dicembre

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mercoledì 30 marzo 2011

La volta precedente il dottor C. mi aveva già fatto un "riempimento" a sorpresa, credevo di aver terminato a metà settembre e invece al controllo di due mesi fa c'aveva aggiunto altri 60 cc: ero uscita dallo studio con la sensazione di avere un panino che sporgeva sotto il maglione. Ormai la quantità di soluzione fisiologica iniettata aveva superato la capacità dell'espansore stesso, 400 cc, questo per far sì che i tessuti si tendessero il più possibile. Il mio espansore... che tenerezza il giorno che vide la luce fuori dalla sua confezione e cominciò piano piano a vivere, a gonfiarsi, sgonfiarsi, indurirsi e persino palpitare sotto l'influsso dei mutamenti atmosferici, perchè, bisogna dirlo, è dotato di una grande sensibilità. Ero ancora nel dormiveglia dopo l'intervento che arrivò l'assistente del chirurgo per presentarmelo attraverso un"manuale d'istruzione" ed una specie di "carta d'identità" recante il mio nome con cui venivamo, almeno per il momento, legati indissolubilmente. E infatti lo sentivo sotto la pelle, la spingeva con forza, eppure, giusto per iniziare, c'erano solo 50 cc, ma era sempre un corpo estraneo che a volte dava anche prurito, specie in corrispondenza del capezzolo che non c'era più, e per questo scherzosamente io dicevo di soffrire della sindrome del capezzolo fantasma. Già qualche ora dopo la nostra "unione" vinsi una naturale ritrosia e mi passai la mano sul petto, a destra, e quasi sfiorandolo notai solo un leggero rigonfiamento, liscio sotto le dita a causa del cerotto di carta che lo ricopriva. Cercai di immaginarlo, poi ci rinunciai... appena accennato, senza il capezzolo... allo stato attuale ce ne voleva di fantasia per considerarlo un seno! Certo, lo sarebbe diventato col tempo... ma quando? Era allora che avevo bisogno di sentirmi integra, come se nulla fosse successo e niente fosse mutato. "Signora, questo è il manuale del suo espansore della capacità di 400." Cercando di tenere gli occhi spalancati per mostrare il massimo dell'attenzione, la interruppi quasi, "400? 400 litri?" "Beh, direi proprio di no! Neanche una mucca potrebbe avere una mammella capace di tanto." Mi resi conto dell'assurdità detta e sorrisi. " Mi scusi, sono sveglia ma ho ancora tanta confusione in testa... certo neanche una mucca."

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