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giovedì 3 marzo 2016

QUEL CHE DI ME SI CONOSCE...



Non può essere che il Passato, noto perché grazie a questo mi sono ritrovata ad avvicinare persone diverse ma accomunate dallo stesso "problema" che è pure il mio. Spesso non vorrei neppure parlarne, ché non si equivochi, non è per me né vanto e neppure merito, ma certe volte, quando la situazione è piuttosto ostica, mi resta solo questo per farmi strada e aprire una breccia. E funziona sempre o quasi.
Della mia "attività" da 048, invece non sa nessuno se non alla fine di tutti i controlli. Perché?
E' semplice... voglio evitare che Altri siano contagiati dalla mia pur minima negatività del momento.
Proprio negatività veramente non è, ma è qualcosa che ci somiglia, tra l'ansia leggera e il dubbio pressante, comunque si avvertirebbe se cominciassi a parlarne. Il tono della voce e gli occhi di certo mi tradirebbero, e questo non potrei perdonarmelo. Di me si deve sapere solo quello che è visibile. E se qualcuno, come l'Amico che ho conosciuto ieri, mi dice... stai bene, si vede. Non pare affatto che sei stata malata... io ne traggo incoraggiamento e sprone. Confido ancora di più e mi fido della buona intuizione. E affronto quello che mi aspetta con maggiore determinazione e una carica potenziata di ottimismo.
Signora, perché deve sottoporsi a questo esame?
Mi ha chiesto stamattina il medico che eseguiva l'eco addome...
K mammario... ed ha annuito, abbassando la testa. Chissà perché, mi sono chiesta mentre continuavo a scolarmi il secondo mezzo litro d'acqua per l'evento, e passeggiavo per favorirne la discesa.
Al solito, perché l'ospedale quello è, ho rivisto di sfuggita due infermiere, due medici ed un operatore socio sanitario che con me "calcarono la scena" durante la mia storia. Ho provato stavolta però un'emozione nuova, un senso di lucido ma ben più preciso distacco. Meglio così, mi serve come allenamento per quel che sono e faccio. Coinvolta ed "immersa" a metà... per resistere il più a lungo possibile. Il Cuore può farsi pure a colabrodo, ma devo avere sempre a disposizione abbondanza di cerotti.
Al termine dell'esame mi hanno fatta accomodare fuori in attesa del referto. Qualche minuto, ed è arrivato lo specializzando con la familiare busta gialla. L'ho aperta piano, come faccio ogni volta... piano un po' per timore latente ma pure per gustarmi l'esito sperato. Ero sul punto di aprire il foglio piegato a metà, ed ecco passare il medico che mi aveva fatto l'ecografia...
Tranquilla, signora... non è cambiato niente. E' come il precedente di sei mesi fa.
Grazie... e il foglio non l'ho aperto più. Una gioia, composta a malapena, mi aveva preso per non lasciarmi più.

2 commenti:

  1. una bellissima notizia questa...
    nel senso che è bello vedere che le cose possono non cambiare e diventare comunque belle...

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    1. Proprio così, carissima. Quando si è conosciuto il peggio anche il meno peggio diventa motivo per festeggiare alla grande.
      Un abbraccio...

      Mary

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