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giovedì 6 aprile 2017

SULLE OSSA INARIDITE


Oggi... giornata speciale, straordinaria. Celebrazione del rito eucaristico in ospedale da parte del Nostro Arcivescovo che non disdegna mai di venire a farci visita, anzi lo fa assai volentieri valorizzando ulteriormente ogni occasione.
Siamo in procinto della Santa Pasqua, e quale occasione migliore della consuetudine del precetto pasquale per festeggiare proprio oggi anche il Suo onomastico nel luogo che ama tanto?
E' arrivato puntuale come sempre, dopo aver visitato gli ambienti della dialisi. E' un Suo atteggiamento abituale, immergersi nella piena sofferenza, una sorta di preparazione prima dell'intima unione con il Signore.
Siamo uomini fortunati, Noi religiosi perché abbiamo avuto il dono del sacerdozio, la possibilità di servire i fratelli più bisognosi di cure...
Si è espresso così, Sua Eccellenza in uno dei numerosi passaggi che hanno costituito l'omelia, poi è tornato più volte sul tema della sofferenza, a partire dall'esordio...
Vengo volentieri in ospedale, e soprattutto in questo periodo che immediatamente precede la Resurrezione, tempo di rinascita. Qui si respira il senso vitale dell'esistenza, si tocca la "carne accesa" di Cristo. Gesù riaccende la carne su delle ossa inaridite...
Che espressione forte, sanguigna quasi, che implicitamente... e forse nemmeno tanto... intendeva contrastare le tristi notizie di stamattina che informavano di un altro raid aereo in Siria con bombardamento di gas sui civili, soprattutto bambini.
L'Umanità è morta... scriveva la stampa. Ci stiamo autodistruggendo, ha detto il Vescovo... crudelmente, insensatamente per sete di potere, denaro. Per colpa dei governi che hanno perso il senso del loro ruolo. E anche la Chiesa, se non si deciderà a scendere in campo con delle autentiche prese di posizione, finirà col morire per implosione. Mentre i ministri di Dio saranno semplici "professionisti del sacro".
Si è poi soffermato ad analizzare una frase del Vangelo, quanto mai inerente a ciò che è stato già espresso.
La Verità vi farà liberi.
Espressione che mette in rilievo l'ambiguità dell'uomo. Che cerca, aspira alla Verità ed intanto opera nella menzogna.
La Verità vi farà liberi, afferma il Maestro. Non le ricchezze, non l'osservanza dei dogmi, non il potere e nemmeno il piacere vi renderà liberi, ma la Verità. In una sola frase è contenuto il cuore, la direzione e il senso dell'esistenza umana. La nostra vita trova equilibrio, serenità e significato unicamente quando ci spendiamo completamente in una seria e totale ricerca di verità. Non possiamo agire, parlare, amare senza aver prima compreso l'essenza, il cuore della nostra stessa vita.
Spendiamo le Nostre vite alla rincorsa di infiniti traguardi, mete sempre nuove, progetti sempre più alti, ambiziosi, lontani e attraenti, lasciandoci fuggire la domanda fondamentale... che significato ha ciò che stiamo facendo?
Noi uomini, mai come in questo tempo, sentiamo, pensiamo e agiamo in modo superficiale. Partiamo alla cieca rincorsa del primo desiderio che ci coglie, senza chiederci perché, dove ci porterà e che conseguenze avrà. Ci siamo tremendamente ingannati ritenendo d'essere liberi per il fatto di poter scegliere o sognare di avere cose, oggetti, proprietà. Riteniamo che avere infiniti desideri e orizzonti perseguibili sia libertà, ma non v'è nulla di più falso.
Troppo spesso invece ci riduciamo al ruolo di marionette nelle mani di poteri forti. E non ce ne rendiamo conto, o magari... si, ma ci manca il coraggio di reagire, forse la cultura per farlo. Non ci facciamo più neppure domande.
Anche un uomo di Fede, invece dovrebbe e non solo, sarebbe pure bene che le condividesse.
Stimolo per le coscienze di una "comunità dormiente".

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