luglio

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giovedì 19 dicembre 2013

Un buon investimento



Perché fortunatamente il trascorrere del Tempo non fa solo invecchiare... come buon patrimonio concesso a Tutti, se ben investito fa ricca l'emotività e rende matura la persona.
Il percorso iniziato poco più di tre anni fa, quasi per caso e senza rendermene perfettamente conto, mi ha portato lontano, e oggi, avendo raggiunto un congruo numero di ore di volontariato in reparto, sono passata da volontaria a socia dell'Associazione Volontari Ospedalieri.
Mi sento ancora intimidita da quel camice... un camice non fa la differenza ed è il Cuore che conta veramente, eppure... paradossalmente mi sembra di fare un abuso... forse perché fa troppo "ospedale", sa di scienza e medicine ed io con la prima ho poco a che fare e con le altre tanto da voler stare un po' alla larga.
Però alla fine il coraggio non mi abbandona, d'altra parte "il fine giustifica i mezzi" e così continuo a... restare nella mischia.
Domani con due "veterane" e la mia "compagna di banco" faremo di nuovo il giro delle stanze, per distribuire ai pazienti dei pensierini per Natale e per fare festa con caramelle e cioccolatini. L'accoglienza, lo so già... sarà incoraggiante come sempre, perché Natale è sempre Natale, soprattutto per Chi lo sente di più, e lo vive come briciola di speranza gioiosa...un giorno per non pensare ma da "gustare" nella sua completa pienezza.
In questi giorni di attesa non posso fare a meno di pensare all'Amico dai profondi occhi azzurri. L'anno scorso lo avevo rivisto... l'avevo convinto ad entrare nel gruppo g.a.m.a, dove aveva ritrovato il piacere di stare tra persone, come dice Lui... "squisite". Aveva ripreso il sorriso dimenticato per lungo tempo, la fiducia e la voglia di lottare. Ora sembra che sia stanco, tanto stanco... ma non voglio pensare a quello che sarà perché in fin dei conti, davvero nessuno lo sa, e poi le "incognite" di un percorso, quelle si, sono sempre tante e varie.
Lo scorso anno, durante il solito giro prima delle feste al mio esordio ufficiale, in una stanza mi trattenni più a lungo... due donne stavano facendo la terapia, età diversa diversa patologia ma sentimenti ed emozioni simili che le rendevano quasi uguali. La tenerezza che suscitava la più anziana, con i Suoi numerosi "accadimenti", il "pudore" di farsi vedere così... senza capelli, l' "aspettativa" che dava a se stessa col pensiero di prendere una parrucca, quasi si scusava, "... giusto perché arrivano le feste, dalle mie nipotine signorinelle voglio farmi vedere bella e in ordine", e Suo marito... dolcissimo signore... che le diceva, quando per un po' le si affacciava il pensiero di un prezzo troppo alto per uno sfizio pretenzioso alla Sua età... "... ma non preoccuparti, l'importante è che Tu sia felice."
Un anno fa... quel giorno fu il mio nuovo inizio... domani ne segnerà un altro, diverso solo per l'entusiasmo più grande e la speranza crescente, motivata e assai di rado dubbiosa.

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