ottobre

ottobre
ottobre

domenica 23 luglio 2017

STASERA... UNA BELLA FIABA CI STA


Per concederci una pausa, ricaricarci trattenendo pure qualcosa. Una morale si e no, uno sprone, la gratificazione per certi momenti quando non siamo del tutto convinti di agire giusto, temiamo osare troppo, dubitiamo aver contrariato qualcuno.
La fiaba che propongo è di Gianni Rodari, notoriamente scrittore per i bambini ben inteso dagli adulti, il titolo è... La strada che non andava in nessun posto.
E’ la storia di Martino, un ragazzino che abitava in un paese in cui vi erano tre strade e, secondo quanto si diceva tra gli abitanti del posto una delle tre strade non aveva una destinazione, anche se fosse stata percorsa non si giungeva da nessuna parte.
A dispetto di queste credenze, Martino decide un giorno di percorrere quella strada, solitaria fino ad un certo punto, quando si trova dinanzi scodinzolante un cagnolino che pare fargli da guida. Giunse così in una sontuosa villa in cui viveva una signora bella e ricca. La signora lo invitò a visitare le stanze, e in una di queste c'era un tesoro immenso, quindi portò un carretto al ragazzino e convinse Martino a riempirlo con gioielli e pietre preziose.
Al suo ritorno Martino fu acclamato da tutti ed il suo racconto spronò gli abitanti del paese a rivedere le proprie credenze e a percorrere quella strada. Però non trovarono la villa in cui era stato ospitato Martino, ma solo una selva di spine. In realtà solo il ragazzino aveva goduto di questo privilegio, quasi fosse stato un premio per aver creduto ciecamente che quella strada portava ad una meta.
Leggendo questa storia ho trovato affinità con certi Nostri "percorsi di vita", non necessariamente riguardanti la malattia, anche se onestamente riconosco che la riflessione è partita da lì.
Spesso di fronte a ciò che non conosciamo oppure per una scelta obbligata restiamo bloccati. All'improvviso volontà e coraggio sono come annullati, allora diventiamo propensi ad ascoltare le opinioni altrui facendone Nostre convinzioni. Per paura, comodità e pure poca autostima, non considerando che la verità o l'esito felice non può averlo in tasca nessuno e che se errore di scelta deve essere meglio sia per propria responsabilità.
Ma la fiducia in se stessi e nel Cielo raramente delude, quindi trovare il coraggio e osare costituiscono un rischio che vale la pena correre.
E gratificazione riceverà chi avrà mostrato audacia nell’intraprendere e nel seguire percorsi incerti, confidando nella provvidenza e in se stesso.

Nessun commento:

Posta un commento