martedì 30 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.64) (Come un girasole)

 


"Guarda sempre il lato positivo della vita, proprio come un girasole guarda il sole, non le nuvole"

    - Helen Keller -


Pare la logica conclusione della maggior parte dei miei scritti. Una "raccolta" di positività in divenire, cominciata piano quasi in sordina, partendo da una spiritualità di antica origine, continuando poi fino a ritrovare nella piena condivisione, la serenità. Quella fatta di poche cose, semplici ma nello stesso tempo grandi e autentiche.

Perché un campo di girasoli? Sbocciano spesso di notte e nessuno se ne accorge, poi improvvisamente alzano il capo. Verso la luce quando si fa splendente.

Mi si perdonerà, ma non posso non tornare al "mio tempo", al buio in cui era immerso e alla luce ritrovata. Ci penso spesso, e per molti questa è cosa assai strana, dovrebbe essere il contrario perché si allontana, e invece rimbalza come una palla lanciata contro un muro, con un ritorno da cogliere in modo attento per non sentire "logico dolore". 

E mi sono chiesta... ma sarò normale? O sarà la mia una forma di esaltazione, una sorta di "lucida follia" che mi riporta a casa ogni volta serena, direi quasi contenta anche dopo aver visto, toccato tanto dolore? Eppure... piango dentro, voglio il silenzio... poi e tutto il resto non m'importa più.

Stasera ho anche "colto" un'espressione che ho trovato mia, perché la ripeto spesso anch'io. Mi basta un pantalone e una maglietta, non voglio altro... ma mi manca la salute.

Al momento io sto bene, spero di esserlo ancora a lungo ma anche a me basta "un pantalone e una maglietta". È vero. 

I Girasoli non cambiano abito per alzare il capo verso la Luce.


Nessun commento:

Posta un commento