venerdì 4 agosto 2017

UN TUFFO NEL PASSATO



In un castello dal fascino antico, e quattro passi quattro per i vicoli di un borgo storico che ha ormai poco dell'autenticità di un tempo.
In questo mercoledì infuocato siamo stati a Barletta, città della disfida e del Castello, in realtà "Fortezza Bastionata" risalente al 1500.
Da quando è iniziata l'estate non siamo molto puntuali coi Nostri Mercoledì, per una serie di coincidenze e contrattempi ma anche per le temperature sempre più elevate che portano ad essere cauti. Oggi abbiamo voluto osare, ignari e coraggiosi più del dovuto ci siamo mossi presto per non incorrere nella calura più estenuante, tentativo vano visto che alle nove del mattino si registravano già 37°. Comunque eravamo ancora "freschi di giornata" quando a gran passo ci siamo diretti al Castello, che immediatamente è apparso maestoso ed imponente nella sua regolarità, ben tenuto già a prima vista. Con un biglietto cumulativo... ci è stato spiegato... avremmo potuto visitare anche il Museo Civico all'interno, oltre le stanze, i sotterranei, e le terrazze da cui ammirare il panorama dell'intera città, il mare e uno scorcio della Cattedrale con il campanile.
Così, su e giù per scalinate non proprio facili, tra sale raffreddate artificialmente e ampi spazi esterni surriscaldati da un'estate impazzita, passando per i sotterranei di nuovo naturalmente gelidi, siamo arrivati alla fine della visita e quasi della Nostra resistenza. In realtà nulla di grave, se non che a causa dello sbalzo termico, pareva fossimo usciti di corsa dall'interno di una doccia o messi in fuga senza successo da un gavettone da caserma.
Però, dai... tutto sommato ne è valsa la pena. Finalmente qualcosa della Nostra bella Italia che stupisce in positivo, rivelando amore e cura per l'arte e i tesori del passato. Non solo tele alle pareti antiche, ma anche monili e piccoli oggetti di uso quotidiano gelosamente custoditi in bacheche di vetro, e mobili e suppellettili di vario genere. E tutto senza un filo di polvere, pareva di essere sul set di un film storico.
Ah, dimenticavo... inoltrati poi nei vicoli, all'improvviso ci siamo ritrovati davanti alla "Cantina della sfida", d'obbligo una sbirciatina all'interno. Camino e panca d'epoca, statua del Fieramosca, costumi ed armatura, tutto in perfetto stile fatta eccezione per il ventilatore quasi posto all'ingresso per dar sollievo al custode e pure a Chi entrava. Del resto non si apprezza appieno il Bello se non c'è condizione ideale. Corpo, animo e mente sono una cosa sola, e tutte sono da "curare".

giovedì 3 agosto 2017

LA STAGIONE DELLE VACANZE


Si può far finta di niente, però... quando tra capo e collo arriva Agosto, anche Chi non ci tiene o fa finta di non tenerci, Chi può o Chi non può, Chi va e torna, si ritrova a parlare di vacanza. Proprio come sto facendo io stasera, che resto in città per scelta e non mi pesa. E allora perché immergermi nell'argomento, forse per compensare il mancato piacere di farlo in mare? No, succede che stamattina, girando il settimo foglio del calendario, di colpo mi sono resa conto che siamo ben oltre il giro di boa dell'anno. E' già Agosto... mi sono detta, e poi tra Mente e Cuore è stato un susseguirsi di emozioni, ricordi e considerazioni.
Forse se non fosse stata allora l'estate anche per me, stagione di cura, non c'avrei fatto caso. Se non avessi vissuto il disagio e la noia di essere sempre l'ultima a finire nel reparto silenzioso, dove tra veglia e sonnolenza per gli antistaminici comunque non dormivo per il frinire delle cicale, probabile non sarei mai arrivata alla conclusione che Agosto è il mese peggiore per affrontare un percorso terapeutico.
E' che stride troppo il freddo che hai dentro con la calura esterna, le lacrime che arrivano all'improvviso e le risate, per carità ovvie e libere, che reputi senza ritegno, eccessive e inopportune. Alla fine cerchi supporto e ti senti pure sopportato.
Mia moglie, si... mi capisce abbastanza, ma come fare con la suocera che a 92 anni pensa che sono impazzito? Vorrei dirle... non puoi farti gli affari tuoi?... ma poi resto zitto, e mi sento peggio. E poi c'è la fame smodata... lo so... per il cortisone, e il vomito... lo so... perché mangio con voracità, e il formicolio e l'insensibilità... lo so... come effetti collaterali, e poi... poi... ma tu 'ste cose le conosci già, che te le dico a fare?
Come promemoria... penso tra me... manco ce ne fosse bisogno, però serve sempre per non dimenticare o archiviare anche in parte ciò che ha fatto male, tanto male...
Che dire poi anche di Chi si trova a vivere il peggio in questo mese di Agosto, e la mente corre veloce al passato, vivendo come di un film i fotogrammi di un'estate felice?
Mannaggia, la malattia dovrebbe andare in ferie, per qualche settimana, almeno un po' e invece...
Non c'è una stagione per ridere né una per piangere. Una vita è lunga e tante sono le stagioni. E mai nessuna uguale.

mercoledì 2 agosto 2017

DELICATE PAROLE DEDICATE


Se non fossi me e potessi guardarmi dall'esterno non so se mi vedrei così come mi vedono Altri, a tal punto da dedicare parole delicate.
Severa con me stessa e ipercritica per certi atteggiamenti che assumo senza volere o costretta per "legittima difesa", mi stimo comunque di più rispetto ad un tempo, mi basta questo e non tesserei per me le lodi.
Faccio quello che mi fa stare bene. In pace col mondo intero e con me stessa.
Ed è meraviglioso, perché in questo trovo motivazione e ristoro.
Così oggi mi sono commossa tanto ma proprio tanto, accorgendomi che non passo inosservata, c'è Chi mi apprezza e non è tenuto a farlo, e non è neppure della mia famiglia, chè questa poi vedrebbe in me solo ciò che da sempre sa e non si meraviglia né può andare oltre.
Mi sono state dedicate parole delicate, ed ho provato la stessa emozione di sette anni fa, quando con mano incerta e batticuore cominciai a battere sui tasti con un dito solo. "Sto per scrivere di qualcosa che all'improvviso ha cambiato il corso dei miei giorni...", il primo semplice pensiero cui seguirono altri per raccontare una storia, nemmeno tanto originale che allora per me sembrava la fine del mondo in tutti i sensi. Eppure credevo che nessuno avrebbe letto, non era possibile che qualcuno si accorgesse di me, ma ero ugualmente contenta perché finalmente potevo guardarmi dall'esterno come "Altra da me", leggere pensieri tradotti in parole non più in corsivo su un foglio a righe che poi al solito avrei riposto in un cassetto per dimenticarmene. Grande quindi fu la meraviglia al primo commento, e poi ancor di più al secondo ed oltre, tutti positivi e di ammirazione per una "donna che combatteva contro un tumore" e lo faceva col sorriso e tanto coraggio. Coraggio?!... mi dicevo... ma io ho paura da morire! E quel "morire" mi stringeva il cuore, perché non volevo e del resto non potevo morire, mi ero appena accorta di essere viva, e avevo cento, mille cose da fare ancora...
E il tempo è trascorso, e senza sgomitare... perché non l'ho mai fatto... sono arrivata a tanto. ad essere viva non per me sola e continuare a non farci caso, perché è tutto semplice e naturale. Mentre qualcuno generosamente mi ha pensato, e oggi mi ha donato delicate parole dedicate.

lunedì 31 luglio 2017

LA RINASCITA DI UN'ANIMA


Non mi stancherò mai di ripeterlo, ciò che ricevo ogni giorno per quella scelta che non fu totalmente mia, è dono, ricchezza, gioia. Soprattutto gioia quando vedo qualcuno riprendere anche un minimo di fiducia tramite il mio contagio positivo. Beh, devo ammettere che se mi ci metto so essere davvero "virale", ma va bene così, il fine giustifica i mezzi, qualcuno diceva non certo per nobili scopi, posso invece ben dirlo io vista la "causa".
Bene, dicevo... quando qualcuno riprende fiducia, io mi sento felice e così "oso" un po' di più e cerco di coinvolgere attivamente. Tenere la mente occupata è altamente terapeutico... vedete me! E poi... fare qualcosa di creativo gratifica molto, porta l'autostima alle stelle, convince che tutto si può, si comincia, ad esempio con una pennellata di colore su una tela, un punto basso ed uno alto all'uncinetto, una frase venuta su all'improvviso scritta su un foglio immacolato, ed è fatta! Si comincia ad andare più spediti.
Da qualche mese ho conosciuto in reparto una dolcissima persona, all'inizio provavo pena per Lei tanto era spaventata e sfiduciata, poi piano piano si è ripresa, ogni tanto gli occhi ancora le si riempiono di lacrime però non affonda più la testa nel cuscino, siede a letto sempre più dritta e sorride qualche volta in più. Ora mi fa tenerezza per tanti motivi, uno è la scelta dei bigliettini esclusivamente legati dal nastrino celeste. Celeste perché è il colore che la riporta al Suo unico figlio.
Dici che ce la farò?... mi chiede ogni tanto... perché non dovresti farcela, certo che ce la farai... le rispondo. Ed intanto per agevolare alla Speranza il suo percorso, ho proposto a Lei, creatura sensibile e momentaneamente fragile, di fare qualcosa insieme. Poiché sa esternare bene con le parole ciò che prova, perché non tentare di scrivere, o anche solo condividere un testo di altri, particolarmente sentito come affine a sé?
La cosa l'ha entusiasmata, ed oggi tramite WhatsApp mi ha inviato questo...
Una stupenda preghiera poesia in dialetto romanesco.

IO E DIO
Ve vojo riccontà ‘na storia strana.
Che m’è successa propio l’artra settimana...
Camminavo pe’ r vialone davanti alla chiesa der paese. Quanno ‘na strana voja d’entrà me prese.
Sia chiaro: non so mai stato un cristiano praticante; se c’era un matrimonio, se vedevamo al ristorante...
Ma me so sentito come se quarcuno, me dicesse: “dai entra, nu’ c’è nessuno!”
Un misto de voja e paura m’aveva preso ma ‘na vorta dentro, restai sorpreso.
La chiesa era vota, nun c’era nessuno.
La voce che ho sentito era la mia, no de quarcuno.
C’erano quattro panche e un vecchio crocifisso de nostro Signore.
“Guarda te, se a chiamamme è stato er Creatore”...
Me gonfiai er petto e da sbruffone gridai: “ So passato pè 'nsaluto”...
quanno na voce me rispose: ”mo sei entrato, nu' fa lo scemo mettete seduto!”
Pensai:" mo me giro e vado via", quanno quarcuno me rispose: “Nu' te na‘ nnà, resta … famme compagnia”.
“Famo n’altra vorta ... , poi mi moje chi la sente: è tardi, sarà già tutto apparecchiato!”. “Avvicinate nu fa lo scemo, ‘o so che nu' sei sposato.
Me sentivo troppo strano, io che nun avevo mai pregato.
Me sentivo pregà dar Signore der creato:“Signore dateme na prova, devo da crede che sete veramente Iddio che tutto vede”
“Voi na prova ? Questo nun te basta? Te sei mi fijo e io sto qua inchiodato pe' er bene che te vojo!”
“Me viè da piagne, me sento de scusamme. Signore ve prego perdonate le mie mancanze; a sapello che c’eravate pe' davero … Venivo più spesso, ve accennevo quarche cero”.
“Ahahahahhaha ma te pensi che io sto solo qua dentro? Io so' sempre stato co' te, nella gioia e ner tormento. Te ricordi quanno eri piccolino, Io pe te ero Gesù bambino! Prima de coricatte la sera me dedicavi sempre 'na preghiera, era semplice, quella che po fa' er core de un bambino; me facevi piagne e co' le mie lacrime te bagnavo er cuscino!! Poi anni de silenzio… te s’è indurito er core proprio verso de me, che t’ho fatto co tanto amore. Te gridavo: " fijo mio sto qua, arza l’occhi, guarda er tuo papà! " Ma te gnente… guardavi pe tera e te ostinavi a famme la guera. Poi, quanno tu padre stava male e tu già pensavi ar funerale, sur letto de morte… nelle ultim' ore T’è scappata na preghiera…: “Te affido ar core der Creatore”. Ecco perché t’ho chiamato, pe' ditte quanto me sei mancato."
Ho cominciato a piagne dalla gioia e dar dolore… Ho scoperto de esse amato dar Signore…
Questa è na storiella che nun ’ cia' niente da insegna';
solo che 'ncielo c’è un Dio che piagne se lo chiami "papa’"!
Che dire...?! Mi sono commossa. Un testo fra la favola e la preghiera, nessuna retorica, semplicità estrema. Lei ha pensato di inviarmela così, senza alcun commento tanto per cominciare. Io l'ho accolto come un altro regalo da parte Sua, perché me ne fa tanti davvero anche se non se ne rende conto. Comunque finalmente, siamo giunti al dunque, e credo che da oggi, nuova consapevolezza sarà. Per entrambe.

domenica 30 luglio 2017

INSOFFERENTE DENTRO


Sono cambiato... oppure... non sono più la stessa persona, queste le affermazioni più frequenti di Chi vive la "parentesi" del tumore. E ancora... prima ero sempre stanca, ora non starei un attimo ferma nonostante il pensiero della malattia, la chemio.
Poi c'è Chi dice che scorda tutto e sta perdendo la memoria, Altri sono sempre nervosi, io invece dopo attenta autoanalisi, affermo con certezza... sono insofferente dentro. Mentre prima non lo ero mai stata, e mi facevo mille problemi accusando colpi su colpi, e scusavo gli Altri piangendomi addosso, col risultato di sentirmi alla fine abbattuta, sconfitta per l'ennesima volta, delusa da me stessa. Sarà stato per questo che sorridevo poco, pochissimo, quasi niente fornendo l'impressione a chissà quanta gente di essere scostante. Eppure ero la persona più accomodante del mondo, lo sono ancora ma non sempre e comuque, perché "insofferente dentro" di fronte ad ogni bugia, attitudine comportamentale o reazione esagerata. Però mai violenta verbalmente, bensì con garbo ed ironia a dar sfogo a quell'insofferenza che mi prende e accompagna per tutto il tempo.
Che strana sensazione, a volte pare sia in contraddizione con la mia nuova vera natura, eppure è così, non posso negarlo.
E se mi si dice che non sono sempre comprensibile, predico bene e razzolo al contrario, o ancora che dovrei essere in un modo solo per far contenti gli pseudo difensori della sincerità costi quel che costi, io controbbatto da autentica insofferente dentro che non sempre si può, esclusivamente per amor di pace e poter poi raggiungere gli obiettivi con lealtà e non dalla parte del torto.
Chissà se devo questa insofferenza dentro al mio passato recente o invece è la naturale evoluzione della persona col passare del tempo. Già, perché per quanto voli, sembra lasciare segni profondi. Orme pesanti da camminata stanca, imposta, non scelta. Subita.

PRIMA DELLE FERIE D'AGOSTO


Anche Luglio sta scivolando via. Una dopo l'altra sono trascorse le date dei "miei anniversari", ancora qualche altro giorno e sarà Agosto, per eccellenza il mese delle ferie.
E tu, qualche giorno non te lo prendi?... mi si continua a chiedere un giorno si e l'altro pure, ed io rispondo vagamente e poi archivio, nel senso che dimentico il periodo, le ferie e quelli che in vacanza ci vanno. Francamente io non ne sento l'esigenza, mi bastano le "rapide fughe del mercoledì" per ricaricarmi e continuare.
Ma... almeno qualche giorno!?... e con questa domanda in me quasi si insinua un leggero senso di colpa, come facessi torto a qualcuno.
Certo, giusto qualche giorno quando chiudono qui per Ferragosto.
Ah, meno male. Perché bada... non puoi tirare la corda all'infinito...
Quanta premura, mi dico... ma la ripetuta insistenza non sarà dovuta ad incapacità di capire, condita da una punta di invidia? Perché io resisto, resisto davvero e stanchezza non sento.
E va be', vuol dire che il mio cuore è sempre in vacanza.
Come è possibile in un luogo così?
E' possibile quando si vuole bene a se stessi a tal punto da amare gli Altri incondizionatamente, e capirli e confrontare il loro vissuto col proprio, e suggerire piccole strategie di sopravvivenza.
Poche parole e fatti concreti. Sarà Chi è di fronte, a voler parlare, raccontare di sé e cosa lo sta aiutando a cambiare, anche se vorrebbe andare più in fretta, arrivare alla conclusione... riprendere in mano la sua vita.
Ma dimmi, per me andrà tutto bene?
Certo che si, perché non dovrebbe?
E intanto penso, e a tratti mi accorgo che non sono poi così lontana da Te, da ciò che vivi e come lo vivi.
Ancora i ricordi tornano per una tiratina d'orecchi, in sette anni sono migliorata davvero, ora anche l'approccio all'Altro è diverso, più pacato e sereno. Merito mio? No, solo dono dell'esperienza viva.

venerdì 28 luglio 2017

IL MIO BLOG E' ON LINE DA...


7 anni e 1 giorno! Già, perché al solito la mezzanotte è passata da un po' e la festa è scivolata via ancor prima di cominciare. Il tempo trascorre in fretta, e se all'inizio ero presa da me stessa, complice una strana euforia e poi in seguito ho cominciato a mettere in fila giorno dopo giorno, i mesi e gli anni così semplicemente, annotando emozioni bellissime ma del tutto personali, ora è diverso perché ci sono gli Altri a colmare l'esistenza di ogni Ben di Dio. E pure se mai avrei pensato né voluto essere spettatrice di tanto, la "compassione", l'essere insieme e accanto... è diventata una passione.
Così c'è mancato poco che oggi scordassi il compleanno del mio blog, "Continuare a...", e sarebbe stata la prima volta e non perché ormai son sette anni. Certe cose, date e fatti non si dimenticano, non si può, soprattutto per quella "sopravvivenza" che la Vita stessa, indirettamente o meno, non fa che ricordare ogni momento.
Oggi, una giornata come tante da allora in poi... un rapido incontro, quasi di corsa. Un uomo portato al sorriso, per la prima volta con gli occhi cerchiati di pianto. Naturale che il pensiero tornasse indietro, un flashback nel dolore, e poi con un balzo al presente che non rifiuta o evita il dolore, ma lo elabora e in un certo senso sublima in speranza che non muore. Sia quel che sia, il cammino è Insieme, cercando di confortare non con parole tanto per dire, ma qualche consiglio pratico sempre ben accetto perché... "tu sai, ci sei passata", e stretti abbracci tanti e ricambiati. Come ricambiate sono le risposte ai messaggi quotidiani, anche tacite perché in tal caso vuol dire che l'Altro non può, non sa, non vuole farti soffrire.
Questa è la ricchezza che riempie adesso i miei giorni... e il mio blog allora cosa c'entra?
E' il diario che vede aumentare le sue pagine, e non conosce fine, almeno fino a quando potrò continuare a... scriverne.