agosto

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lunedì 3 marzo 2014

UNA COPPIA

L'anno scorso conobbi Lui per primo ad uno degli incontri del gruppo cui appartengo. Venne da solo, senza Sua moglie che in realtà doveva essere la persona interessata.
E' una cosa che capita di frequente...
l' "accompagnatore" precede o sostituisce, quasi a compensare parzialmente il "rifiuto" di una realtà che pesa al pari di un macigno.
Era venuto per portare testimonianza di qualcosa che aveva letto prima per caso nel trafiletto di una rivista, e poi approfondito con lo studio di un testo sull'importanza di bere acqua alcalina per contrastare i tumori ed anche prevenirli.
Ciò che immediatamente mi aveva colpito di Lui era stato lo sguardo, l'espressione... l'intero volto di una serenità che prendeva totalmente. E poi... la pacatezza del Suo dire, soprattutto quando prese a parlare di Sua moglie, impaurita... titubante in ogni azione e nello stesso tempo "ribelle" ai tentativi per indurla a reagire positivamente. Con tenerezza la descriveva quasi fosse una bimba terrorizzata dal "buio", ma con la speranza di riuscire prima o poi a rassicurarla.
In seguito conobbi anche Lei ed ebbi modo di verificare le mie deduzioni, perfettamente sovrapponibili alla realtà con l'aggiunta forse l'aggravante di un'evidente diffidenza nei confronti di chiunque Le si avvicinasse.
Occhi azzurri, melanconici e sfuggenti... sedeva sulla punta della sedia, pronta allo scatto per... fuggire.
 Così, ogni volta.
Piano piano però riuscii ad aprire uno squarcio in quella fitta cortina che ci separava, e alla fine fu breccia nell' animo, merito della mia memoria, grazie alla quale non dimenticai  il Suo nome di battesimo assai particolare. Così tutte le volte che la incontravo, prima di "tutto il resto" la chiamavo per nome, Lei ne gioiva e a lungo andare venne a crearsi una sorta di legame tra il "familiare" e il "complice", fatto di molte parole che però acquistavano valore solo in virtù di quel nome "mandato" a memoria.
Qualche giorno fa ho rivisto entrambi...
"Guarda!?... stavolta mi stanno cadendo pure i capelli. Dovrò pensare seriamente alla parrucca... ma dove andare?... mi viene l'angoscia solo a pensarci. E con quello che costano, poi... le parrucche..."
E' stato tutt'uno... Ti porto la mia, Le ho detto... Ti vedrai nuova, diversa... più bella.
E col solito atteggiamento "piccato"... "Me la devo provare... E se non mi piace?..."
Lui intanto, la guardava come per dire... siamo alle solite.
Se non Ti piacerà, me la restituirai... stai tranquilla, non mi offendo.
E Lui... a mitigare il tutto... "Ha visto signora, quanto è tremenda? Me ne fa di cose... povero IO"
C'ho pensato dopo a quello che forse solo in apparenza era un errore.
Per quante ne facesse in nome di quell'amore, niente per Lei andava bene... e questo inconsciamente lo mortificava oltre il pensabile... fino ad arrivare nell'intimo Suo.
Ma dopo tutto non importava, sembrava dire con gli occhi... siamo "solo" alle solite.


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