sabato 12 marzo 2016

LE RELAZIONI SIGNIFICATIVE




No... io non lotto, non mi va di lottare. Ho accettato la cosa, e preferisco aspettare e vedere come andrà. Vivo sola, sono sola... resto a guardare.
Lei, ogni tanto mi guardava con un accenno di sfida, come Chi pensa... vediamo ora come replichi... e intanto guardava verso la finestra, oltre i vetri, e il davanzale.
Dici che non lotti, Tu?...
e intanto pensavo... perché io come ho fatto? Ho cavalcato l'onda nelle sue fasi, non ero sola ma quasi, poiché è solo su di te che puoi contare veramente se vuoi uscirne davvero. Ognuno trova metodo o maniera per restare a galla e non affogare.
E poi l'Amica continuava...
Quel che ero non sono più, non me la sento di fare niente. E dire che praticavo sport di continuo, ora per fare quattro addominali... uhhh, mamma mia!
Ma riesci o non riesci alla fine?... ho allora chiesto.
Ce la faccio, ce la faccio... ero allenata e se mi concentro ci riesco anche se con grande fatica.
E ancora l'Amica parlava e diceva, raccontava e sorrideva col solito cenno diffidente e amaro.
Il Tempo guarisce...? Il Tempo lenisce...? Non credo proprio. Ho perso mio marito due anni fa, e oggi mi manca assai più di quanto potessi pensare.
E poi ha aperto il Suo Cuore, ne ha mostrato i dettagli e ha messo ordine negli "angoli", là dove aveva riposto le emozioni negative per non rimuginare, perché è fonte di stress endogeno e fa assai male e non porta a niente, meno che mai a costruire.
La resilienza emotiva è un atteggiamento mentale costruttivo, e le emozioni che ne derivano agiscono sul DNA. Così la malattia diventa occasione di crescita personale e familiare, con grande beneficio per tutti.
No... non darmi bigliettini, sono cose che non mi toccano... non mi interessano. Non ci credo. Aspetto.
E l'Amica non sa che le Parole comunque arrivano al segno se non c'è chiusura, nel frattempo confortano o evidenziano un momento buono, e intanto nessuno le vieta di aspettare. C'è modo e maniera di stare lì, ferma nell'attesa. Statica e dimessa, o attiva pur nell'accettazione e mai rassegnata.
Un gruppo di auto mutuo aiuto, nello specifico il Nostro GAMA, può costituire l'opportunità di coltivare più "relazioni significative", quelle che aiutano a liberare energie e facilitano l'adattamento quindi la vita e il gioirne. Si accresce e valorizza l'autostima, fondamentale per uno 048, questi diventa consapevole dei Suoi "punti di forza"... Ottimismo, Speranza, Spiritualità... e su di essi impara ad investire.
L'Amica... diffidente un po' e curiosa altrettanto, comunque desiderava aiuto...
Tu, quanto tempo è...?
Sei anni...
Ha deglutito a vuoto, questa volta con un cenno di sorriso. Vuoi vedere che le è venuto di pensare...
Ce la farò o no? Ma si... ce la posso fare.
"Quando guardo al mondo sono pessimista,
ma quando guardo la gente divento ottimista".
... chissà perché!?

venerdì 11 marzo 2016

SE RESISTO... CONQUISTO



Sarò stato insistente e avrò raggiunto l'obiettivo.
Facile a dirsi, vero? Al solo pensarci, invece... impresa titanica. Soprattutto quando si tratta di patologia oncologica. Eppure sin da quando imbocchiamo il famoso tunnel non sentiamo altro che ripetere, devi essere resiliente, ricorda la resilienza. Non ti abbattere... lotta e resisti.
Ma che cos'è la Resilienza? All'inizio non avevo la pallida idea di cosa fosse. Il suffisso "-enza" mi riportava al termine, sofferenza e non poteva essere. Meglio l'altra parola, resistenza, ché solo a dirla metteva su il morale e spiegava il senso. Allora... resiliente, si... con alti e bassi ma sempre avanti senza mai fermarmi.
Si trattava di educarmi alla resilienza, che non può essere insegnata né trasmessa o inculcata, perché è insita nella persona. Devi cercarla, scovarla e metterla alla luce. Come dire... non si può sapere quanto coraggio hai finché non avrai provato una grande paura. Due grandezze in antitesi ma direttamente proporzionali.
Nella "malattia" la capacità di reagire e il manifestarsi della forza interiore si presenta con un accenno, il "Coping" ovvero la volontà di lottare dopo aver accettato la situazione. Si realizza poi con la "Compliance", l'adesione piena e fiduciosa alle cure e ai trattamenti.
Pensieri cognitivi ed emozioni positive spingono ad agire a favore della salute, rinforzando il sistema immunitario.
Fidarsi ed affidarsi sono le "linee guida" perché si possano sopportare fastidi e disagi, accettare senza però rassegnarsi.
Cambio ciò che è in mio potere e intanto ascolto le mie emozioni.
Io ho fatto questo, in un certo senso assecondai l' Evento, fiduciosa però di poter andare oltre.
Non ho alzato muri per isolarmi nella falsa convinzione di proteggermi, ho seguito i venti, a volte contrari e spesso favorevoli.
Un modo come un altro per viverla e lottare...

giovedì 10 marzo 2016

IN ME DI QUEL CHE ERO...


Qualcosa è rimasto. Non si può cambiare completamente, anzi diciamo pure non si cambia affatto. Dopo la malattia solamente prevale il meglio o il peggio che è, considerando il lato preponderante già prima.
Ma il "mettersi in discussione", fare l'avvocato del diavolo a proprio discapito, appartiene al meglio o al peggio?
Forse è a metà... un po' di qua e un po' di là. O a seconda dei punti di vista, perché può essere reputato come non credere molto in sé e farsi vittima, oppure essere critici con il proprio agire per non dare giudizi avventati e intanto cercare di migliorarsi.
Io non so perché continuo ad essere severa con me, a "fustigarmi" anche quando è chiara la situazione, di certo è che se pure tento di ribellarmi a questa mia "credenza", non oso, non riesco proprio a darmi la ragione unica e definitiva. Sono troppo buona?
Non credo di esserlo, solo mi reputo un'"imperfetta in rinascita" con l'obbligo-dovere di concedere una seconda occasione. In questo caso per prima a me stessa, visto che l'astio e il rancore fanno gravemente male alla salute.
E' inevitabile... non può essere Tutto semplice, qualche volta c'è lo scivolone, quello "classico"sulla "classica" buccia di banana, imprevista... capitata all'ultimo momento.
Già rialzarsi è un impresa non di poco conto... torni in piedi ma con le ossa dolenti in ogni punto.
Poter avere una moviola che riporti indietro, a prima dell' "incidente"... gran bella cosa sarebbe, oppure precederlo avendo a disposizione una sfera di cristallo... ma questa è pura fantasia.
Allora che cosa resta? Aspettare "in silenzio", senza rumore... ché troppe parole aumenterebbero il danno e poi... poi c'è bisogno di raccogliere i pensieri, capire dove è l' "errore", non certo in quella "buccia di banana" in quel momento, per caso. E' a monte, piuttosto... nell'aver prestato poca attenzione, aver confuso amarezza per gratificazione. E dire che tra le due cose, l'abisso c'è ed è pure grande.
La supponenza di essere capace di mediare e cambiare uomini e situazioni, porta a passi falsi... a scivoloni che danno gran dolore.
A questo punto è necessario restare in silenzio e concederlo pure a Chi crede di essere stato deluso perché pensava altro e altro non era.
Raccolti i pensieri, tirate le somme magari i conti torneranno... oppure no...
Comunque si spera, e con ciò che si è imparato si continua.

PER QUEL TEMPO CHE E' TRASCORSO



Sono felice perché è andata così. Ho il Cuore colmo di emozioni, sei anni sembrano tanti, ma dopo tutto sono solo 72 mesi... e di strada ne ho fatta molta.
Oggi i ricordi hanno fatto ressa, ho rivissuto tutto in quello stesso luogo per un ricorso storico quasi celebrativo, l'inaugurazione della Breast Unit.
Ho voluto esserci, ho incontrato volti noti, incrociato sguardi meravigliati nel vedermi. La consapevolezza di ringraziare ancora una volta, ecco è questa che prevale a tarda ora stanotte, quando ho appena levato la testa dalla scrivania, appoggiata per un attimo, presa come sono stata dal sonno improvviso.
Chiudere così senza lasciare un rigo, proprio oggi non potevo... qualche parola pari ad un sospiro o profondo respiro, ché si possa dire ... c'è, è tutto a posto... non le è successo nulla.
Si, va tutto bene o quasi... desidero solo che continui così per tanto e altrettanto tempo. Anche se per un momento la Mente ha ceduto per stanchezza, non certo il Cuore.

martedì 8 marzo 2016

SUCCEDE...


No, non me lo scordo di essere Nessuno.
Sto silenziosa in un angolo a rimirare la platea e ascoltare.
Quanto mi piace ascoltare. A volte mi fa sognare.
Quello che non sono stata e il meglio che potrei ora che sono.
Non so quanto lungo domani sarà,
preferisco pensare alle stelle che staserà guarderò, rivolgendo gli occhi all'Universo.
E la Serenità, pur sorpresa alle spalle barcolla,
ma non si svuoterà del tutto perché avrà trovato appoggio nella profondità del Cielo.

GUARDANDO LE STELLE



Emoticon heart 
Perché non siamo come l'Universo, perfetto che trova sempre esatto il posto giusto?
Questi i miei pensieri alla fine di una giornata ricordando... ieri.
Sarà per quel che fu e di cui oggi torna il ricordo, sarà per quel che succede e non dovrebbe, quando è il Cuore e non solo il mio, a farne le spese.
Per annullare la forza devastante del Dolore ce ne vuole altrettanta che gli dia la giusta dimensione, e poi tanto ma tanto coraggio. Farsi da parte e stare a guardare tutte le fasi. E i visi e gli sguardi, i passi e i gesti. Anche ascoltare... le parole e i toni, i risolini e le risate. E infine, gioirne perché vuol dire che la Sofferenza è stata messa all'angolo, per il momento non conta nulla. Un'altra Creatura ce l'ha fatta.
Col tempo questa capirà di quale privilegio è stata degna, rientrerà dalla presunta supponenza, chinerà il capo non sentendosi umiliata ma per andare incontro all'Altro che un giorno l'ha aiutata.
Il Tempo è un grande medico, non guarisce le ferite ché comunque le cicatrici resteranno, ma porta via con sé cause ed effetti. E spiana la strada, perché ciò che è buono e santo non può finire in una "cunetta" per un colpo di vento e non essere recuperato.

LA TENEREZZA DEI FIORI DI LILLA'



E di quel giorno ricordo quasi fosse oggi, come ero vestita e la collana che indossavo. Non rammento i pensieri. Forse perché tanti, troppi accavallati e intrisi di timore.
Il 6 marzo di sei anni fa... la mammografia. Non ancora diagnosi certa, ma deciso sospetto. Tanto era là, grosso e ben visibile quell'odiato bozzo.
E il silenzio e le smorfie di Chi eseguiva l'esame, e le parole sbrigative poi... con lo sguardo in basso e di lato per evitare il mio.
Io... con gli spilli negli occhi, un nodo in gola e la voglia di scappare con le gambe molli.
Era di sabato, e non fu gioia di vigilia come sempre.
Rileggo fino qui, e mi accorgo di averlo fatto a... flash, istantanee, fotogrammi. Perché il Dolore è così, può essere descritto a tratti per non morire dentro un'altra volta, anche se c'è consapevolezza che ce l'hai fatta, almeno per il momento... ce la farai, perché il tempo è trascorso e trascorre confermando le speranze.
Quel giorno indossavo un completino color fiori di lillà, manco avessi saputo degli occhi bassi che avrei incrociato, di quel senso di gelida umiltà che avrei provato.
Un "nodulo di non bell'aspetto... ve lo dovete togliere", mi fu detto così. Ed io pensai subito... poteva almeno essere bello... ma che razza di pensiero era il mio, sarebbe stato comunque un intruso, non doveva esserci. Eppure lo pensai, e forse fu in quel momento che posi tra delicatezza e timore il primo seme di speranza. Cercare con la mente il meno peggio, per non disperarsi o impazzire.
Provai tanta tenerezza per me in quel rapido susseguirsi di momenti. Avrei voluto abbracciarmi, cullarmi... donarmi carezze mentre pure le lacrime non ce la facevano a venir giù, e restavano ferme lì impedendomi di vederci chiaro.
La Tenerezza dei fiori di lillà... un po' viola come quel tempo di Passione, ma sempre più vicino al rosa. Per mantenere viva e stretta la positività.