sabato 4 febbraio 2012

... e se così è ti porta a vivere ogni momento con la serenità dei giorni migliori.
E ti fa doni grandi... la pace con Te stesso... la forza interiore. Basterà chiedere e verrà dato.
Mia madre ci diceva, quando si è in difficoltà, convinti di non farcela... basta recitare fra sè il Padre Nostro e il senso di solitudine ed impotenza svanirà... sarà un piccolo miracolo di ordinaria quotidianità. Nella Sua sofferenza Lei lo aveva sempre fatto e non l'abbiamo mai vista depressa... nonostante tutto.
Di questo io sono fortemente convinta, ma a volte la mia fragilità prende il sopravvento e all'improvviso non mi riconosco più... sembro un'altra persona.
Come ieri sera... quando pressata dalla tensione per uno scatto d'ira ho gettato all'aria l'ombrello aperto e ho cominciato a camminare a passo svelto sotto la pioggia "quasi" battente. Perchè l'ho fatto? Per dimostrare il contrario di quello che m'ero sentita dire... che di quei goccioloni non me ne importava niente... che ora sono diversa... una persona nuova che apprezza qualsiasi cosa venga... dal Cielo.
Poi... una volta che sono stata al coperto ho preso a pregare con le fitte agli occhi e le pulsioni alle tempie... Padre Nostro che sei nei cieli... e le lacrime son venute su ad accompagnare le parole. Subito dopo mi son sentita meglio... mi sono resa conto d'aver esagerato, forse più che ad Altri... per l'ennesima volta era a me stessa che volevo dimostrare di essere una persona nuova... perchè probabilmente non è del tutto reale tale cambiamento e dentro di me c'è ancora conflitto tra quella che ero e ciò che sono oggi. E magari domani sarò  diversa ancora... perchè è un processo in costante e continuo divenire.
Dopo un po' ho trovato anche il coraggio e l'umiltà di chiedere scusa... e il mio Cuore è tornato sereno, alleggerito dal peso di un errore... aver ceduto alla mia debolezza.
Siamo esseri umani ed io non sono di certo Wonder Woman.

venerdì 3 febbraio 2012

In questi giorni il freddo mi entra nelle ossa... mi arriva fino al Cuore.
Ma non credo che la responsabilità sia solo del gelo che è fuori... probabilmente "colpevole" è anche la rapida evoluzione di alcuni eventi... per una parte inaspettati se non paradossali... per l'altra prevedibili ma non abbastanza, a giudicare dalle conseguenze e relative reazioni... comprese le mie.
Ma per fortuna ho la mia "oasi felice", il mio "angolo di Paradiso" dove la realtà pur essendo cruda viene apprezzata per il suo valore intrinseco e a prescindere, dove si ride di gusto e fino alle lacrime anche per una battuta sciocca, e dà conforto finanche il caffè in un bicchierino di carta.
Potrà sembrare assurdo... lo so... ma non esagero... è proprio così, e non sono la sola a dirlo.
Ieri, ad esempio l'ha detto l'Amico che mi ha fatto dono della Sua riservatezza..."Allora... dobbiamo vederci fra tredici giorni? Peccato... non potevamo domani... ogni giorno... sempre?"
C'è atmosfera di famiglia in quel reparto... c'è intimità e condivisione... ti senti a casa e non hai paura di niente, anche se sai...
In questi giorni durante il tragitto che mi porta a "quel terzo piano", per le intemperie e i pensieri ho tanto freddo, poi arrivo lì e tutto si ridimensiona, un tepore confortevole allenta la tensione e mi dona gran ristoro.
Pure stamattina è stato così... anche se con qualche "amica" ci siamo confrontate coi ricordi... abbiamo condiviso "i primi momenti" della Nostra malattia... la "tegola" che ci capitò tra capo e collo. Ora a ripensarci, sembra quasi impossibile che sia capitato proprio a Noi... istintivamente si ritorna all'errata convinzione che "tali accidenti" possono succedere solo ad altri... poi la ragione, ma non solo... anche il Cuore ci riportano al punto dove siamo adesso, alla consapevolezza che "tutto abbiamo superato". Magari ogni tanto ci sfiora anche il dubbio di non sapere ancora per quanto... ma non importa... è solo "adesso" ciò che conta e "la forza" che ci vien data ogni giorno da quel Qualcuno che tutto può.
Mi ha detto oggi l'Amica che chiamerò... "...ma dov'è il problema?"... "la Fede è un grande dono non un privilegio... è a disposizione di Tutti, e fa quasi rabbia vedere che Tanti hanno l'occasione sotto gli occhi e non la colgono..."
E' vero... per Molti è così... Alcuni poi credono di possederla,  e nella loro fragilità non la coltivano, convinti che sia un punto fermo...
La Fede tutto è tranne che questo... è una conquista che si rinnova giorno per giorno.

giovedì 2 febbraio 2012

Pensavo...
Da quando ho iniziato "qui" a parlare di me... a raccontare la mia "storia", non ho trascurato particolare alcuno, ho menzionato se pur indirettamente Tutti coloro che "sono stati con me" e continuano a... esserlo in questa avventura. La mia famiglia... gli amici di sempre e quelli nuovi... i semplici conoscenti, ripeto... Tutti!
Un momento... in realtà un paio di persone mi son passate di mente, non volutamente... è chiaro! E dire che erano anche piuttosto presenti... in particolare una... eppure non c'ho pensato. Evidentemente la loro deve essere stata una "presenza fittizia"... qualcosa che c'era ma poteva anche non esserci... forse a volte anche fastidiosa con effetto irritante. Come una corrente d'aria che fa sbattere una porta in modo ripetuto... Percepisci che c'è qualcosa... non sai cosa finchè il nervoso non ti è salito fin sulla punta dei capelli.
Sì... è proprio questo il paragone giusto. Poi... la porta si chiude bene e definitivamente, e... alla corrente d'aria non ci pensi più.
Archiviate per sempre questo paio di persone dalla personalità pari a quella di una suppellettile di casa, può sembrare strano...di contro credo d'aver parlato tanto della "mia torta di mele"... ma vuoi mettere quanto è stata grande e continua a... esserlo nella mia vita, soprattutto quella sociale... la "mia torta di mele"?
Facciamo un rapido "excursus"...
Mi ha fatto compagnia nei lunghi pomeriggi invernali trascorsi in casa con i miei bambini...
Con il suo profumo  li teneva buoni... col sapore li rendeva allegri...
Con "lei" ho festeggiato la mia prima uscita senza parrucca... con "lei" il primo anniversario della chemioterapia...
Mi ha fatto e lo fa ancora, da "biglietto da visita" con i miei amici... "quelli che contano"... un approccio dolce per un'amicizia speciale... per mandar giù l'amaro di una realtà inaspettata e non gradita, come un cucchiaino di zucchero che accompagna una medicina.
La "mia torta di mele"... eh sì... vale più di una menzione, soprattutto oggi che ha reso lieto l'Amico che mi ha fatto dono della Sua riservatezza...
Soprattutto oggi che l'ho preparata per Francesco... perchè me l'ha chiesta... e Lui da "troppo" tempo non mi chiedeva più nulla.

mercoledì 1 febbraio 2012

E prima o poi arriva quel momento... purtroppo.
O finalmente? Dipende dai punti di vista... per quel che mi riguarda e per il mio "vissuto", purtroppo.
Sono passati tanti anni... venti, per la precisione... e ciò che provai quel giorno... in un attimo e inaspettatamente... non lo dimenticherò mai. Quando una persona divenuta a me molto vicina mi chiese "perdono" per un torto che m'aveva fatto (lo diceva lei) senza esserne consapevole ( a dirlo... sempre lei).
Restai di ghiaccio, anche perchè il momento era a dir poco drammatico... Malata terminale di cancro, sarebbe morta due settimane dopo. Comunque, quel giorno a tale "richiesta" mi sentii caricata di una responsabilità troppo grande.
Chi ero io... con i miei difetti e tanti errori... per perdonare? Per farlo avrei dovuto mettermi prima in una posizione di giudizio... cosa che non mi è mai piaciuta... e allora? Allora restai in silenzio e mi venne da piangere.
Perchè mai bisogna aspettare di essere in difficoltà... aver paura per rendersi conto di non essere infallibili e che seguendo l'istintività e gli impulsi da essa derivanti si arriva ad arrecare sofferenza?
In quell'occasione la Vita,  "purtroppo"  s'era presa la rivalsa.
Negli anni a venire ho pensato tante volte a quel momento... ho ripetuto a me stessa le parole testuali che m'erano state rivolte, perchè certe cose non possono essere ricordate "sui generis"... restano come marchiate a fuoco.
Dopo tanto tempo, poi m'ero ammalata anch'io... della stessa malattia, e venne spontaneo chiedermi se qualcuno avesse da perdonarmi qualcosa... se anche per me fosse arrivato "quel momento"...
Certamente errori ne avevo fatti, forse pure qualche torto... ma non dovevano essere stati "eclatanti", visto che nessuno, me compresa... ne aveva memoria.
Capii ciò che era accaduto quella volta...
La Vita... la rivincita se l'era presa, risvegliando la coscienza di Chi aveva sbagliato. Forse davvero non era stata consapevole del suo errore, ma il torto... la sofferenza erano passati prima dal suo Cuore.
Non avrebbe mai potuto dimenticarlo.

martedì 31 gennaio 2012

Anche oggi... come da qualche tempo a questa parte... giornata "a fasi alterne".
Vorrei poter darmi una spiegazione... capire il perchè TUTTO sia concentrato in questo periodo.
MAH!
Per fortuna... consideriamo almeno questo... che se le fasi sono alterne ad una "negativa" necessariamente deve seguire una "positiva"...
E ora che ci sto a pensare su... non è forse tutta la Vita un po' così? Negativa e positiva... con passaggi intermedi di tono chiaroscuro. Prendiamone comunque il buono che sempre c'è... magari nascosto dietro il velo della "delusione"... ma pronto a venire fuori là dove la trama è meno fitta...

"Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perchè la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima di un'ingiustizia che non t'aspettavi, di un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo sicchè a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono."
                    Un cappello pieno di ciliege- Oriana Fallaci

...e la trama è meno fitta quando riesci a "metterci una pietra sopra"... ma che sia proprio "tombale"... provi a perdonare, e se proprio non ce la fai... almeno Ti ripeti, ma sì... dopo tutto non ne vale la pena.
E per "mandare al macero" la questione, aspetti il momento buono... quando sarà la Vita a prendersi la rivalsa.

lunedì 30 gennaio 2012

Sono giunta ad un punto della mia Vita in cui spesso... ripetutamente mi vengono imposte pause di riflessione sulla stessa.
Naturalmente collegate alla mia sono anche quelle delle persone che vivono con me... sono parte di me.
Mi sento come se fossi a metà del percorso... che poi potrebbero essere pure i tre quarti... non ha importanza.
La malattia segna il limite, una sorta di varco dall'una all'altra parte. Come in un film torno indietro fino al momento in cui ho avuto piena consapevolezza ed autonomia di me stessa... siamo all'inizio. Cerco di ricordare quali fossero i desideri, le reali ambizioni che dessero moto al "mio agire"...
Finito il liceo, cominciai l'Università... ero anche una discreta studentessa... poi caddi in crisi per un esame, mi bloccai e di punto in bianco... non credendo in me stessa... abbandonai gli studi.
Avrei voluto insegnare... lo desideravo fin da bambina... e ancora oggi resta sempre un "sogno mancato".
Poi... volendo anche una famiglia "tutta mia", pensai che avrei potuto essere moglie e madre... mi sarei impegnata in questo con tutta me stessa... avrei dato l'anima.
Così poco più che ventenne cominciai a "costruire" questa "idea"... mattone dopo mattone... anno dopo anno.
Quando qualche volta sono stata presa da attacchi di rimpianto mia figlia non ha esitato nel dirmi che in realtà stavo facendo quello che realmente avrei voluto... nient'altro. Ci pensavo su... e alla fine dovevo darle ragione... era stata quella l' "impresa" per cui sentivo di mettermi in gioco... non avevo di che lamentarmi.
Per trent'anni ho costruito... ho messo su un'impalcatura... anche solida... l'ho coperta... rivestita, abbellita... poi ci son rimasta dentro e alla fine l'ho sentita stretta e non m'è bastata più.
Ero contenta ma non felice... di quella FELICITA'  che non fa lamentare per ogni sciocchezza e al contrario fa sorridere di ogni sciocchezza...

"Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura."
                     Paulo Coelho.

Ora passato ho quel "varco" e sempre più spesso sorrido di ogni sciocchezza... Sto "piantando" qualcosa... non da sola... non potrei,  ma ho l'aiuto di Qualcuno...
E devo dire in tutta sincerità che questa Vita... quest'avventura mi piace, mi piace davvero tanto.

domenica 29 gennaio 2012

... e la settimana scorsa... un bel giorno la si vide entrare "sventolando" i suoi fogli in mano.
"Ho fatto tutto!" Ma cosa hai fatto?... le fu chiesto... Avere delle impegnative timbrate non voleva certo dire aver fatto gli esami richiesti... "Lo so... ma non li dovevo fare qui?"
A questo punto era chiaro che non aveva concluso niente... era chiaro che non aveva capito... era chiaro che, come nel gioco dell'Oca, bisognava tornare indietro e ricominciare tutto daccapo.
"Ma a voi... che cosa vi cambia se la TAC la faccio dopo?" A Chi la stava ad ascoltare, certo non cambiava nulla... a Lei invece avrebbe potuto. In una malattia come la "nostra" non ci si può permettere un "lusso" del genere... aspettare, temporeggiare può compromettere tutto e mandare all'aria ciò che è stato fatto.
L'Amica che non aveva neanche la compagnia di se stessa... ad un certo punto quasi ammutolì... tanto era spaurita... disorientata... stanca. "Oh basta! Non voglio fare più niente... mi so' scocciata..." Ma è per il tuo bene, no?... "Sono sola... non so che fare... dove andare..."
Ma nessuno è davvero solo... lo può essere fisicamente, è vero... ma c'è sempre Qualcuno... che non abbandona.
Pone sulla "strada giusta" due persone... che facciano lo stesso percorso... che sia l'una forza e sostegno dell'altra...
Ti aiuto io... dai... proviamo altrove, magari in una struttura privata. Lì i tempi son più brevi...
"Davvero... Tu mi aiuti!? Ti voglio bene!"
E così è stato.
Un po' di "peripezie"... niente che non si possa superare se si vuole.
E anche questa è andata.
L'Amica che non aveva neanche la compagnia di se stessa stavolta ha avuto compagnia ed aiuto... "sarà preparata" per il Suo FOLLOW UP... con il piacere di Tutti quelli che le vogliono bene...


Essere strumenti di Dio

Dico sempre che io sono una piccola matita nelle mani di Dio.. Egli pensa e scrive. Lui fa tutto. E a volte è davvero difficile. A volte la penna non ha alcun punto, e lui deve affinare ancora.
Provate tutti diventare un piccolo strumento nelle Sue mani, che li può utilizzare come e dove ... E 'sufficiente dire "sì".
Noi non enorgullescamos vanto del nostro lavoro. Tutto quello che facciamo è opera di Dio, ed i poveri sono poveri di Dio. Facciamo completamente a disposizione di Gesù, che egli può pensare i suoi pensieri nelle nostre menti, per svolgere il suo lavoro con le nostre mani, con lui come una fortezza, siamo onnipotenti.
Cristo opera in me e attraverso di me, Lui mi ispira e mi guida come Suo strumento. Io non faccio niente ... lui fa tutto.

MADRE TERESA DI CALCUTTA .-