domenica 28 giugno 2026

SENZA SOSTA (n.62) (La rinascita parte da qui)



"... quando ci imbattiamo in un medico che ha umanità, consapevolezza di sé e di noi... che riesce a rappresentare se stesso e noi in una reciproca relazione... tutto diventa più leggero e la speranza si riaccende, perché sentiamo che esistiamo per l'altro, la nostra vita non gli è indifferente. Ci sentiamo contenuti e protetti, e naturalmente di questo abbiamo bisogno, perché la malattia ci rende fragili..."

(Marta Tibaldi, "Oltre il cancro")


Perchè questa citazione?

Come punto di partenza. Si parla di medico e paziente, di una relazione, nello specifico relazione d'aiuto.

Perchè credo che un buon medico non debba curare solo la malattia ma la Persona.

Asoltare con attenzione, cogliere le sfumature, pensare, in base ai rimpianti e ai desideri, ad un progetto da suggerire. E magari aiutare pure a realizzarlo, se possibile.

Aiutare l'Altro quindi a tirare fuori le proprie risorse, sottolineandone le capacità. È l'arte della "maieutica", far partorire il meglio di sé. Aiutarlo pure a raggiungere lentamente l'autonomia, in modo che possa andare sulle proprie gambe, riuscire ad affrontare difficoltà e problemi. 

E sarà così Persona nuova, quasi irriconoscibile a se stessa ma grata al proprio medico per le cure al corpo, alla mente e all'animo.

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