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mercoledì 27 novembre 2013

Competenze

E' un tipo di "competenza" che non si può acquisire da un corso o studiando sui libri, occorre averne la "propensione" anche non pienamente consapevole, e poi di questa ci si rende veramente conto quando è la Vita a offrirne l'opportunità.
Se si lascia spazio libero al corso degli eventi, permettendo che siano loro a gestire l'esistenza, non si avrà modo di dominarli e si finirà per essere dominati.
Di qui... sconcerto ed incredulità, paura e somatizzazione di qualsiasi dubbio e pensiero, con la conseguente assoluta voglia di dimenticare, seppellire nel più profondo di sé.
Qualcuno c'è che fa l'esatto opposto, e non vuol dire per questo sia tanto più speciale degli Altri, una specie di superuomo, solo ha capito che "gestire la situazione" torna a Suo vantaggio, e poi nel "continuo esercizio" arriva a scoprire quella "propensione" che a Lui non darà  medaglia o aureola, ma la "soddisfazione serena" di essere passato non come una meteora.
Tutto questo nella vita semplice... nel relazionarsi normale di ogni giorno.
Nel reparto che frequento incontro tra gli altri, diverse pazienti provenienti dai paesi dell'Est... Lei, non la vedevo da un po'... avevo pensato che avesse cambiato giorno di terapia per un qualsiasi motivo, poi l'ho rivista ieri, era con gli occhi chiusi e più pallida del solito.
"Come va?", Le ho chiesto, avvicinandomi al letto... e Lei, nel Suo italiano... "... il corpo, meglio ma il Cuore piange...".
Nella stanza erano presenti anche due "accompagnatrici" di un altro paziente, a quelle parole avevano smesso di parlottare tra loro...
"E perché piange il Tuo Cuore?...", "Sono stata nel mio paese per tre settimane, non fatta terapia... perché è morto mio unico figlio di 36 anni...", e gli occhi Le si sono riempiti di lacrime. Mi sono seduta sul bordo del letto, Le ho accarezzato la mano e sono rimasta in attesa che parlasse... nel caso avesse voluto.
Le "due accompagnatrici", allora si sono avvicinate al letto ed hanno preso a fare domande, incalzanti, falsamente compassionevoli... e poi... come non bastasse... ancora... "e tu dove ce l'hai il tumore, e dove abiti?... abiti in campagna, è vero!?... si capisce dalla puzza di camino...", e tante altre scempiaggini che non sto a dire. Mi era venuta voglia di urlare per farle smettere... e sarà stato solo per quel po' di competenza, dono del mio vissuto, che ho lasciato perdere, deviando i "discorsi" delle "due incompetenti".

2 commenti:

  1. Personalmente avrei dato loro un calcio nel di dietro. Ciao Mary.

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    Risposte
    1. L'avrei fatto volentieri anch'io... credimi, Amico mio.
      Un abbraccio...

      Mary

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