domenica 6 settembre 2015

LE ROSELLINE


Stamattina ho spolverato il mobile antico dove sono ormai da 12 anni...
Emoticon heart 
Insomma gliel'ho detto, dotto' parliamoci chiaro... ce la faccio a festeggiare le nozze d'oro?... ché io ci tengo assai.
Mia madre non aveva aspettato di tornare a casa e telefonarmi, aveva voluto passare da me per riferirmi questa cosa. Era stata dal medico per la lettura degli esami, stavolta un vero disastro. Si sapeva dei suoi reni malandati a causa del diabete, però quello che si presagiva a questo punto, dopo tanti sacrifici, purtroppo era la dialisi. Uremia terminale.
L'aveva presa col suo solito spirito, intanto avrebbe continuato con l'alimentazione aproteica finché poteva, finché avesse funzionato.
Mamma... che cosa ti ha risposto il dottore?
E che doveva rispondere? Perché i medici sono dei "padreterno"...? ha fatto un mezzo sorriso. Comunque ora ci sto, e devo tirare avanti almeno altri due anni e mezzo...
Tanto era il tempo che mancava per le Sue nozze d'oro. Ci teneva da matti a festeggiare quella data, avrebbe vissuto quel matrimonio che non aveva avuto 50 anni prima. Quando, giovanissima, era andata sposa all'alba, ché nessuno potesse vederla... aspettava già me, e all'epoca era considerata una vergogna essere incinta prima delle nozze.
Le era quindi rimasto il desiderio di un "vero matrimonio", dall'organizzazione a tutto il resto.
Ma qualche mese dopo la situazione precipitò, e per Lei iniziò il duro calvario della dialisi, anche questo affrontato con pazienza, forza e sorriso mai spento. E poi stringeva i denti... doveva arrivare ai tanto sognati 50 anni.
Così quando fu il tempo, pur acciaccata e preoccupata e sofferente, organizzò tutto... celebrazione col Suo sacerdote amico e confessore, festa e... bomboniere.
Cercò a lungo, tra tanti oggettini utili o meno, poi finalmente si fermò estasiata davanti ad un piccolo cestino di porcellana di Capodimonte con delle roselline rosa. Le contò... erano 13. Decise... quella sarebbe stata la bomboniera per le Sue Nozze d'oro.
Un segno del Cielo... 13 roselline come i fiori che aveva messo insieme nella Sua vita. Quattro figli e nove nipoti, la ricchezza di cui andava fiera.
Lei... che ripose sempre ogni gioiosa aspettativa nella famiglia. La mia grande Mamma.

IL "BELLO" E' POSITIVITA'


Emoticon heart 
Anche quando è nascosta o si protegge dietro lacrime di rabbia e dolore. Vuole vedere la "luce", e il conforto l'aiuta a superare il travaglio.
Si ferma il pianto, e nasce un pallido sorriso dopo un abbraccio.
Non è questa "bellezza" unica e speciale? 
Era già a monte come "cosa buona", a tratti "guastata" da quel che è il suo contrario, ma esiste e resiste superando ogni aspettativa. Bisogna crederci soltanto, non che sia facile ma si deve, perché la positività è la "bella strategia" di ogni storia.
Ricordate quella nota favola...?
Di una nidiata di anatroccoli solo uno si distingueva perché era il meno bello di tutti... o almeno credeva di esserlo. Per questo si nascondeva e tutti gli altri non lo vedevano o facevano finta di non vederlo. Passò attraverso tante tante sofferenze, e forse per questo fu premiato o forse il premio se lo diede da solo, e un giorno... si guardò nello specchio di un lago e vide un bellissimo cigno bianco. Era lui... perché aveva cambiato le acque in cui nuotare e il modo di guardarsi. Da una prospettiva diversa la soluzione del problema.
Se Noi ci vedremo belli, cioè crederemo in Noi stessi... anche gli Altri saranno concordi nel ravvisare una novella bellezza...
Il segreto è... tutto qui.
Così pure nella malattia, si perde quasi l'identità. Ci si guarda allo specchio per non riconoscersi, si pongono domande che non hanno risposte precise. Un po' come quei test con tre o quattro caselle a lato... a risposta plurima, e non saprai mai se hai risposto giusto.
E i dubbi tormentano la mente, e il volto ne riporta i segni.
Sono orribile, non mi riconosco più... e forse questo con la malattia c'entra si e no.
E' dura, difficile... stanca e strema, ma guardarsi dentro per trovare il bello che era si può. Non è impossibile.
Servirà? Serve sempre per il "giorno" che vivi, per recuperare energia e ricominciare.
Io penso che sin dall'inizio Tutto sia sempre orientato al Positivo, al Bene, al Bello... alla Vita. Il "perché" degli opposti e contrari è da cercare in quanto spazio ognuno dà loro per tutto il tempo che è concesso.
Dipende da Noi quindi, anche se in modo diverso, trovare il bello anche quando pare non esserci affatto.

venerdì 4 settembre 2015

ERA ORA...


Finalmente, non dire mai... no.
Magari non essere proprio espliciti, ma con uno sguardo d'intesa o un battere di ciglia... si.
E non curarsi di nulla, che ci sia vento o il sole picchi, che qualcuno guardi mentre porti la forchetta alla bocca e non sei al ristorante, ma seduta su una panchina di pietra, all'ombra di un vecchio platano.
E' libertà questa... sentirsi liberi di essere, e godere di un momento di grande pace.
Sono in vena di autocritica sincera... un tempo piuttosto pigra, pignola e pedante non amavo il "mordi e fuggi" ad ogni costo. E' arrivato il periodaccio nero, e ho preso a pensarci... ne sono uscita, qualcosa è cambiato ma non troppo. Ero coinvolta da me, da quel momento magico che in un attimo mi spingeva e tirava indietro. Come un elastico. Ma se fai dieci passi avanti, e poi ne fai di nuovo dieci indietro... non è che vai molto avanti, resti semplicemente fermo. E una come me, non se lo può permettere... tradirei me stessa, il mio vissuto, tutti i miei buoni propositi.
Qualche giorno fa un Amico nel parlare di Sua moglie, si è espresso in questo modo... mia moglie mi capisce, mi accompagna sempre, non mi dice mai no.
Lui ormai non cammina quasi più, ma non vuole arrendersi... insiste col voler andare in campagna a "curare i suoi interessi". Ha 80 anni e dice piangendo... ero un leone, sono diventato una pecora...
Però... ha la moglie che lo capisce e non lo lascia mai solo. Gli ho detto... pecora si nasce, Tu sei semplicemente un "leone ferito".
Si è asciugato gli occhi e mi ha sorriso... grazie.
Silenziosamente l'ho ringraziato anch'io, e poi c'ho pensato a lungo su.
Prima che sia tardi... e poi, ora o mai più per le antiche scale.

A SCROSCI O GOCCIOLINE... SCIVOLA ADDOSSO


Emoticon heart
La "pioggia", le intemperie sono sempre quelle, le stesse... eppure è "acqua" che non bagna. Arriva, preannunciata o all'improvviso ma ugualmente scivola come su un impermeabile invisibile.
Succede quando ne sono successe tante da farci l'abitudine, e poi... giusto perché non si può star lì solo a guardare o far finta di niente... si pensa di raccogliere un po' di quell'acqua, farne riserva perché nella vita non si sa mai, tutto torna utile. Pure far tesoro di esperienze neanche immaginate.
Così grazie ad una sorta di diluvio che ha fatto credere, dopo di me il nulla, si impara ad accettare, vivere e superare nubifragi e temporali, e le pioggerelle passano inosservate, simili a necessarie irrigazioni dei campi.
Si conferma il pensiero che tutto scivola addosso, con più o meno disagio... ma ugualmente va via.
E TU RESTI, ridotto all' "essenziale" ma in senso positivo, resisti con la consapevolezza che se fermo ti reggi, non crolli. Ti senti forte fino all'inverosimile... quasi in delirio di onnipotenza.
Che cosa non fa la Forza della Mente...
E' con la mente che sfrondi il superfluo che disturba, dai spazio alle nuove priorità, ti senti contento e soddisfatto. Sempre, anche quando non hai fatto la metà di quello che dovevi o addirittura niente, perché comunque hai dato "cura" a Te stesso, la persona più importante in quel momento.
Non c'è più ansia per quel che sarà, non si rimugina su quel che è stato... che poteva essere... a come sarebbe andata se... né si soffre d'ipocondria. Quanti malesseri vissuti e ingigantiti da stati d'animo, esageratamente definiti depressivi. I famosi disturbi psicosomatici curabili spesso da una "ventata di positività".
E con il vento positivo immaginare ancora acqua che scorre su di Te, portando via preoccupazioni e stress, timori e angosce. Tutto scivola su quell'impermeabile che c'è ma non si vede, mai logoro perché curato dalla serenità, stabile per la forza della Mente.
Qualche respiro lento e profondo, semplici e rassicuranti rituali... e ti ritrovi con Te stesso nell'essenziale pace interiore.

mercoledì 2 settembre 2015

DIAMOCI UNA REGOLATA



Emoticon heart
Tu non sei per le cose,
sono le cose ad essere per Te...
quando servono, ché poi serve ben poco.
Ricorda...
a meno che Tu non sia una colf, nessuno pagherà per un pavimento lustro.
Né avrai la "lode" se hai fatto tutto di buonora, presto e bene.
Non aspirare ad una medaglia al valor civile e non sognare monumenti e targhe... perché le "battaglie quotidiane" non sono previste né riconosciute.
A questo punto, ti chiedo... vale la pena farti prendere dall'ansia, rimuginare su quel che potevi essere e non sei, con l'ipocondria pronta a coglierti all'improvviso?
E' "vita nuova" questa. E quando si dice nuova, è nuova e basta, senza "se, ma, però... forse domani".
ORA sei TU... e il resto? Scivola addosso.

PASSANO LE STAGIONI... CONTANDO PRIMAVERE


Emoticon heart 
Buon dì, Settembre... mi sono urlata dentro stamattina quando ho aperto gli occhi, e poi lesta giù dal letto perché era martedì, giorno in reparto. Come sempre.
Non sono mancata una volta in questi mesi estivi, e a pensarci bene... non sono mancata mai, neppure per tutto il tempo di questi 3 anni.
Sia ben chiaro, non lo dico per vanto ma perché ricordare e constatare quanto mi abbia fatto piacere "esserci", è tutt'uno.
Non sei andata in vacanza?... mi hanno chiesto, e poi aggiunto... Fa bene staccare la spina.
Senza dubbio, avrei voluto rispondere... ma dipende da che cosa fa funzionare quella spina. Però ho preferito astenermi, non si sa mai, mi avessero dato pure dell'esaurita.
Certo, è proprio "tosta" farsi capire, anche se dopo tutto non conta molto. Solo che a volte atteggiamenti e sguardi, risposte a domande in automatico per non tradire incredulità, mi portano a riflettere sulle emozioni, quando queste dovrebbero restare tali, sono belle così senza ragionamenti.
E così oggi, prima di andare, ho pensato un tanto in più... "mi piace" essere lì ogni martedì e venerdì, perché?
Mi piace... è davvero un'espressione impropria, non può piacere confrontarsi con la sofferenza e non solo fisica. Una volta mi scappò di dirlo con la sola persona che poteva capirne il senso, meno male... cercai di correggermi, mi fermò... ho capito che cosa vuoi dire, è diventata una "passione".
E' vero, una passione. Ricordo spesso quell'episodio, è diventato l' "alibi" per i dubbi altrui. E intanto... una passione resta.
Conoscere tante persone, interagire, stabilire un legame che per quanto invisibile, diventa tangibile per le emozioni condivise, è un "dono" che non basterebbe una vita per ricambiare, non quella che resta ma una vita intera partendo da principio. Per questo mi reputo fortunata.
Stamattina abbiamo considerato che un'altra stagione è sul finire... ce ne accorgiamo dalla luce che è diversa, anche se è ancora molto caldo. I medici rispondono tutti all'appello, come pure le infermiere. Tutti al ritorno dalle ferie.
Poi... persino già qualche cenno al Natale, perché si sa... passato Agosto, ci sta... il tempo vola.
Tra un po' si vedrà il tempo bigio, e qualche soprabito all'attaccapanni... non più bandane ma cappellini di lana, e si parlerà di minestre calde e torte della domenica.
E una dopo l'altra si avvicendano le stagioni, e si è qualcosa in più che contenti nel constatarlo, si notano i particolari, si colgono i profumi. Tutto diventa speciale.
Di 4 in 4... a continuare, e poi sereni contare vittoriose primavere.

martedì 1 settembre 2015

OGNI INIZIO E' DURO... E POI?


Emoticon heart 
"Si dice che la prima frase di ogni discorso è sempre la più difficile. Beh, ora me la sono lasciata in qualche modo alle spalle. Ma ho la sensazione che le prossime frasi – la terza, la sesta, la decima, e così via fino all’ultima– saranno altrettanto difficili, dal momento che dovrei parlare di poesia. Un argomento su cui mi sono espressa molto poco, in realtà, quasi per niente. E, ogni volta che ho detto qualcosa ho sempre avuto l’oscuro sospetto di non esserne all'altezza..."
Così cominciava il Suo discorso la poetessa contemporanea Wislawa Szymborska al momento di ricevere il premio Nobel per la Letteratura nel 1996.
La prima frase è sempre la più difficile, come lo è qualsiasi inizio. Anche per me lo è tutte le sere, quando mi siedo qui per scrivere, l'idea c'è e i pensieri pure, però non so mai come cominciare. Non è manco raro che la butto lì, la prima frase e non mi piace, e la "cestino" sfiduciata per ricominciare. Un tempo avrei lasciato al primo tentativo, ora è diverso... non demordo, so che se pur con qualche difficoltà, ce la farò ad arrivare fino in fondo, perché ci credo.
Ecco che cosa fa la differenza per un buon inizio ed anche prosieguo... la fiducia in sé, il sentirsi adeguati per tutto, magari non alla perfezione totale... se proprio ci si vuole illudere di poterci arrivare... ma "sufficientemente perfetti" per raggiungere la meta.
Ad esempio stasera avrei voluto iniziare in altro modo, percepivo a mala pena l'emozione che mi avrebbe dato l'input, poi all'improvviso mi è venuta giù questa maniera. Quasi in automatico. Certo avevo le basi, conoscevo il discorso e l'autrice, un minimo occorre sempre, e forse è quel po' mai considerato abbastanza, a costituire il "trampolino" giusto per trovare coraggio e lanciarsi.
Ché mai potrebbe succedere se comunque osi?
E' il contrario se resti fermo a "crogiolarti" nel nulla, torturare la mente, perché puoi accorgerti di aver sbagliato scelta o decisione solo dopo averla presa.
Aver dato inizio ad un progetto, discorso... cammino vuol dire che almeno nell'intenzione c'è la volontà di farcela.
Il Coraggio viene poi, a poco a poco, e sono le soddisfazioni come gli insuccessi a richiamarlo. Alloggia in ognuno di Noi, ma nessuno se ne rende conto fino a quando non ce n'è davvero bisogno.