venerdì 27 marzo 2015

QUANDO E' ANCORA PIU' CRUDELE


Emoticon heart 
Rileggo i miei scritti di quasi 5 anni... alcuni li passo velocemente, altri inducono alla riflessione e mi regalano una "perla" in più... altri ancora riportano ricordi e volti mai dimenticati, e come per magica connessione hanno il pregio di unire il passato col presente, per analoghe situazioni e ovvio sentire.
Mi è capitato sotto gli occhi il punto in cui parlavo di quella rom, Margheta... qualcuno di certo ricorderà...
Quel giorno l'avevo trovata in lacrime. Cominciò a suo modo a raccontarsi, erano talmente tanti i motivi per cui piangeva che accavallava i fatti, rendeva confusa la sequenza temporale, incomprensibili le parole nel suo difficoltoso italiano. Si capiva davvero ben poco. Una cosa però la spiegò in maniera chiara. L'uso presso la sua tribù di emarginare le donne con i capelli corti, considerate delle poco di buono, figurarsi poi come potevano essere viste quelle addirittura senza capelli. Lei piangeva per questo, "Tutti schifano me..." diceva. "Margheta... e una parrucca... che dici?", "No, no, no... troppi soldi... io non averli", e giù altre lacrime.
Mi venne così, non ci pensai più di tanto, "Te la do io la parrucca... la vuoi?"
La risposta non poteva essere che una e quella fu... anche se le avevo detto che era una parrucca bionda e con la sua pelle olivastra, insomma... poteva anche stonare un po'. Comunque smise di piangere..."Dio ti deve dare tanta salute..."
Beh, quella non la rifiutavo ovviamente, e poi mi chiesi, chissà se quella parrucca...
Non andai oltre, non mi diedi risposta.
Mi dispiaceva... ammalata in terra straniera, con tanti problemi e pure il rischio di finire "lapidata a parole" dalla propria gente. Il giorno dopo la trovai seduta a terra all'entrata dell'ospedale... mi aspettava, anzi aspettava me e la parrucca promessa. Gliela regalai.
Tre settimane dopo la rividi...
"Oh, signora Maria! Quanto piacere tu fai a me, tu sei venuta a trovare me..." La salutai mentre lo sguardo andava alla testa, avrei dovuto a quel punto farle una domanda ma mi trattenni. Dopo quattro cicli di "rossa", giunta alla terza infusione di Taxolo le erano davvero rimasti quattro peli dietro la nuca, mentre una tenera peluria comincia a spuntare sul resto del capo.
Avrei dovuto farle quella domanda, ma a che cosa sarebbe servito? L'avevo messo in conto... non ero poi così stupita.
Margheta stava col suo foulard... annodato sapientemente... e la parrucca?
Non le chiesi niente, avevo intuito... andava bene lo stesso... in un modo o in un altro le era servita. Forse per qualche giorno non era stata costretta all'elemosina, aveva potuto non pensare al degrado della sua esistenza... chissà...
La malattia per lei era già una condizione umiliante, magari per un po' era stata serena... poteva anche essere, lo speravo almeno.
Con Anastas, barbone bulgaro, incontrato qualche settimana fa in reparto, ho rivissuto le stesse emozioni. Il poveretto, alla prima terapia per un tumore orofaringeo, era accompagnato da un sacerdote che mi ha mostrato le foto della casa di Anastas... chiamarla casa è davvero un eufemismo... una sorta di grotta con spazzatura ovunque... cartoni sovrapposti come materasso e giornali per lenzuola. Una candela in una lattina... una fioca luce per non inciampare.
Quando gli ho messo davanti la scatola con le caramelle, ne ha preso una manciata... anche se per quello che aveva non sarebbe riuscito a mangiarle. Non era in grado neppure di parlare... ha bofonchiato qualcosa, forse un "grazie".
Mentre andava via, è entrata l'infermiera...
Meglio spalancare la finestra... qui non si respira.
E in silenzio sono uscita anche io.

1 commento:

  1. ___!!!///.
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    oO-(_)-Oo
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    █░░█ .......O░ Saludos ¡Feliz Día!.. ★MaRiBeL★

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