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lunedì 2 settembre 2013

Una gran fatica...

E meno male che stamattina mi ero alzata di gran lena e con una discreta voglia di lavorare!
Di buon mattino piante dissetate... tende fresche di bucato montate alle finestre... i peperoncini verdi, puliti e lavati pronti per essere cucinati. Se non fossi stata  per questi ultimi tempi così stranamente "pimpante", è probabile che mi sarei curata solo di questi ultimi, proprio perchè mi piacciono.
Poi il giorno è andato avanti e il vissuto che inevitabilmente raccoglie ogni volta ha fatto il resto ed ha cambiato le carte in tavola. E così ora mi ritrovo talmente stanca da non creder quasi siano passate da stamane meno di 24 ore... è un senso di affaticamento fisico vero e proprio, tanto più grave perchè so non attribuibile ad alcun lavoro pesante.
Al posto di Cuore e Cervello mi sembra di avere due "spugne" belle zuppe... si, li sento pesanti e mi verrebbe voglia di spremerli ben bene per farli tornare leggeri, anche se poi ugualmente i "segni" li porterebbero e come prima non potrebbero mai tornare. Tutto ciò per alcune telefonate dal contenuto degno di meditazione, per pensieri futili e contraddittori, dispute inutili nate per malintesi. A proposito di "malintesi", mi chiedo spesso perchè l'uomo preferisce fermarsi alla superficie, a ciò che appare fin troppo scontato e non si interroga sui significati nascosti, o tenta almeno di interpretare messaggi strani nell'immediato ma chiaramente in codice. Credo che ne guadagnerebbe in ottimismo e fiducia, soprattutto nei riguardi del prossimo.
Stasera mi è stato chiesto come faccio ad essere sempre paziente... se ho un segreto.
Ho risposto che un segreto ce l'ho... magari non è proprio l'equivalente di una "formula magica", è semplicemente la mia personale interpretazione di ciò che mi è capitato.
Ho temuto di morire... di perdere il bene più prezioso... ed ho calato il capo.
Durante le cure ho cominciato a provare gratitudine verso Tutti anche solo perchè mi rivolgevano la parola o regalavano un sorriso... ho imparato ad Amare in senso assoluto e generale.
In questi tre anni è stato un continuo perfezionamento di "stile", nel senso che più mi porgevo al prossimo con gentilezza, altrettanta ne ricevevo... o almeno così mi sembrava.
Reale o apparente comunque portava ad uno stato di benessere e di pace... cosa che continua a... essere.
Detto questo... come possono per me diverse "questioni" non essere altro che beghe di poco conto?
Tutto si risolve... e mi fermo qui.

2 commenti:

  1. Ti confesso cara che da quando anche io sono stata male, tutto è passato in secondo piano.
    Non che io sia diventata paziente anzi credo che diplomazia e pazienza non facciano parte del mio vocabolario, ho semplicemente adottato la tecnica di tagliare subito il discorso, dando spesso ragione all'altro per levarmelo di torno. La pace e il benessere di tranquillità che provo in questo anno e mezzo di vita non deve essere intaccato da niente e da nessuno.
    Baciobacio sempre

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    1. Ciao, Anna Maria... mi dispiace molto che Tu non sia stata bene e spero che ora vada tutto al meglio per Te.
      Eh già, dici che dai ragione all'altro per tagliare il discorso e non amareggiarti oltre... all'inizio anche per me è stato così, poi qualche volta sono riuscita persino a vedere che la ragione era proprio nell'altro ed ho imparato a fare un passo e anche due per andargli incontro, e così ho cominciato a stare bene, talmente che appaio agli occhi altrui come modello di pazienza.
      La mia, in realtà... non è una virtù... è una strategia scovata casualmente per sopravvivere.
      Un bacio e un grande abbraccio...
      Mary

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