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giovedì 10 marzo 2016

IN ME DI QUEL CHE ERO...


Qualcosa è rimasto. Non si può cambiare completamente, anzi diciamo pure non si cambia affatto. Dopo la malattia solamente prevale il meglio o il peggio che è, considerando il lato preponderante già prima.
Ma il "mettersi in discussione", fare l'avvocato del diavolo a proprio discapito, appartiene al meglio o al peggio?
Forse è a metà... un po' di qua e un po' di là. O a seconda dei punti di vista, perché può essere reputato come non credere molto in sé e farsi vittima, oppure essere critici con il proprio agire per non dare giudizi avventati e intanto cercare di migliorarsi.
Io non so perché continuo ad essere severa con me, a "fustigarmi" anche quando è chiara la situazione, di certo è che se pure tento di ribellarmi a questa mia "credenza", non oso, non riesco proprio a darmi la ragione unica e definitiva. Sono troppo buona?
Non credo di esserlo, solo mi reputo un'"imperfetta in rinascita" con l'obbligo-dovere di concedere una seconda occasione. In questo caso per prima a me stessa, visto che l'astio e il rancore fanno gravemente male alla salute.
E' inevitabile... non può essere Tutto semplice, qualche volta c'è lo scivolone, quello "classico"sulla "classica" buccia di banana, imprevista... capitata all'ultimo momento.
Già rialzarsi è un impresa non di poco conto... torni in piedi ma con le ossa dolenti in ogni punto.
Poter avere una moviola che riporti indietro, a prima dell' "incidente"... gran bella cosa sarebbe, oppure precederlo avendo a disposizione una sfera di cristallo... ma questa è pura fantasia.
Allora che cosa resta? Aspettare "in silenzio", senza rumore... ché troppe parole aumenterebbero il danno e poi... poi c'è bisogno di raccogliere i pensieri, capire dove è l' "errore", non certo in quella "buccia di banana" in quel momento, per caso. E' a monte, piuttosto... nell'aver prestato poca attenzione, aver confuso amarezza per gratificazione. E dire che tra le due cose, l'abisso c'è ed è pure grande.
La supponenza di essere capace di mediare e cambiare uomini e situazioni, porta a passi falsi... a scivoloni che danno gran dolore.
A questo punto è necessario restare in silenzio e concederlo pure a Chi crede di essere stato deluso perché pensava altro e altro non era.
Raccolti i pensieri, tirate le somme magari i conti torneranno... oppure no...
Comunque si spera, e con ciò che si è imparato si continua.

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