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lunedì 8 maggio 2017

CURA DI... NOI (seconda parte)


Ha concluso la presentazione delle Associazioni Michele Gramegna, presidente della Delegazione per Lucera Fondazione Veronesi. Una realtà importante a livello locale e non solo, rivolta alla ricerca e aperta ad altre associazioni di genere diverso. Perché Arte, Musica, Cultura possono contribuire al raggiungimento del benessere anche in una condizione di malattia.
A questo punto del convegno hanno avuto inizio gli interventi dei relatori. Tiziana Pellicciaro, life coach che ha riferito circa il ruolo che le compete, cioè lavorare insieme con il "soggetto" perché possa scoprire e valorizzare le proprie risorse individuali, raggiungere "consapevolezza" ed accrescere "autostima", riconoscendo le proprie convinzioni limitanti ed entrando sempre in più in contatto con la dimensione spirituale. Queste risorse agiscono fortemente nella prevenzione e nel mantenimento del proprio stato di benessere. In caso di malattia poi, saranno fondamentali per affrontare con fiducia il momento di vulnerabilità.
Ha concluso i lavori della prima parte del convegno un Medico di Medicina Generale, il dott. Marcello Menga. Ha fornito dati ed informazioni riguardo l'"incidenza" dei tumori, purtroppo in aumento, la "prevalenza", e la "sopravvivenza", rilevante al Nord rispetto al Sud nonostante la maggiore incidenza di patologie tumorali, grazie ai programmi di screening. Ha inoltre sottolineato l'importanza del Follow Up, differente a seconda della stadiazione del tumore, e della particolare condizione di "lungosopravvivenza", comunque da tenere in attenta e degna considerazione. In questo ambito, importante se pur gravoso è il compito del Medico di Medicina Generale, sempre pressato da decine di incombenze anche di ordine burocratico.
Al termine della mattinata siamo stati a pranzo presso un agriturismo molto accogliente che ci ha offerto prodotti biologici locali e pietanze semplici ma ben preparate. Frittelle di farina di ceci, strozzapreti con piselli e ricotta, mozzarelline, tutto dal gusto molto delicato.
Non è stata trascurata la parte ludico giocosa, sempre nell'intento di ricreare lo spirito e mantenere alto l'umore, e risate e canti per questo non sono mancati.
Alla ripresa dei lavori, ecco l'intervento del dottor Domenico Scoglietti su... Alimentazione in supporto della chemio.
La parola chemioterapia incute un certo disagio, perché evoca sofferenze, nausee, paure, bruciori in bocca, allo stomaco, disturbi intestinali, una fatica profonda (fatigue) e brutti pensieri. Eppure quando s’ha da fare s’ha da fare. Almeno fino a quando la ricerca non riuscirà a trovare cure capaci di guarire il tumore senza danneggiare gli organi sani. Perché proprio qui sta il punto, i veleni della chemioterapia sono capaci di uccidere le cellule che si moltiplicano, e quindi le cellule tumorali, ma anche le cellule sane degli organi che devono ricostruirsi continuamente, come la mucosa del tubo digerente (di qui le stomatiti, esofagiti, gastriti, coliti), il midollo delle ossa (di qui le anemie e la conseguente stanchezza) o la radice dei capelli (caduta). Che fare dunque? Innanzitutto prepararsi già prima di iniziare la terapia. Se già si soffre di stitichezza, ad esempio cambiare subito l’alimentazione. introdurre cibi integrali. I cibi ricchi di fibre non vanno bene, invece, in caso di colite, né durante i cicli di chemioterapia, specie i prodotti da forno, perché le fibre indurite dalla cottura possono irritare meccanicamente le mucose e peggiorarne l’infiammazione. Resta comunque valido il consiglio generale di astenersi dal consumo della carne e degli zuccheri, specie quelli complessi, perché entrambi alimentano le cellule tumorali.
Ad introdurre la relazione di dimensione spirituale, a fare quindi da "ponte", è stato ancora Don Rocco Malatacca che ha parlato delle antiche "Quaresime", periodi di autentico digiuno e astinenza da tutti i cibi di origine animale. Per purificarsi e far sì che il corpo potesse avvicinarsi allo spirito nel modo più naturale, e paradossalmente meno forzato.
E' stata quindi la volta di Padre Lorenzo di Montecalvo, che ha esordito con tono leggero, qualche aneddoto e un paio di battute scherzose, per annullare ogni distanza con Chi l'ascoltava. Poi è entrato nel vivo del Suo intervento.
Un gruppo come il Nostro è come una grande famiglia, e in una famiglia sana ciò che è indispensabile è l'Amore. Amore che sostiene, conforta, guarisce. A immagine, somiglianza dell'Amore di Dio.
Nella famiglia, in un gruppo, nella società si dovrebbe respirare questo. Oggi purtroppo avviene sempre meno, forse perché è proprio il primo "nucleo" ad essere in crisi. I matrimoni durano sempre meno, prevalgono sentimenti negativi a discapito di quello unico e sincero.
Non dovremmo mai scordare che Dio è Vita e Amore, se vogliamo Vivere è l'Amore che deve essere portato ovunque con gioia. Anche nella sofferenza, perché è il tramite della vera Vita. Gesù non è sceso dalla Croce, ma da e per essa è arrivato alla Resurrezione.

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