aprile

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lunedì 29 agosto 2016

MESSAGGI DI RICARICA


Non sono proprio espliciti. Devi cercarli, anche se a volte sono sotto gli occhi, e poi interpretarli. Ma l'efficacia è garantita. Ti senti bene, reggi l'urto del momento e sei pronto a ricaricare Chi è vicino.
Sono le piccole gioie, le "offerte" della Vita. A Te l'onore e l'onere di coglierle, sfruttarle e reinvestirle.
Dopo esperienze che lasciano il segno, ad un primo momento di entusiasmo quasi incontrollabile e per gli eccessi quasi incomprensibile, segue l' "adeguamento" al nuovo clima dell'animo. Quello che intendi e vorresti come una stabile e perenne primavera.
Uhmm... pare sentire già un borbottio di perplessità. Impossibile... qualcuno direbbe. Allora mentalmente t'impunti, idealmente punti i piedi. Ti senti incompreso, e così cerchi di spiegare che si può dopo aver provato il gelo, anzi quasi a prevenirlo si fa tutto prima, si cerca e si conquista la "bella stagione interiore". Ma Chi ti crede? Nemmeno spendono un po' di tempo ad ascoltare. Allora tiri su il ponte, e ti arrocchi ma in senso buono, ché almeno non sia guastato ciò che Tu hai compreso e conquistato.
Detto così può sembrare un vaneggiare illusorio, invece è cosa quanto mai concreta...
Oggi, domenica di fine estate, piacevolmente calda senza estremi, al solito sono stata in casa con le faccende sempre rimandate da sbrigare, e le altre mie piccole grandi cose. Messaggi da inviare, aggiornamenti vari, scoperte quotidiane che vanno oltre il limite cognitivo... comprensibili solo con l'intelligenza del Cuore.
Così il video di un'Amica dalla grande forza e serenità mi ha dato lo sprint di buon mattino, e le mie piante assetate hanno trovato ristoro tutte insieme sotto il getto di acqua fresca nel lavandino, e il fornello ha riscoperto il senso del suo essere dopo una settimana di forzato riposo. Mentre in casa si spandeva il buon profumo di un sugo "trasgressivo".
Tutto può servire per un buon fine, per ritrovare l'armonia e quell'equilibrio, frutto di strategie, piccole gioie e preghiera. Perché sia serenità continua dopo il dolore.

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