Sai una cosa?
No. Che cosa?
Mi aveva interrotto mentre parlavo e incuriosita presi a fissarla attentamente.
Sai un cosa? Sei teatrale.
Poi notando la mia espressione perplessa malcelata da un sorriso tirato...
Hai i tempi teatrali. Racconti così bene. Pause giuste e ripresa azzeccata.
Lusingata, mi convinsi a tal punto che presi a piacermi ancora di più, sempre però con l'intento di essere d'aiuto.
E una volta...
Racconta... mi diceva Lei con gli occhi lucidi, e la Sua mamma accanto... si, continua, racconti così bene.
Erano commosse entrambe per quella che sembrava una fiaba dall'inizio triste, una vicenda lunga e un lieto fine, visto che ero lì, in quel momento a raccontare.
Pian piano da sfiduciate furono più serene, presero forza dalle parole, la mia esperienza condivisa diventò premessa per una nuova pagina di un'altra storia.
Non so perché mi è tornato questo ricordo affatto recente, forse perché mi affascina l'idea delle storie nella storia, perché ne scrivo tante tutte vere che s'incontrano e s'intrecciano con la mia a tessere come una tela di varia umanità.

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