venerdì 30 giugno 2023
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (N.93) (Quasi un sondaggio)
Il Volontariato in oncologia è assai particolare e delicato, ciò nonostante se si è dotati di un buon intuito e discrezione
è possibile stabilire una buona relazione d'aiuto già dall'approccio.
Si entra letteralmente in punta di piedi, con l'atteggiamento umile di Chi chiede, senza pretese né supponenza, e poi... poi si saluta.
- Si puo?
Quindi...
Per riprendere appena l'argomento delle parole giuste, secondo Voi quale espressione o parola di saluto è il caso di usare in ospedale quando si entra in una stanza di un day hospital?
All'ultimo incontro di formazione è emerso il dubbio riguardo al "buongiorno". Non sarebbe meglio un semplice "ciao"? Pare più neutro rispetto ad un buongiorno per un giorno che qualcuno sicuramente non vive né vede come buono.
Io ho la mia opinione che per il momento non dico, per non condizionare ma pure per aprirmi al confronto che come sapete per me è sempre costruttivo.
Vi lascio quindi con questo punto di domanda, un po' verifica, quasi sondaggio.
mercoledì 28 giugno 2023
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.92) (E poi ci sono le parole)
Penso che qualunque sia la relazione è importante mostrarsi come si è, senza forzature per apparire tale.
Porto me stessa, così come sono, agli altri.
Non do per scontato di piacere ed essere accolta sempre. Per questo vado cauta, e sono preparata ad ogni evenienza.
È esercizio continuo, formativo che a volte riserva sorprese.
E poi ci sono le parole...
Sono attenta nella scelta delle parole, perché penso sempre a quelle che vorrei sentir dire in situazione analoga.
Le parole possono far molto bene al Cuore o altrettanto male.
Dipende.
Comunque pensare prima di parlare, anche di rispondere.
Pensare pure prima di scrivere, anzi soprattutto, perché se "verba volant, scripta manent", e lasciano il segno.
Parole pesate, leggere ma importanti, insomma... "giuste"
Le "parole giuste" sono quelle che in armonia coinvolgono, e non escludono.
Le parole giuste sono quelle da cui Tutti sempre e per sempre dovranno sentirsi accarezzati.
martedì 27 giugno 2023
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.91) (Ti capisco...)
Ho rallentato, e per un po' pensato di fare una pausa stasera... non avrei scritto neanche un rigo.
Responsabile una colica, in tutto il giorno ho preso solo due camomilla.
Poi come similmente accadeva tredici anni fa dopo ogni terapia, mi sono ripresa,
vado un tantino a scartamento ridotto ma proseguo.
- Ti capisco.
Ha detto oggi la mia amica Donata, e poiché le Sue parole costituiscono sempre un valore aggiunto, mi sono sentita davvero compresa.
Chi più di Lei che ne ha passate tante?
Ti capisco...
Riflettendo, è un'espressione non per tutti.
Perché non tutti vogliono capire, è scomodo, fa perder tempo...
Capire e Voler capire.
C'è una sostanziale differenza.
Capire è azione nell'immediato,
Voler capire invece, presuppone impegno e costanza.
Pensiamoci, prima di affermare " ti capisco" o il suo contrario.
Ai miei pensieri prima di andare non rinuncio, sono gratitudine per il giorno appena trascorso e speranza per quello che sarà. Domani.
Chissà come mi sentirò domani, tutto cambia in un momento, ma poiché oggi sono stata poco bene, posso azzardare che andrà meglio. Anzi, sono certa, giornata migliore sarà.
lunedì 26 giugno 2023
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.90) (Un rifugio strategico)
Non sono una quercia secolare, né roccia granitica, meno che mai una "guerriera", termine che detesto. Infatti mi meraviglio come siano passati tredici anni "senza colpo ferire", comunque... ok, sono trascorsi, ed io ho cercato di mettere a frutto la sopravvivenza.
Per fare ciò dovevo mantenere la calma, pensare poco al futuro e concentrarmi sul presente. Lo feci col "mio spazio azzurro".
Fuori ogni negatività e dentro tutte le cose belle che possono esserci ogni giorno.
Ed ora?
Va tutto bene, il mio "piccolo cielo" è sempre più mio, anche se a volte cercano di "smontarmi" da lì e pure in ogni senso.
Ma io resto ben ferma, coi pensieri e tutta me stessa...
Un esempio.
Chiudo gli occhi e penso alla cosa più bella per questa giornata ed altre.
Il mio spazio azzurro.
Oggi nel mio spazio azzurro ho trovato un cambiamento, un gradito ritorno, dei ricordi, i miei pensieri come messaggi.
Pensavo.
Se il mio spazio azzurro non ci fosse stato, forse neppure io sarei qui.
Sicuramente reclusa lontano, nell'ultima nuvola grigia di un cielo senza stelle.
domenica 25 giugno 2023
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.89) (Non con le parole ma nel silenzio)
Oggi mio padre avrebbe compiuto 92 anni.
Non mi andava di scrivere ciò che reputo una banalità... ovunque tu sia, Buon Compleanno... è stato invece spontaneo ricordare quello che ci accomunò.
Molto in verità, il fattore Rh, il segno zodiacale, la buona memoria e soprattutto la malattia, vissuta nello stesso periodo.
Mio padre era severo, affatto tenero ma ci amava, questo è certo. Era difficile confidarsi con Lui, ma ci pensò la malattia a rendere visibile il legame.
Quando gli dissi che cosa mi stava succedendo si portò una mano tra i capelli e gli occhi gli si inumidirono di lacrime,
Mio padre che io avevo sempre visto sotto una luce diversa, che avevo amato ma anche tanto temuto, che non avevo mai sentito così vicino come in quel momento.
Per la prima volta in tanti anni mostrai la mia vulnerabilità, cercando da Lui il semplice conforto, per trarne forza.
Ci ritrovammo così a piangere insieme, confortandoci a vicenda, vivendo l'uno il dramma dell'altra e viceversa.
La vita è proprio strana. Quando credi di aver capito tutto, di aver sistemato ogni cosa nella tua esistenza, di essere sempre nel giusto, quando insomma ti sei fatto le tue categorie mentali, eccoti arrivare tra capo e collo una bella tegola, di quelle pesanti, e tutto si rimette in gioco in modo prepotente.
Dedico allora questi pensieri a mio padre, cui devo la vita, con cui mi scontravo spesso e volentieri, e che ora mi manca come non avrei mai immaginato.
"Ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla"
- Tiziano Terzani -
venerdì 23 giugno 2023
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.88) (Solo Chi sa può capire)
In parte è vero, diciamo meglio, Chi ha provato è più predisposto a capire.
È cosa strana, e comunque a me personalmente non desta meraviglia come persone che abbiano vissuto o vivano ancora "il problema" la pensino allo stesso modo, provino le medesime emozioni, addirittura nella comunicazione scelgano parole che nel confronto ritrovano tali e quali.
Eh... solo Chi sa, Chi l'ha provato può capire...
La paziente fino ad oggi un po' reticente, stamani ha deciso di non esserlo più, e ha raccontato tanto, polemizzato un po', ha espresso le proprie opinioni, che guarda caso coincidono con le mie.
Un volontariato basato sull'ascolto e il confronto più che un voler distrarre ad ogni costo. Eliminare dal vocabolario dei "tumorati di Dio" termini che richiamano la guerra.
Non siamo guerrieri, non combattiamo la malattia, ma la teniamo a bada perché non abbiamo altra scelta.
Esattamente come io la vedo.
Forse perché ho vissuto anch'io il problema? Non credo, almeno... non saprei.
Io posso solo immaginare, capire del tutto...no.
La malattia accomuna, ognuno poi la vive come può, sempre in modo unico e speciale, come lo siamo tutti, unici e speciali.
Poi andrà come deve, comunque finirà, e intanto si è vissuto.
Come è stato per me, da quel 22 giugno 2010 fino ad ora. Tredici anni da raccontare e poi... chissà.
NON FINIRE MAI DI ESSERCI (n.87) (Quanto è piccolo il mondo e quanto complicati siamo Noi)
Perché sia pur piccolo il mondo, facciamo in modo che risulti sempre più difficile esserci?
La tecnologia avrebbe reso
tutto più semplice e veloce? A dirsi certamente, a farsi molto meno.
Poi ci sono le telefonate a cui non si risponde perché da numeri non memorizzati, messaggi letti troppo tardi, siti dove entrare ed uscire, ma con password che è ok all'ingresso, ma out all'uscita...
Un loop dopo l'altro, e cascano le braccia.
Non si vive secondo natura in questa maniera, e alla fine ogni relazione reale o virtuale risulta deludente.
Insomma, armiamoci e partite... e una volta partiti, dietro front perché l'avete fatto in modo sbagliato e pure "senza armi".
Sarà perché io ci metto sempre il Cuore, coi numeri e col denaro poco condivido.
Sono consapevole che servano ma non voglio lasciarmi condizionare.
Che dire? Ho nostalgia degli accidenti di un tempo quando mi dicevo...
Dobbiamo accettare anche questa?... e l'accettiamo. Dovrà finire prima o poi.
E molto confortava un fiocco di tenerezza, scelto a caso ma non per caso...
Cose semplici così, poche parole e alcuna password.
E dopo una giornata trascorsa tra password "errate" e parole giuste... senza presunzione... mie, ci sta bene una delle mie metafore.
Perché promettere in un futuro cassetti profumati alla lavanda, se non si dà modo e tempo per raccoglierne i fiori all'inizio dell'estate, farli seccare a dovere e poi riempirne sacchetti di tulle colorato a compimento dell'opera?
Meglio allora profumare la biancheria con del basilico secco in un tovagliolo.
Un "pout pourri" rustico, senza pretese ma almeno facile da realizzare.
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