mercoledì 15 marzo 2023

LA VITA E OLTRE (n.87) (Quello che si può come si può)

Sto mettendo insieme molte giornate coi fiocchi. Una dopo l'altra, prova da sforzo e test di nuova consapevolezza. Resisterò? Staremo a vedere, nel frattempo vivo. Per la buonanotte i miei soliti pensieri. Li vorrei tutti colorati, come i fiocchi di tenerezza, dovrebbero essere vivaci ché ben dispongano alla nuova settimana, e invece non tutti potranno essere tali, come non lo sono le giornate, a volte rabberciate e rigenerate con gran fatica. Ci proverò. Che farci... non sempre dipende dalle buone intenzioni, visto che è caso frequente e generale. Stamattina aggiornamenti di speranza, cenni di presenza per far sentire meno soli. Qualche telefonata, risposte ad emozioni contrastanti, poi... la mia quotidianità che cambia solo per qualche sfumatura volutamente messa in risalto. Cercare nei colori l'aiuto che fa la differenza. Funziona. Ogni giorno un colore diverso, sarà quello della tovaglia, del condimento principe del pranzo, di tutto ciò che si può scegliere e preparare. Impegnarsi a fare di ogni giorno della nostra vita un piccolo capolavoro. Non un'opera d'arte ma almeno un quadro armonioso pure su una tela stinta. Trama non perfetta? Almeno ben accomodata, perché si sa, ognuno ha da fare quello che può, come può. E andrà bene così, pure se all'improvviso per una macchia l'insieme sembrerà rimescolarsi. A volte l'ansia di arrivare a sera nel migliore dei modi, lascia una scia grigia sul fondo. Casualità? Altro solito segno del destino, sprone. Si deve continuare. Continuo a ripetere... La consapevolezza della propria forza interiore ci rende "padroni della nostra vita". Perché mi sono fatta una corazza non vuol dire che sono di ferro. E se a volte preferisco indossare una maschera, non è che ho la faccia di bronzo. Ho un Cuore anch'io. Con la sua memoria, questa si... di acciaio, e non dimentica. Diventano un mantra. La solita fragilità che si fa strada e poi si ribella perché vuole cambiar pelle, e non vuole essere più quella. Io voglio continuare a fare fiocchi colorati. E non solo per me. Piccoli e colorati, oltre che parole condivisione affettuosa che accarezza l'animo di Chi la coglie.

lunedì 13 marzo 2023

LA VITA E OLTRE (n.86) (Adattarsi... con coraggio)

Tutti Insieme siamo come piantine su una stessa mensola. L'uno vicino all'altro, colorati ma anche eterogenei. Il rosmarino e la rosa, la menta, la pianta grassa e il garofano. Quanta diversità, eppure non stonano nell'insieme, perché c'è l'adattamento e il cercare il meglio che è nell'altro. Può essere il colore quanto il profumo, il non essere invadente, farsi bastare lo spazio e dare spazio. Si tratta di capire e farsi capire, e da questo impegno verrà fuori il meglio di uno grazie all'Altro. Chissà. Di certo è una sorta di "parto distocico" per cui si fatica, ma alla fine si nasce, a volte in due sempre perché "su una stessa mensola", riscoprendo la vera propria natura. Mi cimento in questi discorsi, e qualcuno mi lascia perdere e in seguito mi evita perché di sicuro reputa la mia mente complicata, altri credono io sia una psicologa. Con tutto il rispetto per la categoria, non avrei mai potuto farne parte, fuggo dagli schemi mentali, sono una buona osservatrice ma pure una creativa, amo le Persone e in queste cerco e trovo il meglio. O forse mi adopero nella relazione perché venga fuori la parte migliore? E dal momento che abbiamo parlato di piante aromatiche e non, una curiosità, per così dire... omeopatica. "Quando la paura bussa alla porta tu vai ad aprire e non c’è nessuno”. Ma la paura, lo sappiamo, a volte paralizza volontà e forza. Il rosmarino, una delle piante citate, può aiutarci a trovare questa forza. Il rosmarino fa parte delle Piante solari, quelle piante che possono soccorrerci, riequilibrarci, portarci alla luce del Sole, alla consapevolezza del nostro centro interiore, al calore del nostro cuore. E la pianta associata alla gioia e al coraggio, la cui sede è nel Cuore. A me piace molto usarla in cucina. Nell'arrosto, nella minestra di ceci, sulla focaccia, è quella "spinta" che serve, proprio come il coraggio.

LA VITA E OLTRE (n.85) (C'è tempo...)

"Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni così, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente…" - Tiziano Terzani - Già... perciò e con tale consapevolezza non dobbiamo sempre ripetere... c'è tempo, avrò modo di fare questo o quello. Non è mai abbastanza il tempo per apprezzare ciò che la Vita offre, nel bene e nel male. E ogni età è buona per andare al recupero, anzi prima è, meglio sarà. Cogliere ogni opportunità, pure all'apparenza insignificante, perché... se non ora, quando? Chi non vive l'esperienza di volontario in oncologia, non può immaginare di quanto intensamente siano vissuti quei momenti insieme, si parla, si discute e persino si ride. Certo, devono esserci i presupposti, condizioni e stati d'animo, però generalmente il tempo passa in fretta, e non è raro sentirsi chiedere alla fine... ma domani ci siete? Ove il domani, ovvero il giorno dopo ha gran valore, pare quasi l'infinito. Le ore passano in un lampo, con il sorriso, pensando meno al percorso e molto più a qualche piccolo programma per la sera, o al massimo domani, ché poi dovrebbe essere così per Tutti, contare solo sul domani prossimo ed effettivo. Darsi appuntamento per il "Qui e Ora", da vivere insieme, qui o altrove. Ecco, per questo c'è tempo. Sempre.

domenica 12 marzo 2023

LA VITA E OLTRE (n.84) (Da un'idea il progetto)

Dodicesimo incontro GAMA un po' diverso dal solito ma ugualmente costruttivo sulla base della condivisione. Ricaricarsi col pieno delle proprie risorse, all'apparenza contate, ma con l'entusiasmo e la consapevolezza di andare avanti. Lo abbiamo fatto ancora stasera, da un'idea di Fabio De Troia il progetto di un libretto di esperienze durante e dopo la malattia, comunque sia, comunque vada. Con l'intento di sensibilizzare in generale e supportare Chi affronta il doloroso percorso. Esperienze raccolte dai volontari in sala d'attesa o durante la terapia, magari corredate, previo consenso, di foto anche solo di una parte del corpo, le mani ad esempio. Non si ha idea di quanto siano capaci di comunicare le mani. Proposta l'idea, è seguito il confronto, quindi suggerimenti da parte dei presenti all'incontro. Più rivoli confluenti ad arricchire l'idea iniziale. Che la realizzazione del progetto sia coinvolgente, molto creativa, tale da protrarsi nel tempo. Un ulteriore impegno per i volontari che dovranno chiamare a raccolta ogni loro risorsa, studiare strategie accattivanti per stimolare senza banalizzare, Chi avranno di fronte. Un progetto di creatività che potrà ampliarsi con la partecipazione attiva continua dei pazienti, come fu già con l'Albero della Vita, ideato e realizzato da una paziente anni fa e posto in sala d'attesa perché si arricchisse di pensieri di speranza. Merita un accenno anche l'idea delle foto che eventualmente illustrerebbero le testimonianze raccolte. Una paziente un giorno acconsentì che fotografassi le Sue unghie pitturate vivacemente per contrastare un effetto collaterale della terapia. Strategie? Molto di più. La testimonianza che si può trarre dalla paura, dal dolore, l'intensità di emozioni legate al momento e non solo, anche la forza dell'amore per se stessi. Perché quando ci capita, Noi non siamo esclusivamente la malattia, ma pure altro e ben oltre.

sabato 11 marzo 2023

LA VITA E OLTRE (n.83) (Lasciar andare)

Forse occorre tempo, dell'altro perché non è stato sufficiente quello trascorso per stare meglio, sentir risolto un discorso sospeso. È passato un anno da un evento, una perdita che grava ancora sulle spalle, sul Cuore. Si tratta di elaborare. Sono riuscita per tante cose, questa mi è difficile, non si può immaginare quanto. Nella vita è un continuo elaborare. Si elabora appunto una perdita, un abbandono, un'esperienza estrema. Si elaborano pure i ricordi perché diventino linfa vitale per continuare. I ricordi stanno a sentinella dei sentimenti. Perché col tempo non perdano d'intensità e ne conservino i colori. Per i ricordi si soffre pure, ma da alcuni ricordi si devono ricavare anche opportunità per continuare e colmare inconsapevoli ed inevitabili lacune. Non sono tempi uguali per tutti, e soprattutto le modalità non possono definirsi sempre classiche. Elaborare e rielaborare ancora per metabolizzare, cosa già non molto facile. Perché il termine lo spiega, è fare proprio l'evento, farlo entrare in circolo col sangue ciò che è stato e poi... non rendersene conto più. "Ci sono sofferenze nella vita che scavano nella persona come buchi di un flauto e la voce dello spirito ne esce melodiosa" - V. Brancati - La voce del mio spirito, nonostante io tenti accordi su accordi riesce ancora stonata. Perché vorrei dimenticare a tratti, quando invece elaborare, lo capisco pure se non riesco, è lasciar andare.

venerdì 10 marzo 2023

LA VITA E OLTRE (n.82) (A toppe e a colori)

Accomodante, lo sono sempre stata... per "amor di pace" ho preferito a volte fare passi indietro e uno in avanti verso Chi mi aveva fatto perdere la pazienza. Alla fine però mi sentivo sempre fortemente vittima, debole e in fondo incapace di reagire. Con la malattia ho ridimensionato quell'atteggiamento, non l'ho totalmente eliminato, ma realizzando una "forza" nuova, una sorta di marcia in più, ho imparato a... rattoppare, si... proprio così, a mettere "pezze" qua e là, in modalità silenziosa e accorta pur di salvare ciò che temevo perdere. Ah... quanto ho rattoppato, con la speranza che a lungo andare la trama non si logorasse, mostrando un "buco" irreparabile. Pensando e ripensando ho quindi trovato una definizione nuova, tutta particolare per la Donna. "A toppe e a colori". Perché spesso e volentieri è proprio brava a confezionarsi un vestito tutto toppe, anche colorate, più bello e vivace del costume di Arlecchino. Non è di lusso, non è da sera, ma fa la sua figura per tutte le occasioni. A volte le pare anche di cogliere qualche sguardo di ammirazione. È vero, gli Altri guardano e giudicano solo quello che si lascia vedere. Quel vestito a toppe e a colori fa pure da maschera, da travestimento quando soffre. D'altra parte non può andarsene in giro nuda, col Suo dolore in vista, così si adatta concludendo che le sta proprio bene. Tutto mitigato sotto quelle pezze variopinte, con i sorrisi e l'ironia nasconde ciò che la disturba quando affiora, ma ogni tanto, è inutile nasconderlo, compare pure qualche lacrima... celata agli altri là dove serve e al momento giusto. Poi cercando e ricercando ho trovato anche dei bellissimi versi. Poliedrica e colorata, un po' lunatica ma tanto appassionata... la Donna. Una presenza necessaria. Ti chiameranno “pazza” perché lo sei, perché sei nata con il dono di vedere le cose in un altro modo. E questo li spaventa. Ti chiameranno ′′intensa′′ perché lo sei, perché sei nata con il valore ben indossato per permetterti di sentire tutto pienamente. E questo li intimidisce. Ti chiameranno ′′egoista′′ perché è così, perché hai scoperto di essere la cosa più importante della tua vita. E questo non gli conviene. Ti chiameranno in molti modi, con molti giudizi, per molto tempo, ma resta ferma in te e in quello che vuoi, e ti prometto che un giorno ti chiameranno per dirti: ′′Grazie di esistere”. Alejandro Jodorowsky

giovedì 9 marzo 2023

LA VITA E OLTRE (n.81) (A Noi... insieme)

Grazie. Grazie perché ci accogliete. Queste le mie parole oggi che ho donato la mimosa speciale alle infermiere e ad alcune pazienti. - È il minimo... È stata la risposta comune. - È il minimo, perché siamo insieme per lo stesso obiettivo. Far star bene. Stare bene. Certo, quando si è ben motivati è più semplice tutto, pure rinunciare ad una parte di sé per il bene comune. Non si può vivere astratti dall'ambiente circostante, non si può praticare alcuna attività senza sentirsi tutt'uno con Chi si entra in relazione. È una realtà inconfutabile, anche se non sempre è in automatico e l'armonia è una conquista. Occorre prestare ascolto, prendere in considerazione, non arroccarsi sulle proprie idee, stimandole uniche e assolute. Ci vuole umiltà insomma, e incontrarsi a metà strada è la soluzione migliore. Sentirsi tutt'uno per essere insieme. La "mimosa speciale" è stata una nota di colore, simbolo d'unione tra la donna che si prende cura e la donna da curare, in una reciprocità che annulla la differenza e mette in primo piano l'amore.