venerdì 18 marzo 2016

LA MAGLIETTA DELLA SALUTE



Prima di quel giorno non l'avevo mai indossata. La trovavo inutile e fastidiosa, si arrotolava e dava disagio, si arricciava all'interno dei pantaloni con effetto "ciccia". Non l'accettavo quindi, e poi fu una delle prime "credenze" che sconfessai.
Già, perché quando al primo ricovero fui chiamata per i raggi al torace e mi fu detto di spogliarmi ma che potevo tenere la maglietta, mi vergognai da morire. Andai a seno scoperto, quel seno che mi aveva tradito e stavo per perdere. Mi sentii ancora più nuda, quasi mi si potesse vedere, leggere dentro.
Questi ricordi mi fanno male. Non so perché mi rendono "misera" ai miei occhi.
La maglietta della salute... chissà perché si chiama così, forse perché protegge dagli sbalzi esterni, da certe "differenze" che portano danno.
Mi piace questa immagine, e decido di farne una metafora di Vita, un po' come sono solita.
Da quel giorno ho messo su la benefica maglietta e non l'ho più tolta. Nemmeno in estate, col solleone.
Da allora in poi ho imparato tanto, e pure a prendermi tutto il Bene che serve per stare... bene e fare stare bene. E non mi riferisco solo alle persone vicine, perché un bel dì cominciai a sentirmi circondata da tanto amore da comprendere finalmente che avevo altrettanto da donare perché in realtà non si finisce mai di farlo.
Sentivo di amare tutti, ma proprio tutti, anche quelli che andavo conoscendo man mano, mi facevano dono della loro esistenza e nello stesso tempo motivavano la mia.
Non ci sono Amori diversificati, ma modi ed intensità di Amare. Si amano i gesti e le presenze, i piccoli difetti e la grande vulnerabilità.
Si prende un volto tra le mani, si asciugano le lacrime... si stringe in un abbraccio un corpo che trema.
Riesci ad amare soprattutto se conosci te stesso, e quel te stesso impari a valutare, criticare e pure perdonare... con una carezza.
Tutto riporta a Te, a quel che sei... a quanto in realtà Ti Vuoi Bene. Un Amore "cucito addosso" che ti rendi conto di indossare solo quando ti confronti. Senza guardarti intorno, senza giudicare.

PIANTAGRANE SI NASCE




E poiché, come dice l'Amore della mia Vita, io funziono al contrario, di certo piantagrane non sono ma me le prendo tutte, le grane. Ci resto male, per un po' mi lamento, alla fine getto tutto alle spalle e arrivo a sentirmi persino privilegiata. Non sono il tipo che dice... tutte a me, ma... meno male a me, che me ne faccio una ragione, trovo la spiegazione e vado avanti.
Comunque stavolta la responsabilità è la mia, non grave ma certa, anche se il "principio" è dubbio. Insomma, sono pure trascorsi quasi otto mesi... che diamine, me n'ero scordata! In realtà ci pensavo ogni tanto, poi guardavo il mio personale calendario e speravo che Altri lo scordassero.
Tutto per aver dimenticato di annullare una prenotazione per la visita oncologica nel "remoto" mese di luglio. Avrei dovuto farlo 48 ore prima... ma era colpa mia se mi avevano anticipato l'ecografia addominale proprio per quella data, avvisandomi il mattino stesso? Fu questione di priorità. Avrei dovuto attivarmi, andare dal medico curante per un certificato, anzi dal sostituto perché lui era in ferie, e andare in giro col caldo della scorsa estate non era uno scherzo. Lasciai passare qualche giorno, giusto per riprendermi da questa burocrazia sanitaria noiosa e inappropriata, poi mi scivolò di mente... perciò, tutto sommato colpa del sudore e non mia.
Così, per farla breve stamattina mi arriva una gentile lettera da parte dell'amministrazione dell'ospedale, con cui mi si invita a pagare il ticket per inadempienza all'appuntamento, anche se sono esente. E per la seconda volta mi sento quasi in colpa di essere ancora in vita e gravare sul "povero Stato", lo 048 diventa un "tesoro usurpato" dopo i 5 anni di sopravvivenza. Macché... viviamo in un sistema di piantagrane autorizzati, regole fittizie e a proprio piacimento, gente che mette le mani avanti per non cadere.
E comunque se nel caso specifico voglio pure attribuirmi colpa grave e inconfutabile, sentite questa.
Il marito della mia Amica storica aveva una prenotazione fissata per il giorno 8 ottobre. Il caso, fato o destino volle che proprio quel dì la Sua dolce metà volasse in Cielo. Naturalmente dimenticò la visita, e anche se l'avesse ricordata aveva di certo altro da fare, così anche a lui, addirittura in tempo record, arrivò la lettera famosa. Si presentò subito allo sportello indicato, esibendo il certificato che dimostrava il "valido e giustificato motivo". Bene... restò basito nel sentirsi dire... mi dispiace, era da presentare 48 ore prima... del decesso?
Roba da matti... colpevole di essere sprovvisto di una sfera di cristallo! Che coraggio, anzi che sfrontata ignorante superficialità.
Il coraggio invece lo dobbiamo mettere fuori Noi per sopravvivere a queste "gimcane" assurde, in piena dignità e coerenti come sempre.

mercoledì 16 marzo 2016

UN CUORE CHE RITORNA


Di questa giornata che sta per concludersi conserverò l'emozione di un tempo che si allunga e una canzone che mi porta indietro e mi commuove per questo ed altro. L' "altro" mi regala una stretta al Cuore.
Ahimè... quanto costa mettersi, cimentarsi in un gioco così duro. In certe situazioni a volte vorrei essere piccolissima e non vista, sparire. Perché mi mancano le parole e un abbraccio pare troppo poco. Allora rivolgo un pensiero che vorrebbe essere una richiesta di aiuto, ma piuttosto simile ad una preghiera... a Chi di dovere. E Lui, conoscitore accorto dei miei limiti e premuroso assai nei miei riguardi, fa scoccare la scintilla che diventa luce. Così me la cavo al momento, ma poi mi porto appresso qualcosa di cui sento forte responsabilità. Un ennesimo dono da custodire e proteggere. Non posso dire di ciò che ho visto e sentito, perché nessuno all'esterno di questo "mondo particolarissimo" capirebbe. Io stessa arrivo fino ad un certo punto, e poi... non posso inoltrarmi. E umilmente confesso che sono in grado solo di immaginare.
La melodia ascoltata mi ha riportato alla nascita della mia prima figlia, a certi incontri e dolorosi abbandoni... ad una tenerezza infinita. Una canzone sussurrata, confusa col pianto. 
E come si può far finta di niente? E tornare a casa e mettersi a pensare al pranzo del giorno dopo o alla bolletta della luce con l'aumento? Per me... sarà pure la vita reale, ma non è l'ideale di vita da perseguire. Preoccuparsi, lamentarsi per cose che alla fine si risolvono da sole e neanche malamente.
Come dico sempre, e stasera l'ho pure trovato scritto... tutto va come deve andare. E perciò è sull'agire che bisogna operare, priorità alle persone e ai sentimenti, che sono le sole cose che fanno meritare e guadagnare affetto e pensieri, ora e sempre e che ti riempiono la vita. Anche dopo, quando viene a mancare.
Tutto va come deve andare... e il mio tempo ha preso ad allungarsi. Ne sono felice... ma quanto vorrei fosse così per tanti altri come me. 
Tutti simili a tante noci, "toste" e resistenti, al massimo un guscio per due metà, scavate nel mezzo e una piccola vela di carta velina issata su ognuna.
E poi Tutte Insieme varate al largo, verso un orizzonte che non conosce confini.

martedì 15 marzo 2016

QUANDO AL SOLE SI ACCORCIANO I RAGGI


Emoticon heart
Metafora che trova l'equivalente nell'espressione più comune... quando all'uomo tagliano le gambe, e che quindi all'improvviso si trova nell'impossibilità di procedere per la strada scelta. Fermo, immobile perché teme di perdere ben altro se solo muove un passo, alza un dito, cambia espressione in volto. Così, forzatamente indossa una maschera per fingersi ciò che non è, ché non gli si possa impedire alla fine di essere quel che è.
Sembrerebbe falso, ipocrita... che conduca un doppio gioco, in realtà si adegua per continuare nella speranza di riuscire. Sarà così o meno, non avrà nulla da rimproverarsi, al massimo qualche rimpianto ma senza alcuna responsabilità.
Se ho imparato la difficile arte dell'Amore senza condizioni, devo esercitarmi nell'archivio delle emozioni negative che lasciano strascichi, veri impedimenti già ad amare se stessi...
Il sole e la nuvola
Il sole viaggiava in cielo, allegro e glorioso sul suo carro di fuoco, gettando i suoi raggi in tutte le direzioni, con grande rabbia di una nuvola di umore temporalesco, che borbottava...
“Sciupone, mano bucata, butta via, butta via i tuoi raggi, vedrai quanti te ne rimangono”.
Nelle vigne ogni acino d’uva che maturava sui tralci rubava un raggio al minuto, o anche due, e non c’era filo d’erba, o ragno, o fiore, o goccia d’acqua, che non si prendesse la sua parte.
“Lascia, lascia che tutti ti derubino. Vedrai come ti ringrazieranno, quando non avrai più niente da farti rubare”.
Il sole continuava allegramente il suo viaggio, regalando raggi a milioni, a miliardi, senza contarli.
Solo al tramonto contò i raggi che gli rimanevano e, guarda un po’, non gliene mancava nemmeno uno. La nuvola per la sorpresa, si sciolse in grandine.
Il sole si tuffò allora allegramente nel mare. (G. Rodari)
... non credo di essere nel torto e nemmeno di sprecarmi, e stressarmi o accarezzare vanagloria, anche perché tengo a restare in disparte, considerando che dopo tutto non faccio altro che Vivere. Come Cuore cristiano intende per essere contento



ERA DI MAGGIO...

Quell'incontro asciugò le lacrime e le ridiede il sorriso.
Già... nostalgia fa rima con malinconia spesso solo a parole.
Questo è il passato che ritorna.

All'ombra dei tigli rinverditi nel maggio ormai inoltrato, il presente ed il passato si fondevano verso un futuro che mai è dato conoscere in quella meravigliosa e sempre nuova parabola che è la vita.
Era di maggio e ti cadevano in grembo
a ciocche a ciocche le ciliege rosse
fresca era l'aria e tutto il giardino
profumava di rose a cento passi.
Era di maggio, e io no, non me ne scordo
cantavamo una canzone a due voci
più tempo passa e più me ne ricordo,
fresca era l'aria e la canzone dolce.
E diceva, "Cuore, cuore!
cuore mio lontano vai,
tu mi lasci e io conto le ore.
chi sa quando tornerai?"
Rispondevo io "Tornerò
quando tornano le rose.
Se questo fiore torna a maggio
pure a maggio io sarò qui
Se questo fiore torna a maggio
pure a maggio io sarò qui"






ERA DE MAGGIO - Salvatore Di Giacomo

Era de maggio e te cadéano 'nzino,
a schiocche a schiocche, li ccerase rosse.
Fresca era ll'aria, e tutto lu ciardino
addurava de rose a ciento passe.
Era de maggio; io no, nun mme ne scordo,
na canzone cantávemo a doje voce.
Cchiù tiempo passa e cchiù mme n'allicordo,
fresca era ll'aria e la canzona doce.
E diceva: "Core, core!
core mio, luntano vaje,
tu mme lasse e io conto ll'ore...
chisà quanno turnarraje?"
Rispunnev'io: "Turnarraggio
quanno tornano li rrose.
si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá.
Si stu sciore torna a maggio,
pure a maggio io stóngo ccá."






lunedì 14 marzo 2016

CUORI TRASPARENTI


Emoticon heart 
Asciugavo le due tazzine di vetro, trasparenti e dalla nota appena accennata di colore, diversa per ognuna. Celeste, come la Serenità... Verde, come la Speranza. Imprescindibili virtù.
Se avessi voluto farlo apposta questo abbinamento, sono sicura non sarei riuscita. Sono le uniche tazzine di vetro che possiedo, mio marito ed io le amiamo tanto, ci guardiamo dentro ed attraverso, gustiamo dopo pranzo il caffè che sembra più buono, migliore. 
La Trasparenza è una grande qualità, non ha segreti, non cela misteri. Tutto appare com'è, e per Chi apprezza è spunto di conoscenze e insegnamenti nuovi.
Sarà perché ho imparato ad osservare e amare ogni dettaglio, a trarvi spunti per l' "universale", beh... sarà per questo che due normali tazzine da caffè mi hanno fatto pensare a "due Cuori trasparenti", come i Nostri, che non hanno segreti l'uno per l'Altro, non celano misteri. Ché se pure volessero non riuscirebbero mai neppure per il mondo a loro esterno, tanto sono abituati all' "intima trasparenza".
Quindi... parole chiare per farsi capire senza fraintendimenti, verità sempre e a tutti i costi per non rendere gravoso l'animo, sguardo fisso e mai chino per far arrivare quei "messaggi" oltre le parole.
Noi siamo così... io lo sono ancor di più nel confrontarmi con l'Altro che è al di fuori di me.
Ma non sempre traspare abbastanza il mio sentire, pensare... il chiaro ed onesto intento, i messaggi come carezze. A questa involontaria opacità penso spesso, perché mi metto sempre in discussione, ottimista come sono verso il prossimo. E allora mi do un gran da fare per lavare il pur momentaneo risentimento, asciugare in fretta anche le lacrime solo accennate, e che non resti nemmeno un'ombra a guastare la trasparenza di un Cuore che al dolore gratuito ha sempre dato.

domenica 13 marzo 2016

MINIATURE



Non ci sarà nessun altro giorno uguale a oggi, come non lo è stato neppure ieri o l'altro ieri. Un'esistenza fatta di istanti preziosi, da vivere consapevolmente e con la curiosità di quel che sarà domani. Una continua attesa sperando in qualcosa di diverso... che fino a quel momento sia andata bene o meno bene o, a maggior ragione, male, si desidera il cambiamento. Anche se dopo, la sola eventualità fa paura o almeno disorienta. Allora si aspetta di constatare e stavolta apprezzare maggiormente la solita, tranquillizzante normalità.
Emozioni e stati d'animo altalenanti, che spesso contrastano tra loro. Così cerchiamo di ridimensionarli, ridurli al minimo ché possano starci tutti "dentro". Come 100 e più significative "miniature" su una mensola.
Oggi sabato...
Stamattina svegliandomi mi è sembrato fosse nuvoloso...
"E' brutto tempo?"
"Forse ", ha risposto l'Amore della mia Vita, "... ma che c'importa... l'importante è che siamo insieme".
Ho più che sorriso, in pratica ho riso in silenzio. Sentir dire queste cose da Lui è davvero strano... "Ma dico... hai scartato per caso un bacio di cioccolata? Questi dolci pensieri non sono certo da Te!" "Ahhh... allora a te non va bene niente!?"
E invece quello che aveva detto andava bene e anche tanto. Solo ho aspettato una vita, e ora il momento arrivava con "enfasi ridotta".
Però... dolce inizio di giornata lo stesso. Doveva continuare a... essere così, e poiché dipendeva da me condurre il giorno in tal senso, ho deciso... dolci pensieri, dolci ricordi, e anche qualche scusante per delle recenti contrarietà. Come non fosse accaduto nulla.
Il dolce pensiero quindi l'avevo avuto... il ricordo, spolverando sulla mia scrivania.
Conservo in un cestino due coniglietti piccoli piccoli, appartenevano a mia figlia.
Da bambina amava giocare da sola. Sul tavolo in cucina allineava le bamboline, i suoi pupazzi più piccoli, e poi... lettini seggiole mobiletti, tutte quelle cose che potevano servire ai suoi "personaggi", micro-creature di una Vita in miniatura.
Un giorno, mentre era presa nel suo impegno, si voltò a guardarmi e poi disse... "Mamma, vorrei vivere sempre in un mondo pupazzetto..." Restai senza parole. Fu quella una delle pochissime volte, se non l'unica in cui "mise a nudo" se stessa.
Ahimè... il "mondo pupazzetto" è cresciuto con Lei, ed ora s'è resa conto che ben poco può fare per accomodarselo. Si barcamena "come un pupazzetto" in una realtà precaria alla pari sempre più di un cartone animato. Va be', minimizzo anche questo, archivio il pensiero al momento per non "ridurmi" la serenità.
Oggi... sabato, un giorno come tanti per riepilogare, tirare le somme ma non arrivare mai a delle conclusioni. Si continua ad... aspettare, domani sarà diverso ma con qualcosa di antico. Una "variabile fissa", insomma... come i "Messaggi per Tutta la Vita" tra la casetta e le due piantine su una delle mie mensole.
Ogni cosa rigorosamente in miniatura.