venerdì 28 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.38) (Parole... colorate... messe insieme)

 

Scrivo per darmi speranza, lo faccio ormai da undici anni e credo continuerò finché Dio vorrà.
Scrivo per darla, la speranza, o meglio offrire lo spiraglio da cui sbirciare, trovare una via di fuga e non piegarsi su se stessi.
Scrivo cercando i colori della Vita, ché ad un'attenta ricerca si trovano sempre e sono pure tanti. Nessuno con un significato preciso, e tutti alternativamente per darne uno all'esistenza.
Scrivo sempre. Lunghi periodi in testi articolati e brevi pensieri, sembrano versi io li chiamo "epigrammi" di vita vera.
Non ho mai smesso, nemmeno in questo lungo periodo, indefinibile a parole.
Qualche momento di vuoto, è da capire, coi pensieri ibernati per quando sarà.
Così domani il GAMA torna in presenza, sarà un approccio, non saremo Tutti, ma basterà per ricominciare.
Potremo guardarci negli occhi, almeno quello perché ancora niente abbracci, alcuna affettuosità, ma il sorriso ugualmente trasparirà, e questo sarà sufficiente per ricominciare.
E poi ci saranno le parole, quelle quasi sussurrate per la malinconia del trascorso tempo sospeso, le espresse a voce chiara come pensieri propositivi, fatti di impegno, speranza e caparbietà.
Non mancheranno infine i miei fiocchi, qualcuno oggi l'ha chiesto ed io ne ho preparati di senso giusto per ricominciare.
Sono frutto dei miei pensieri, o da citazioni rielaborate, fiocchi colorati in un cestino di bambola o per un cuore foderato di stoffa a quadretti, da asilo come un tempo.
Quasi un ritorno all'infanzia, quell'oasi felice dove la mente riposa e si ristora, e l'animo finalmente trova pace.
"Ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori"
- Cesare Pavese -
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giovedì 27 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.37) (Ironia... a volte unica via)


O l'accetti, oppure l'accogli quello che arriva, che poi è la stessa cosa, muta solo una leggera sfumatura nei termini, ma è così.
E una cicatrice diventa a guardarla in modo giusto, uno "smile" o una strizzatina d'occhio.
Quindi conviene accomodarselo addosso, l'occidente, e abituarsi presto con una certa leggerezza.
Giorno dopo giorno adattarsi ad una nuova realtà, io amo definirla "altra normalità".
"Ma si, non si preoccupi... mi saprà dire tra dieci anni. Tanto io l'aspetto qui...",
un'espressione normale, niente da notare?
Diciamo pure banale, perché ci sta.
Mi fu regalata come una battuta da Chi per sé ormai non poteva fare più nulla oltre che sperare.
Ogni volta che gli cambiavano terapia era il solito "tanto per parlare"...
Vediamo se questa funziona...
oppure...
speriamo che va...
o ancora...
dobbiamo aspettare.
Lui mi raccontava queste cose, e azzardava un mezzo sorriso strizzando gli occhi dietro i tondi occhiali rossi.
Per questo quella battuta suonò come "formula magica".
Come magica era la Sua ironia, e quella di chiunque non vuole arrendersi all'evidenza, e l'adotta come strategia.
Perché alla fine niente è evidente finché non è provato.
Benedetta sia quindi l'ironia.
Manipola la paura, l'elabora come perdita, la trasforma.
L'esorcizza.
E così sia.
"L'ironia è una dichiarazione di dignità. È l'affermazione della superiorità dell'essere umano su quello che gli capita".
- Romain Gary -
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mercoledì 26 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.36) (È ora di tornare a casa)

 

"Una volta che si è trovato se stessi, bisogna essere in grado, di tanto in tanto, di perdersi... e poi di ritrovarsi"
- Friedrich Wilhelm Nietzsche -
Comincio i miei "pensieri prima di andare" con questa citazione che riporto spesso perché mi ci ritrovo altrettanto spesso.
Sono persona che osa perdersi perché ritrovarsi poi le regala entusiasmo.
E ci fu un tempo che mi sentii persa e pure smarrita. Lo compresi dopo, probabilmente sarebbe stato meglio prima, comunque mi ritengo fortunata.
In realtà quasi sempre Tutti crediamo aver trovato Noi stessi, ma poi un'inquietudine latente lo nega. La soffochiamo in cento modi e maniere, ma è sempre lì a ricordare, spronare... è ora di tornare a casa.
"Tornare a casa" non è un luogo, bensì un modo di essere, l'unico possibile, l'originale.
Essere se stessi, quello per cui siamo, ciò di cui siamo capaci solo Noi e nessun'altro.
E che desideriamo con tutta la forza che è in potenza e aspetta di essere messa in atto.
Come si torna a casa?
Osando uscire da sé, col confronto senza farsi condizionare, prendendo il meglio, ciò che può servire per ritrovare la "via" verso casa. Tratteniamo tutto come sassolini per segnare la strada, attenti a non perderci ancora.
E a questo punto... Noi, unico riferimento per Noi stessi.
Alcuni eventi sembrano ostacoli, sono in realtà crocevia che portano a delle scelte.
I momenti bui sono occasioni per imparare a non aver paura, perché dopo la notte, è provato, c'è sempre un nuovo giorno.
Un nuovo giorno da vivere in completezza, unico e speciale come lo è ognuno.
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martedì 25 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.35) (Per uno stimolo in più)


Per uno stimolo in più vale la pena tentare per rielaborare e ricominciare.
Le Nostre esistenze dalla recente esperienza ne vengono fuori stravolte.
Responsabilità...? Di Tutti e di nessuno, anzi no, forse di ogni singolo individuo che non ha preso le dovute "distanze" dall'evento e ha perso quel minimo di lucidità restante.
Ché già non era granché, visto che da tempo si era illuso poter gestire tutto, il bello e il brutto, e uscirne sempre vincente.
Sciocco delirio l'onnipotenza, e poi a conti fatti abbiamo preso a piagnucolare, senza comunque raggiungere adeguata consapevolezza.
Fare, agire si deve, dopo aver risposto con forza al freno dell'ansia da incertezza.
Abbiamo passato lunghi mesi a lamentarci, personalmente lo faccio ancora ma quando mi rendo conto che sto ad un passo dal piangermi addosso, un colpo di reni e mi dedico alla cosa che penso saper far meglio. Scrivo.
E fiumi di parole mi ripuliscono la mente, a volte mi inumidiscono gli occhi, dissetano il mio bisogno di libertà.
E mi sento libera davvero. Libera di pensare anche contro l'opinione generale, i pareri personali altrui, le credenze ereditate, le convinzioni inculcate.
Sentirsi liberi fa riprendere in mano la propria vita.
"Posso scrollarmi di dosso tutto mentre scrivo; i miei dolori scompaiono, il mio coraggio rinasce"
- Anna Frank -
Potrebbe essere un primo piano raffigurante margherita africana e natura

lunedì 24 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.34) (In difficoltà ma voglio crederci)

 

È determinante la volontà, determinante sempre. Frena ogni discesa, dissipa i dubbi, spiana la strada nel migliore dei modi.
Stasera ho fatto un giro in macchina. Tante auto e molta gente in strada. Tavolini davanti a bar e pizzerie, alcun posto libero.
Mi è sembrato strano, e ho provato quasi disagio. Ho avuto così la conferma alla mia convinzione di essere in difficoltà nella ripresa.
Un altro cambiamento s'appresta, ed io non sono poi così convinta di poter di nuovo adattarmi.
Ancora una volta dovrò far ricorso alla Mente, alla forza della mente, ché a restare in acque stagnanti si rischia davvero.
Pensare propositivo, progettare quel poco che basta, e infine qualche piccolo esercizio, in pratica "passatempo costruttivo"
Un esempio?
Scegli una parola tra le tante, ad esempio... SPADA,
poi separa le singole lettere che la compongono...
S... P... A... D... A
Di ognuna fanne l'iniziale di una parola che esprima Negatività...
S...olitudine
P...aura
A...nsia
D...istanziamento
A...ngoscia
A questo punto con le stesse iniziali trova parole che al contrario esprimano Positività...
S...erenità
P...resenze
A...perture
D...omani
A...bbracci
In breve tempo la Mente sarà sgombra, pronta per quel domani a tratti incerto.
Non ci credi...? Provare per credere, e magari condividi con Chi è a Te accanto, e perché no, anche con Noi ora lontani ma presto sempre più vicini.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante testo

domenica 23 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.33) (In fondo ad un cassetto)


Stamattina presa da stanchezza mi sono stesa a letto, volevo riposare per qualche minuto e invece mi sono appisolata, anzi addormentata perché ho fatto un sogno.
Dopo un grande acquazzone, il campo sportivo antistante la mia parrocchia era allagato, cosa straordinaria l'acqua limpida, brillante sotto i raggi del sole, e cigni ed anatre nuotavano disegnando la superficie dell'acqua.
Ho aperto gli occhi e mi sono accorta di sorridere. Così ricaricata ho ripreso le mie faccende.
In questo periodo, dopo l'isolamento, le mancanze e il frequente senso di vuoto, per riprenderci dobbiamo procedere in autonomia, ognuno in modo diverso, e a volte diversamente anche nella medesima giornata.
Infatti...
Il mio cassetto personale da tempo non ne poteva più di tanto "assembramento", ed io quasi per reazione, poiché non previsto quel tipo dalle norme anticovid, lasciavo correre. Oggi però...
Mi fisso... devo farlo... ora.
Sarà l'occasione buona per mettere ordine forse anche dentro di me e magari renderò pure stabile quell'altalenante serenità degli ultimi tempi.
Già... nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali, aumenta la fiducia in se stessi, libera la mente, solleva dall'attaccamento al passato...
Comincio, e da quel cassetto ne sono uscite di cose... indumenti in genere e pensieri nello specifico.
Un pianto liberatorio ha sgomberato dall'inutile, tutto finito in un grande sacchetto... domani non resterà traccia.
Ordine finalmente... e nuovi pensieri.
Almeno per il momento, di certo fino al prossimo assembramento.
Perché è probabile che altre occasioni si presenteranno, e mentre Noi fisicamente affrontiamo e viviamo, mente e animo hanno un bisogno continuo di spazi ampi per rinnovarsi e venir fuori dalle confusioni inevitabili.
Rimanere nel caos a lungo non si può se non ci si vuol perdere.
Potrebbe essere un'illustrazione

sabato 22 maggio 2021

MI RILEGGO... (n.32) (Nuvole di ovatta)


Sono pochi, non è frequente incontrarli ma quando succede vuol dire che la Vita ha voluto fare un regalo.
Sono gli "esseri speciali", senza età, nati per vivere in eterno perché se ne conquistano ogni giorno un frammento con il proprio dire e fare, e non sono mai solo per sé.
Quasi senza parole, vado cercandone in un messaggio che oggi ha preso il Cuore di alcuni di Noi.
Un'Amica.... non smette mai di stupirci, e penso continuerà a farlo perché è troppo... troppo di tutto il Bene possibile.
Allora qualsiasi discorso o argomentazione non possono essere altro che una sequela di lodi e complimenti che lasciano il tempo che trovano.
Perciò è a Lei che mi rivolgo, perché è giusto sia così tra persone che parlano la stessa lingua e vivono con e per la speranza sempre e comunque...
"E ti accorgi che non sei mai stata così acciaccata, eppure ti senti bene.
Se qualcuno chiedesse in questo momento... come stai?
Diresti sempre e solo, bene, grazie.
Ed è così, perché se puoi passeggiare pure in salita, alzare gli occhi a guardare nuvole rincorrersi, come fossero ovatta per ammortizzare il peso di un cielo grigio,
non puoi non stare bene, anzi benissimo.
È il Cuore a suggerirlo, la Mente lo ripete, e Tu ne sei contenta.
È un azzurro deciso, quello dei pensieri profondi. È l'Azzurro dei Tuoi pensieri, quando guardandoti intorno ti fai carico pure della sofferenza altrui, e sei grata per la capacità di amare che non reputi virtù ma dono.
Intanto tra le nuvole ci vedo un "cuore",
perché ora davvero lo desideriamo Tutti, perché ne abbiamo immenso bisogno.
Grazie per quello sguardo giusto che rivolgi intorno. Ci permette di continuare a sperare e guardare avanti".
Potrebbe essere un'immagine raffigurante nuvola e testo