venerdì 17 aprile 2015

AL CENTRO COMMERCIALE


Emoticon heart 
Non lo puoi trovare di certo, l'Essenziale... al centro commerciale non è in vendita e non si compera.
Che inizio strano stasera, per i miei pensieri della buonanotte... un "incipit" davvero particolare. Ma ciò che scrivo quasi a notte fonda viene fuori dalle considerazioni sulla giornata appena trascorsa, sono una sorta di riflessioni sommesse per trarne il meglio e renderlo tesoro da condividere.
A questo punto davvero avrò solleticato abbastanza la curiosità di Chi legge... come si conciliano l'Essenziale con la maiuscola, e un centro commerciale?
E' semplice... non si conciliano affatto, e stasera ne ho avuto la certezza.
Sono stata dal parrucchiere e poi con l'Amore della mia Vita al centro commerciale... non c'era molta gente e abbiamo pensato che forse sarebbe stato rilassante e divertente, magari avremmo fatto anche degli acquisti, chissà...
Così abbiamo cominciato a percorrere la galleria, un'occhiata qua e là a qualche vetrina, mentre il vociare delle poche persone ugualmente si faceva sentire.
Siamo entrati in un negozio di abbigliamento da donna, niente però attirava la mia attenzione. Vero è che sono diventata assai selettiva nelle scelte... aspetto il "colpo di fulmine" tra me e un vestito, un pantalone, una camicetta... prima non era così, comperavo senza pensarci troppo e non solo perché c'erano più soldi. Per mesi un capo conservava il talloncino, a volte dimenticato nell'armadio... non me ne facevo cruccio, avrei avuto il tempo di indossarlo prima o poi. Ecco... prima mettevo le "cose di sempre", pensando che poi avrei avuto l'altro da sfoggiare.
Che pensiero stupido.
Sentivo il bisogno di comperare ciò che in effetti si rivelava essere superfluo e inutile, per poi restare ugualmente insoddisfatta e tesa sempre ad altro per quell'idea assurda di "riempire" il tempo in avanzo con tanti "piaceri" in avanzo.
Ragionamento difficile e un po' contorto, vero...? Spero comunque di essere riuscita almeno a far arrivare l' "essenziale", ciò che conta davvero e poi resta come pensiero da meditare.
Per me ora è tutto diverso. Sarà per quello che ho vissuto o perché gli anni vanno avanti, ed è noto si diventa minimalisti, con diversi obiettivi e priorità.
Capita pure che se hai una storia triste alle spalle, qualcuno pensi tu debba essere per forza una persona triste. E’ esattamente il contrario... non si diventa tristi, sebbene certi dolori siano tatuaggi indelebili e fedeli compagni di vita. Non si è persone tristi ma persone che conoscono il valore della felicità. E non la prendono con leggerezza. Sanno che la felicità è una conquista, non effimera né scontata, danno peso ad un gesto, una parola, un’attenzione e ne sono riconoscenti.
Non si lasciano sfuggire la bellezza delle piccole cose, colgono ogni espressione.
Sono contenti persino se trovano nel fondo del cassetto un bigliettino del loro primo amore.
Insomma dell'esistenza prendono il meglio... colgono l'Essenziale e lo trattengono.

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