo a poco a poco si sgombrava di nubi, donandosi a quell'Azzurro che ognuno cerca ma non sempre trova. Nembocumuli si stracciavano all'orizzonte, per poi allinearsi ordinatamente e tingersi in più punti di rosa e giallo tenue, come al solito in questo tempo prossimo alla stagione di rinascita.
Eravamo diretti ad una meta già nota, ma chissà perché in certi luoghi si torna sempre volentieri, c'è una sorta di richiamo che fa sempre novità, ed ogni volta è emozione diversa. Perciò solo una breve sosta alla prima panetteria sulla strada per acquistare prodotti tipici locali e poi via, per un percorso non facile, piuttosto accidentato e pieno di tornanti. Solo otto chilometri dal paese, ma parevano tre volte tanto. Poi finalmente un cancello automatico che apre su un lungo viale alberato. Percorrerlo a piedi è come fare una Via Crucis per le croci posizionate ad intervalli regolari. Una breve sosta e una preghiera fino a giungere all'Abbazia che si erge solitaria come un eremo. In realtà tutto intorno si apre una valle rocciosa, piena di grotte ed anfratti e nicchie simili a culle. Gli eremi. Posizionati in modo talmente assurdo da chiedersi come potevano essere raggiunti... forse con l'aiuto di Qualcuno direttamente dal Cielo?
Sull'unica piana antistante l'antica costruzione svetta una croce, si offre all'Azzurro. Oggi è il primo giorno di Quaresima, il cammino che porta alla Santa Pasqua. E' tempo forte di Fede e conversione, il vento con la sua roca voce pare scuotere la coscienza. E' con la Carità e la Misericordia che si realizza il grande disegno di salvezza... non più nell'egoismo ma rivolti al prossimo. Come le gioie del Cielo fossero già disponibili qui, sulla terra.
Atmosfera coinvolgente in ogni angolo dell'Abbazia, dove si ritrovano praticamente in scala ridotta le grotte, e i cunicoli della valle circostante. In una in particolare è sistemato il " Presepe permanente", ci si inoltra e magicamente si accendono luci e cascate e fonti prendono a mandar giù acqua, mentre una soave melodia fa da colonna sonora ad uno scenario che non pare affatto fuori luogo, anche se Natale è alle spalle da un bel po'. Ma del resto è proprio dalla Natività che comincia la grande storia dell'Uomo, e in un posto così una linea continua che parte da lontano e tocca tutte le epoche, passando per i tanti dolori della terra, non poteva non esserci. Rappresenta il lungo processo di Redenzione che si fa reale nonostante la fragilità umana.

Nessun commento:

Posta un commento