settembre

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domenica 19 settembre 2010

Di normalità avevo bisogno per distrarmi dal chiodo fisso del mio problema, ma anche per offrirmi possibilità di prospettive future: desideri da realizzare, progetti incompiuti da portare a termine, continuare a... vivere come se niente fosse stato. Tutti mi dicevano che potevo stare tranquilla, che sarebbe andata così, ed io volevo crederci e ci credevo, poi arrivava un brutto pensiero, una nuvola grigia e la mia anima perdeva la sua luce. Quanti alti e bassi! Mi accorgo per questo che il mio racconto a tratti può sembrare ripetitivo e risultare noioso, ma tali erano e sono ancora le emozioni altalenanti della mia persona. Per tirarmi su ed andare avanti, più volte ho cercato l'aspetto positivo della vicenda e l'ho trovato nell'amore di chi mi era vicino o solo mi conosceva, oppure si relazionava con me nel quotidiano. Che mi volessero bene i miei familiari era in qualche modo scontato, ma le lacrime di Titti al telefono quando le comunicai la cosa erano tutt'altro che scontate. Titti e le due sorelle, Lella e Sandra gestiscono insieme un negozio di alimentari dove ogni giorno vado a fare la spesa; sapevo che mi erano affezionate ma non immaginavo fino a quel punto. La loro solidarietà mi commosse, le premure di cui mi ricoprirono furono tante e tali che le sentii vicine non dico come sorelle ma quasi. E a proposito di sorelle, che dire delle mie, Marcella e Franca? Potrei dire tutto e più di tutto e non basterebbe a spiegare quello che hanno fatto e continuano a fare per me, perchè io non sia sola nella malattia e possa continuare a... provare gioia, essere allegra, sentire la pienezza della speranza.

2 commenti:

  1. Grazie Maria! E' sempre più bello leggerti!
    ♥♥♥

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  2. Marigilda, grazie a te che continui a regalarmi un po' del tuo tempo leggendo le mie emozioni a volte di difficile comprensione persino a me stessa. Nascono da un percorso difficile, sono frutto di gioie ma anche di delusioni, comunque esprimono ciò che ho nel cuore. Ancora grazie.

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