agosto

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mercoledì 23 marzo 2011

Fu Grazia a rispondere e il condividere con lei il desiderio di un pensiero in un momento difficile mi fece subito stare meglio, fuori da quel senso di solitudine in cui spesso caccia la malattia.
La mia compagna di stanza era dalla sorella Daniela, ricoverata anche lei in quegli stessi giorni, (evidentemente le combinazioni familiari non sono poi tanto rare e mio padre ed io qualche mese prima non eravamo stati dopo tutto così originali) e pensai di andare in bagno e lavarmi con calma, mancavano quasi due ore... "Ma qui non c'è nessuno?" "Sì, io in bagno." Feci udire la mia voce e in fretta venni fuori per sentire chi delle due cercavano. Un omone alto e grosso mi si presentò davanti. "Sono venuto a prendere la paziente per l'intervento alla mammella." E mentre diceva così poneva la cartella clinica sotto il cuscino nel mio letto. "Ma forse c'è un errore; la paziente sono io ma mi è stato detto che l'intervento è per le dieci di questa mattina." "Io non so niente. Mi hanno detto di venire qui ora e sono venuto. Preparatevi, indossate questo camice e sdraiatevi nel letto." E adesso? Che cosa avrei fatto adesso? A casa non sapevano niente, ero sola, persino Luigia non era in camera. "Un momento... posso avvisare almeno la mia compagna di stanza?!... Vado a cercarla." Uscii nel corridoio, ma ero confusa e mi muovevo come se fossi in un posto completamente sconosciuto, un labirinto. Vidi venirmi incontro finalmente Luigia. "Devo andare in sala operatoria, ora. Tieni i miei due cellulari; se chiamano i miei familiari, spiega loro tutto." Le consegnai il mio cestino portatelefono e mi riavviai in camera. Dopo aver indossato il camice sterile, con la cuffietta verde che copriva pietosamente la mia spelacchiata testa, mi sdraiai nel letto un po' tremante mentre Luigia m'incoraggiava e mi dava una mano perchè ero agitata e non riuscivo a compiere i gesti più semplici. "Signora Maria, tranquilla... ricordate... invocate la Madonnina. Vi proteggerà... tranquilla." E queste poche e semplici parole mi accompagnarono fuori dalla stanza, lungo il corridoio, verso l'ingresso nella sala operatoria.

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