domenica 14 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.47) (Innovazione ed Umanità)

 Grande partecipazione al convegno odierno, “Il setting perioperatorio come modello di multidisciplinarietà nell’Oncologia Moderna”.

Temi trattati...

 Strategie neoadiuvanti e adiuvanti sempre più personalizzate, impiego di biomarcatori predittivi, tutto possibile grazie ad un modello multidisciplinare sempre più strutturato, di cui il setting perioperatorio rappresenta un esempio concreto.

 Questo evento è stato anche l’occasione per celebrare il 5° anniversario dalla nascita dell’Unità Operativa di Oncologia Medica e Terapia Biomolecolare Universitaria.

Cinque anni dl lavoro di squadra al servizio dei pazienti e dello loro famiglie.

Particolarmente toccanti sono state le testimonianze di Patrizia e Rocco che, attraverso il racconto della propria esperienza, alleggerito da momenti di autoironia, hanno ricordato il valore umano della cura e come dietro ogni innovazione terapeutica vi siano persone, storie e traguardi raggiunti insieme.

Accanto alle cure, l'operato delle associazioni di volontariato che offrono supporto quotidiano ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.

AGATA, ANDOS, GAMA, LILT tramite la voce di chi le rappresenta, hanno ancora una volta sottolineato un messaggio fondamentale... non dover sentirsi mai soli durante un percorso si difficile ma oggi sempre più possibile, grazie alla ricerca, a nuovi farmaci mirati meno tossici, e a speranze concrete rese possibili da terapie integrate.

Un paziente oncologico non è da considerare un "prodotto a scadenza", una cavia da sperimentazione, bensì una persona, fragile con le sue paure, da aiutare facendo emergere le sue proprie risorse. Fiduciosa, determinata, che viva il "qui e ora" in modo collaborativo e generoso.

“Se mi occupo, non mi preoccupo!”, un messaggio condivisibile sempre. Perchè c'è la malattia ma anche la quotidianità che diventa ancora più preziosa a vantaggio di una profonda e rinnovata conoscenza di se stessi.



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