dicembre

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giovedì 24 novembre 2016

PIU' VICINI A LUI



Sia pure quasi definita la meta, stamattina siamo partiti indecisi. Obiettivo... non arrivare troppo lontano, raggiungere comunque un bel posto, di quelli che ci piacciono tanto. Molto antico e moderno con discrezione messi insieme, lussureggiante natura e, data la stagione, profumi inconfondibili che sanno di calore familiare.
L'Autunno avanza, mentre le giornate volgono maggiormente al crepuscolo e tramonto dell'inverno. Fa buio presto ormai, ma la prima parte del giorno è ancora straordinariamente soleggiata. E se qualche nuvola è presente, poi degrada dolcemente all'orizzonte.
Biccari, uno dei paesi montani della nostra Daunia, compare all'improvviso, ed è così raccolto e ben definito che immediatamente hai l'idea di cosa andrai a vedere.
Questi paesi solo all'apparenza sono tutti uguali, vicoli in forte pendenza, case vecchissime coperte di muschio negli antichi borghi medievali, e torri e chiese. Chiese bellissime, espressione autentica di una religiosità non fine a se stessa. Oggi ne abbiamo incontrate quattro, diverse ma tutte suggestive. Si entra e hai freddo da brividi, ti siedi e un tepore pervade, mentre lo sguardo si perde lungo la navata centrale fino all'altare. Stupenda sensazione di un abbraccio invisibile ma reale.
L'abbiamo visitato a fondo questo paese, dalle strade segnate agli angoli dalle stazioni della Via Crucis, che un tempo era noto per le 5 porte di accesso, delle quali oggi solo una è "sopravvissuta"... Porta Pozzi, e che vive stagioni estive di cultura, tradizioni popolari e poesia.
Quante ne abbiamo sapute stamani, accompagnati per quelle strade da una volenterosa ed instancabile "cicerone". Era contenta di condividere ciò che sapeva, ma soprattutto le piaceva essere in compagnia, parlare sicura di essere compresa da Chi non le opponeva chiusure. Ben presto ci siamo sentiti a Nostro agio, e passare dal Voi al Tu è stato tutt'uno. Così è quando si parla la stessa lingua in termini emotivi.
Trascorsa la mattinata, avremmo voluto recarci ancora più in alto, verso il Lago Pescara ma poiché la strada era interrotta per lavori di asfalto in corso, abbiamo deviato diretti non so dove. Noi non sapevamo dove, ma Qualcuno... si, e Alberona è stata la meta successiva. Qui da "cicerone" ha fatto un cane grosso ma bonaccione, che ha camminato al passo con Noi, salendo scale e accelerando in discesa, aspettandoci pure in fondo. Poi anche sull'ampio belvedere con la Torre del Priore, che si affaccia sui tetti del paese coi comignoli fumanti.
E' in posti come questi che avverti il Sublime ed hai la certezza che non sarai mai solo. Padrone del Presente, dopo aver parzialmente azzerato il Passato, consapevole con maturità di un Futuro sperato ma non certo.
Uno sguardo al cielo mentre cala la nebbia, e lentamente passi indietro sulla via del ritorno.

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