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domenica 11 marzo 2018

ALIMENTARSI BENE PER VIVERE AL MEGLIO (seconda parte)



All'alimentazione nella prevenzione del cancro si giunse dopo il fallimento della chemioprevenzione, quando alcuni elementi, composti e sostanze come ad esempio il selenio e il betacarotene, dotati sì di importanti effetti anti-cancerogeni e anti-invecchiamento, dalle ricerche rivelarono una sorta di "doppia faccia", infatti a certe concentrazioni erano tossici, mutageni e cancerogeni. Sulla genotossicità, ovvero la capacità di alcuni agenti chimici di danneggiare l'informazione genetica all'interno di una cellula causando mutazioni, e cancerogenesi, importanti studi furono condotti dal professor Giorgio Bronzetti, direttore del Reparto di mutagenesi ed ecotossicità dell'Istituto del Cnr di Pisa.
E tornando all'alimentazione, c’è ancora qualcuno che consiglia di “mangiare un poco di tutto”. Sulla base delle evidenze scientifiche concordanti, questo consiglio può costituire un fattore di rischio di recidiva, in particolare per chi ha avuto il cancro alla mammella. La maggior parte degli studi che esaminano l'associazione tra abitudini alimentari e il rischio di cancro al seno si concentrano sul cancro mammario in post-menopausa. Insieme, questi studi suggeriscono che i modelli alimentari ricchi di frutta, verdura, cereali integrali e fibre, e poveri di prodotti animali e carboidrati raffinati, possono ridurre il rischio di cancro al seno in post-menopausa. Anche se meno studi hanno esaminato l'associazione tra abitudini alimentari e il rischio di cancro al seno in premenopausa, i risultati sono stati simili.
Gli effetti dietetici, inoltre, potrebbero essere importanti per ridurre il rischio di cancro al seno in specifici sottogruppi della popolazione come quelli con tumore al seno negativo per gli estrogeni. In particolare, l'assunzione di frutta e verdura da parte degli adulti è associata ad una diminuzione del rischio di cancro al seno estrogeno recettore-negativi, ed è sostenuta da un'associazione inversa tra carotenoidi e il cancro al seno recettore estrogeno-negativi. Un altro grande studio ha trovato che l'assunzione di frutta e verdura ha avuto un effetto sul rischio complessivo di cancro al seno.
In conclusione e per non trascurare la responsabilità dei lipidi alimentari, un elevato apporto di grassi saturi è associato ad un aumento del rischio di malattie positive del recettore degli estrogeni. Resta quindi valida e insostituibile una dieta mediterranea integrata con l'olio extravergine d'oliva, utile nella prevenzione del cancro al seno in particolare, e delle altre neoplasie in generale.
Importanti per la prevenzione sono gli "stili alimentari". Gli stili alimentari sono definiti come le quantità, proporzioni o combinazioni di alimenti e bevande nelle diete e la frequenza con cui questi vengono consumati.
Sulla base delle frequenze alimentari, vengono distinti due macro-modelli dietetici: vegetariano e non-vegetariano.
Quello vegetariano comprende diversi modelli alimentari:
- a base vegetale, nel quale non vengono consumati prodotti di origine animale
- latto-ovo-vegetariano, nel quale è compreso il consumo di prodotti lattiero-caseari e uova
- pesco-vegetariano con consumo di pesce, prodotti lattiero-caseari e uova
- semi-vegetariano con consumo di prodotti lattiero-caseari, uova, e sporadico di carne.
(continua...)

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