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martedì 2 agosto 2016

TOTALMENTE PRESA


In quel famoso mio primo diario ho continuato a "spulciare" anche oggi. E ho trovato due cose che con quel periodo c'entravano si e no, comunque assai poco. Due bigliettini dei miei figli, uno che trovai attaccato ad un pensile in cucina per la festa della mamma, e l'altro inviatomi da mia figlia in occasione del mio 50° compleanno. Si trovava allora in Germania per l'Erasmus, e la cosa mi procurò lacrime di stupore e commozione.
Perché due riferimenti ad epoche antecedenti a quella del tumore erano finiti lì, tra pensieri, tanti nomi e numeri telefonici? Sicuramente perché ci tenevo molto, e prima li avevo sempre con me, nel portafoglio e quindi nella borsa, poi avevo voluto conservarli per non rischiare di perderli o strapparli perché confusi tra altri cento fogliettini sparsi. Erano parte di me. Come in seguito lo sarebbe stata la mia storia di malattia.
Prima... durante... dopo. Tre momenti in successione, tre variabili di cui le prime due ormai "fisse", la terza è quella in essere e porterà alla "soluzione". Una per una molte incognite hanno trovato il "valore" giusto, e l'identità di me appare sempre più chiara. Se guardo indietro a quel che ero, stento a riconoscermi... ero un'altra persona. Cerco di valutarmi in modo obiettivo, mi piaccio come sono ma qualcosa di quel che ero pure mi manca.
Soprattutto la percezione di un' "eternità" che permettesse infiniti progetti anche da procrastinare, arricchiti man mano, abbelliti...
Pur consapevole di una vita che ha fine, confidare in un'esistenza infinita.
Mi rendo conto di essermi contraddetta, e non solo nei termini... ma è così, e forse perché vorrei ricominciare daccapo per rimediare.
Già, sono umana anch'io...

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