maggio

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giovedì 23 settembre 2010

La campanella di Padre Angelico mi svegliò da un sonno tranquillo; la notte era trascorsa serena ed io mi sentivo riposata. "Buongiorno, sorelle! Sia lodato Gesù Cristo!" Come ogni mattina Padre Angelico entrò nella stanza a dispensare il Corpo di Cristo e parole di conforto. Presi la Comunione e mi sedetti per ringraziare pregando; le formule di preghiera erano sempre le stesse ma in quel momento provai un che di diverso, come se si fosse stabilito un filo diretto con il Signore e quelle parole avessero assunto un senso più pieno, di un'intensità indicibile. Mi ero sempre considerata una persona di fede, una buona cristiana, ma la vita  fino ad allora non mi aveva provato in modo così diretto ed io dovevo ancora imparare che ben altri sono i livelli a cui tendere per poter dire: ho fede. La fede non è statica, è in crescita continua e perciò viene messa alla prova; e prova dopo prova va maturando in un processo che non ha mai fine. All'inizio di questa mia storia mi sentivo così in preda all'angoscia che mi rivolsi a Dio come a cercar rifugio, lo supplicai di darmi un'altra occasione, di poter recuperare quello che avevo perso, di non ripetere gli errori commessi in passato. Mi guardavo indietro e mi sembrava che quei tre quarti del cammino fossero stati del tutto inutili, non mi ci ritrovavo più, per giunta non sapevo se davanti a me ne avevo abbastanza per potermi orientare questa volta nel modo giusto. Pregai tanto e tanto ancora e poi cominciai a parlare proprio con Dio, ad affidarmi a Lui totalmente e alla fine capii che me la stava dando un'altra opportunità: si fidava di me e mi metteva alla prova, io dovevo fidarmi di Lui, credere e sperare. Mi dotava delle armi per combattere, non dovevo temere perchè Lo avevo come alleato, bisognava solo che andassi avanti.

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