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domenica 27 agosto 2017

TRAMONTO


Non saprei, sarà perché certi eventi fanno come terra bruciata nell'animo, all'indomani è ritrovarsi il vuoto dentro e pure intorno. Verrebbe allora di chiudere baracca e burattini e cambiare aria. Sarebbe meglio? Ovvero ogni "tassello" tornerebbe dove era senza alcuna azione che assecondi o addirittura contrasti quel che è successo, il fatto in sé?
Poco prima di sedere qui, al solito posto come ogni sera, me lo sono chiesto e la risposta è stata un secco "no". Niente torna come prima già normalmente, però è possibile ristabilire un equilibrio, un passo alla volta e nella massima comprensione per se stessi.
Intanto stasera avevo la mente come una lavagna su cui è appena passato il cancellino. Nulla e pur tutto opaco. Ma non potevo lasciare su, in alto ciò che ho scritto ieri, ogni giorno è a sé, unico e speciale nel dolore... come nello specifico... e pure nella serenità che si dovrà cercare e conquistare senza per questo dimenticare il passato.
E intanto ancora non sapevo come cominciare coi miei pensieri prima di andare. Allora, istintivamente o forse per suggerimento di Qualcuno, ho chiuso gli occhi e la prima parola è comparsa scritta, sul fondo scuro del buio che è assenza di luce. Tramonto.
Chissà perché proprio questa parola. E' vero, nel pomeriggio con marito e figlia e cagnoline ci siamo spostati fuori città che era ancora chiaro, poi al ritorno ritrovati nel bel mezzo di un tramonto dai colori infiniti. Tanti, e alcuni indistinguibili perché si confondevano tra loro in gradevole armonia. Saremmo stati là a guardare per ore, pareva quasi non dovesse mai finire, poi all'improvviso tutto è scomparso all'orizzonte lasciando spazio alla luna, comunque alla nuova luce. Diversa, soffusa, a volte a malapena percepita però reale. E se non ci fosse... ? Davvero solo il buio assoluto.

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