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martedì 18 marzo 2014

E PIANO, PIANO...

E piano, piano vengo fuori allo scoperto...
...chissà che cosa ne uscirà, mi chiedo, passando dal "timore di..." all' "euforia per...", entrambi a stento contenuti nell'incessante tentativo di "concentrazione su...".
Non è una sorta di indovinello, ma l'elaborazione dell'atteggiamento più normale possibile, disinvolto e al tempo stesso responsabile per qualcosa che dovrò vivere a breve... la presentazione del libro narrante l'esperienza del gruppo di auto mutuo aiuto oncologico di cui faccio parte. "Un pezzo di strada insieme" è il titolo, e suona subito come incoraggiamento, un invito a non isolarsi, non rifiutare l'aiuto offerto, anzi a cercarlo perché INSIEME SI PUO'... INSIEME E' MEGLIO.
Ci saranno i saluti delle Autorità... si spera... tutte quelle in cui confidiamo per un riconoscimento, l'intervento centrale più importante del Nostro facilitatore che ha ideato, creato e fortemente voluto il gruppo e in esso continua a... credere senza mai risparmiarsi, e infine le "esperienze" di alcuni di Noi, in varie fasi della malattia.
Orbene, è stato chiesto anche a me di intervenire nella veste di... "guaritrice ferita".
Non sono più la "timidona" di un tempo, ma parlare ad un pubblico fa venire un po' di ansia... non vorrei impappinarmi, non vorrei presentare male ciò che sento mi appartiene quanto la mia vita stessa... se non di più...


" Buonasera, innanzitutto grazie per essere qui e l'attenzione prestata ad un argomento che resta, sia pur trattato con le giuste competenze, piuttosto difficile.
Il mio è un intervento in veste doppia... da "paziente oncologica" al quarto anno di sopravvivenza, e da "guaritrice ferita" in quanto opero da volontaria nello stesso reparto di Oncologia Medica che periodicamente mi segue per i controlli di routine.
Non a caso ho anteposto la condizione di paziente, perché mi sento in primo luogo questo... una paziente che vive con consapevolezza, cauto ottimismo ma pure grande speranza, e poi perché è alla malattia che devo quello che sono diventata... in tutti i sensi.
La mia "storia" comincia esattamente quattro anni fa... con una diagnosi di carcinoma mammario infiltrante.
Chiunque ci sia passato, sa bene che cosa comporta nell'immediato, l'impatto con questa malattia... sgomento, panico, angoscia. Per più giorni si vive una non - vita, convinti quasi di essere già fuori posto.
 Io mi sentivo così. Passato quindi il primo momento e avendo realizzato che comunque ero ancora in vita, venne spontaneo chiedermi quanta voglia di vivere avessi e perché. La voglia di vivere era tanta e il perché fu suggerito da un desiderio che da un po' di tempo mi prendeva Cuore e pensieri... diventare nonna.
Cominciò così a venir fuori quella "grinta" inaspettata e necessaria per affrontare ciò che sarebbe venuto in seguito... il doloroso "iter" delle terlapie, interventi... la mortificazione della femminilità nel corpo e anima.
Per vivere al meglio quello che comunque può essere definito un "evento" della vita, e soprattutto combattere mi scelsi delle strategie... sorriso, parrucca e tanto "condividere". Cominciai a parlarne da subito, sempre e con Tutti... alla fine per coloro che mi ascoltavano, diventò "normalità"... sia per i cosiddetti sani sia per i "miei compagni di percorso" che in questo modo si ritrovarono a vivere meglio, per quanto possibile, la loro condizione.
Terminato il periodo terapeutico, fui congedata con la raccomandazione di essere serena ma non illudermi troppo, cosa appunto che non ho fatto ma pure mai vissuto con angoscia. L'aver scelto di vedere la malattia come "opportunità" mi aveva fatto scoprire nuove risorse che erano più che sopravvivenza... era Vita con la "v" maiuscola.
La serenità che ne è derivata è stato la spinta giusta, l'input per essere quella che sono ora... guaritrice ferita.
E il resto è ancora tutto da raccontare"

Ieri erano queste le parole, nate dal Cuore... messe giù a mo' di promemoria, perché il Cuore stesso non mi tradisse.
Poi... stasera con l'espressività della forza sono cambiate, diventando un... canovaccio dove da sole, come un ricamo... si son tracciate le emozioni mie, vecchie e nuove.

2 commenti:

  1. .... e presto scriverai anche un libro.... Sei forte Mary, complimenti "guaritrice dell'anima".
    Un affettuoso abbraccio .

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    Risposte
    1. ... lo spero davvero, spero di poterlo fare.
      Grazie, Ale... prendo tutto come un augurio.
      Un bacio.

      Mary

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