venerdì 29 settembre 2017

LE POTENZIALITA' DI UNA REGIONE. RISORSE DA VALORIZZARE



Interessante è stata la relazione del dott. Giovanni Gorgoni, direttore AReSS (Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale) che ha riportato i dati riguardanti l'organizzazione dei Centri di Senologia in Puglia, la domanda ospedaliera e la mobilità passiva, quest'ultima purtroppo piuttosto elevata. Nonostante i tempi di attesa buoni per un intervento, si tende comunque a migrare in altre regioni italiane, particolarmente in Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Preferiscono rivolgersi altrove soprattutto le donne tra i 40 e 50 anni, lo fanno perché reputano di essere meglio assistite, curate anche sotto l'aspetto psicologico e per la presunta certezza di un intervento che non penalizzi troppo la femminilità. E anche in questo caso la differenza la fanno i numeri, perché i centri ospedalieri dove si interviene sul tumore al seno, per essere accreditati devono effettuare un "minimo sindacale" di 150 interventi l'anno, seguono come accettabili quelli con un numero dai 10 ai 130, mentre i rimanenti con meno di 10 farebbero meglio ad escluderli dal programma chirurgico. Il motivo è chiaro, i numeri sono indicatori di esperienza e successo, ed è per questo che tra le preferenze della mobilità il primo posto va allo IEO che conta la bellezza di 2500 interventi all'anno.
Importante è la giusta comprensione di un valido progetto quale è la Breast Unit, un team funzionale e non certo un "silos", reale e non formale, che costituendo vari punti in una regione si orienta verso una "rete regionale" che non si sostituisce alla "rete oncologica" ma si integra dalla progettazione preliminare a quella definitiva.
Tra le Breast Unit in Puglia merita menzione quella di Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, diretta dal dott. Roberto Murgo, una realtà di eccellenza, inestimabile e di ottima assistenza sanitaria.
Ha completato il valido intervento di Giovanni Gorgoni, il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano col proposito di raccogliere la grande energia esterna, tangibile anche durante i numerosi convegni a riguardo e tradurla in impegno politico per accelerare i tempi di realizzazione di altri Centri di senologia, e ridimensionare anche il recente fenomeno della chiusura dei "punti nascita", con maggiore rispetto così della donna e della vita in generale.
(continua...)

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