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martedì 3 settembre 2013

Sentimenti contrastanti

Ora, a ripensarci... mi vergogno un po' per non averla riconosciuta. Dopo tutto non è che sia passato tanto tempo... eppure d'impatto quel viso pallido con gli occhi chiusi mi ha colpito non perchè mi fosse familiare.
Lei, invece ricordava la mia "voce"... benedetta voce!... vorrei essere capace di sentirla anch'io dall'esterno per constatare che sia vero non poter dimenticarla.
Dicevo... ricordava la mia voce e di scatto ha aperto gli occhi e mi ha sorriso. Neanche a questo punto l'ho riconosciuta, anche se quel sorriso era troppo aperto per essere rivolto ad una perfetta sconosciuta. Comunque mi sono avvicinata... "ciao... hai un bellissimo foulard, dal colore stupendo. Ti ho lasciato una caramella sul comodino...", e intanto la guardavo perchè  cominciavo a ricordare. "Come Ti chiami?", Le ho chiesto allora...  e all'udire quel nome avrei voluto sprofondare o per lo meno non essere lì, non essere proprio entrata in quella stanza.
Ma come poteva essere possibile... di nuovo!?... dopo aver tolto entrambi i seni, essersi sottoposta ad esami ed interventi, ancora... un'altra volta... lì. E questa volta aveva perso pure i Suoi lunghissimi capelli... ecco perchè  non l'avevo affatto riconosciuta, e anche il viso era più smagrito e tirato... l'unica cosa che aveva conservato intatto era il sorriso. "Lo sai... questa è la sola arma che abbiamo per non dargliela vinta a questo mostro che ci toglie tutto. Che possiamo fare... in un modo o in un altro dobbiamo andare avanti... a me è tornato sul muscolo pettorale ed ho ripreso a lottare perchè devo vincere io... per i miei figli".
Non lo nascondo... questo incontro che non avrei mai pensato, oggi mi ha segnato. Normalmente mi pongo spesso la domanda perchè  "è a me così", ad Altri esattamente il contrario, ed alcuni persino non ci sono più.
Tre anni fa "partimmo" in tanti... con molti percorremmo la strada affiancati... verso il traguardo qualcuno cominciò a rallentare. Quanti siamo arrivati alla meta... non saprei dire, probabilmente preferisco non sapere per continuare a... credere che "ci siamo Tutti... o quasi", poi capitano giorni così, con questi incontri casuali per modo di dire ed io vado in crisi, non per paura ma per quel vago senso di colpa che ogni tanto fa la sua comparsa.
E mi sento come quel naufrago che si è salvato solo perchè la sorte gli ha riservato quell'unico tronco galleggiante.

6 commenti:

  1. Successo anche a me. Son stata male come un cane bastonato.

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    1. Allora certamente avrai compreso, Sandra cara... il senso delle mie parole.
      Un abbraccio...
      Mary

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  2. Andrei in crisi anch'io Mary... Forza e coraggio cara Amica...
    La speranza continua... Baci.

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    1. Hai ragione, cara Ale... la speranza deve continuare, non può essere fermata da nulla.
      Un bacio...
      Mary

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  3. Cara Mary, un grande abbraccio per l'amica che lotta ancora contro il "mostro". Ti ammiro tanto per il contributo che dai a coloro che vivono ancora nella malattia. Capisco e condivido il tuo dolore per il dolore di chi incontri ogni giorno. Ma...il senso di colpa no....non più . E te lo dice una che è cresciuta a pane e senso di colpa . Ma colpa per cosa? Perché noi siamo ancora qui e ci sentiamo bene e altri no ? No, non ha senso: ci fa del male e non aiuta coloro che sono ancora nella sofferenza. Senso di responsabilità, questo sì , sempre di più e ogni giorno. Abbiamo rischiato di morire ma ora siamo "consapevoli". Sappiamo, perché l'abbiamo vissuto, che in un attimo tutto può cambiare e che l'unico momento che possiamo vivere veramente è ....adesso, oggi. Non ieri con i suoi sensi di colpa. Non domani con il suo miraggio di una felicità che non arriva mai. Oggi siamo qui, oggi stiamo bene e con questa consapevolezza e senso di responsabilità possiamo fare grandi cose. Come te, Mary, che ti doni con amore e per amore ogni giorno. Ti abbraccio, Grazia

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    1. Ciao, Grazia... più che un senso di colpa, è consapevolezza di un "privilegio senza merito". Allora per giustificarlo a me stessa avanzo l'ipotesi che poi è realtà... di una casualità benevola nei miei confronti. Ciò mi fa star bene fino ad un certo punto... ma poi mi fa riflettere e quindi convincere... nel caso ce ne fosse ancora bisogno... che non devo dimenticare e continuare a... farne opportunità senza fine per dare un senso a tutto.
      E TU questo lo sai bene, perchè la pensi come me...
      GRAZIE ancora per la fedeltà con cui mi segui ed anche nello specifico per questo commento... è stato illuminante e di grande conforto.
      Ti abbraccio anch'io con affetto.
      Mary

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